"Il Consiglio comunale monotematico di oggi sull’Aurelia Bis, convocato su richiesta delle opposizioni, deve rappresentare un punto di svolta.
Non può essere l’ennesima occasione per ascoltare ricostruzioni, interpretazioni o rimpalli di responsabilità.
Oggi servono documenti, date, decisioni e responsabilità politiche.
La storia del progetto parla infatti in maniera sufficientemente chiara.
Nel 2023 venne individuato e presentato un tracciato per il completamento della Variante di Sanremo che prevedeva collegamenti intermedi destinati a servire concretamente la città, tra cui lo svincolo della Foce e il collegamento con via Padre Semeria, prima della conclusione del Lotto 1 verso Ponente.
Era un progetto discusso con gli enti territoriali e presentato pubblicamente come una grande opportunità per Sanremo e per l’intero Ponente ligure.
Anche allora esistevano criticità tecniche e progettuali, che erano state puntualmente evidenziate: troppe rotatorie, il rischio di snaturare una strada a scorrimento veloce e la necessità di garantire alla parte occidentale della città un accesso realmente funzionale.
Ma almeno una cosa appariva chiara:
l’Aurelia Bis doveva servire Sanremo, non limitarsi a passarci sotto.
Poi qualcosa è cambiato.
E oggi sappiamo che il cambiamento non sarebbe avvenuto improvvisamente né unilateralmente.
ANAS ha infatti pubblicamente ricostruito un percorso tecnico-amministrativo nel quale la configurazione priva degli svincoli intermedi sarebbe stata maturata attraverso il confronto con gli enti territoriali, Comune di Sanremo compreso.
Il passaggio politico più delicato è quello del 23 luglio 2025, quando presso il Ministero delle Infrastrutture si svolse un incontro alla presenza del Vice Ministro Rixi, del Sindaco di Sanremo, dell’Assessore comunale competente e dei tecnici ANAS.
Un incontro che all’epoca venne raccontato come positivo, improntato alla collaborazione e alla piena sinergia istituzionale.
Oggi ANAS afferma che proprio in quel percorso sarebbe stata condivisa la scelta di eliminare lo svincolo di Sanremo Foce e il collegamento con via Padre Semeria.
A questo punto la questione non è più soltanto tecnica.
È politica.
Ed è su questo che Futuro Nazionale, attraverso il proprio rappresentante in Consiglio comunale Daniele Ventimiglia, pretende chiarezza.
Chi ha rappresentato gli interessi di Sanremo in quelle riunioni?
Quale posizione è stata espressa dal Comune?
La soppressione degli svincoli è stata contestata oppure condivisa?
Se è stata condivisa, da chi e sulla base di quale indirizzo politico?
Esiste un atto, un verbale, una nota o una comunicazione dalla quale risulti la posizione formalmente assunta dall’Amministrazione?
E soprattutto:
perché una modifica così sostanziale di un’opera destinata a condizionare la viabilità e lo sviluppo urbanistico di Sanremo per i prossimi decenni non è stata immediatamente portata all’attenzione del Consiglio comunale e della città?
Non stiamo cercando un capro espiatorio.
Stiamo chiedendo qualcosa di molto più semplice e molto più serio:
l’assunzione delle responsabilità politiche da parte di chi governa la città.
Il Sindaco ha mantenuto direttamente la delega alle grandi opere.
L’Assessore ai Lavori Pubblici ha seguito il dossier infrastrutturale.
È quindi naturale, doveroso e istituzionalmente corretto che siano queste cariche a spiegare al Consiglio comunale, senza zone grigie, che cosa sia realmente avvenuto e quale posizione abbia assunto l’Amministrazione nelle diverse fasi dell’iter.
Perché se ANAS sostiene che la decisione sia stata condivisa con il Comune, mentre alla città è stata fornita nel tempo una rappresentazione differente, esiste un problema politico che non può essere liquidato con qualche dichiarazione alla stampa.
E se invece la ricostruzione di ANAS non corrisponde alla posizione effettivamente assunta dal Comune, allora l’Amministrazione produca immediatamente gli atti che dimostrano il contrario.
Una delle due cose.
Quello che non è più accettabile è continuare con il gioco del “noi non sapevamo”, “lo ha deciso qualcun altro”, “il progetto è cambiato” e “adesso cercheremo di recuperare almeno uno svincolo”.
Almeno uno svincolo?
Sanremo non deve mendicare ciò che era parte della funzione stessa dell’opera.
Non stiamo chiedendo un favore al Ministero, ad ANAS o alla Regione.
Stiamo chiedendo che centinaia di milioni di euro di denaro pubblico vengano utilizzati per realizzare un’infrastruttura che raggiunga l’obiettivo per il quale viene costruita: decongestionare il traffico cittadino e servire il territorio.
Costruire chilometri di gallerie eliminando gli accessi utili alla città per risparmiare significa rischiare il paradosso di avere un’Aurelia Bis nuova di zecca e continuare ad avere le vecchie code sulla Foce, in corso Marconi, sull’Aurelia e nelle vie di penetrazione.
Un capolavoro che Sanremo potrebbe volentieri evitare.
Ma oggi Futuro Nazionale pone una questione ancora più importante alla maggioranza che sostiene questa Giunta.
I consiglieri comunali di maggioranza erano a conoscenza di queste scelte?
Erano stati informati?
Le condividevano?
Perché se non lo erano, questa sera dovrebbero essere proprio loro, prima ancora dell’opposizione, a pretendere spiegazioni.
Sostenere una Giunta non significa sottoscriverne automaticamente ogni decisione.
E soprattutto difendere l’Amministrazione non può venire prima del dovere di difendere Sanremo.
Per questo auspichiamo che il Consiglio comunale riesca a produrre un documento condiviso, forte e politicamente inequivocabile, che riporti al centro gli interessi della città.
Un documento che chieda:
il ripristino nel progetto di collegamenti realmente funzionali alla zona di Ponente;
la conferma della Variante di Sanremo quale priorità infrastrutturale del collegamento verso Ventimiglia;
la piena conoscibilità di tutti gli atti e dei passaggi istituzionali che hanno determinato la modifica del progetto;
un cronoprogramma certo e risorse finanziarie adeguate;
un confronto con Governo, Regione e ANAS nel quale Sanremo arrivi finalmente con una posizione unica, chiara e non negoziabile.
E aggiungiamo un ultimo punto.
Anche al Vice Ministro Rixi chiediamo chiarezza.
Se il 23 luglio 2025 il confronto al Ministero era così positivo, se esisteva quella “stretta sinergia” tra Ministero, Comune e ANAS e se oggi scopriamo che proprio in quella fase veniva maturata l’eliminazione degli svincoli, allora tutti i protagonisti istituzionali di quel tavolo devono contribuire a ricostruire la verità.
Nessuno escluso.
Perché l’Aurelia Bis non appartiene a un partito, non appartiene a una Giunta e non appartiene a chi oggi occupa temporaneamente una carica istituzionale.
Appartiene a Sanremo e al Ponente ligure.
E il futuro infrastrutturale di una città non può essere modificato dietro una porta chiusa per poi essere spiegato ai cittadini quando ormai il progetto è arrivato a un altro stadio dell’iter.
Questa sera il Consiglio comunale ha dunque un’occasione.
Non quella di salvare la faccia a qualcuno.
Quella di salvare il progetto per Sanremo.
Futuro Nazionale sarà dalla parte di chi pretenderà chiarezza, trasparenza e un’Aurelia Bis realmente utile alla città.
E se sono stati commessi errori politici, si abbia almeno il coraggio di riconoscerli e correggerli.
Perché gli svincoli si possono ancora riprogettare.
La credibilità politica, una volta persa, è molto più difficile da ricostruire".














