La Giunta comunale di Sanremo compie un primo passo verso il possibile ritorno della funivia Sanremo-Monte Bignone. L'esecutivo ha infatti espresso un preliminare orientamento favorevole sulla sussistenza dell'interesse pubblico rispetto alla manifestazione di interesse presentata da un gruppo di professionisti interessati alla ricostruzione dell'infrastruttura. Si tratta, come chiarito nella delibera, di una valutazione circoscritta e preliminare, che non equivale all'approvazione del progetto né comporta l'automatica attivazione di una procedura di partenariato pubblico-privato. L'obiettivo è consentire ai proponenti di proseguire nell'iter e arrivare alla presentazione di una proposta completa di finanza di progetto.
La manifestazione è stata presentata dall'architetto Carlo Cillara Rossi e dall'avvocato Alessandro Comola ed è stata acquisita al protocollo del Comune con il numero 60414 del 10 luglio 2026. L'iniziativa nasce dopo le interlocuzioni avviate con l'Amministrazione e dopo la nota del sindaco del 13 gennaio scorso, con la quale Palazzo Bellevue aveva manifestato un primo apprezzamento per l'ipotesi di recupero dell'impianto, chiedendo però un piano di copertura finanziaria esaustivo e proposte operative concrete. La documentazione depositata comprende studi di prefattibilità, relazioni tecniche, dati dell'impianto, quadri economici, cronoprogramma e una serie di elaborati grafici relativi alle stazioni e al tracciato.
Il progetto prevede la ricostruzione della funivia sostanzialmente sul sedime dello storico tracciato, con un impianto moderno articolato in due tronchi. L'ipotesi comprende anche il recupero edilizio e l'ammodernamento strutturale e funiviario delle stazioni di partenza, intermedia e di arrivo. La nuova infrastruttura dovrebbe collegare il centro cittadino con le aree collinari, arrivando fino a San Romolo, attraverso un sistema caratterizzato da nuovi standard di sicurezza. Negli elaborati sono inoltre presenti proposte relative al design delle cabine e dei sostegni di linea, oltre agli studi sulla compatibilità urbanistica e sullo spazio libero necessario al transito funiviario.
La storia dell'impianto affonda le proprie radici negli anni Trenta. La funivia Sanremo-Monte Bignone fu ideata nel 1930 dall'allora sindaco Pietro Agosti e inaugurata nel 1937 dalla Compagnia Italiana Funivie. Con una lunghezza complessiva di circa 8 chilometri rappresentava all'epoca un'opera ingegneristica di particolare rilievo. Dopo il secondo conflitto mondiale, la gestione passò all'Amministrazione comunale, che nel 1981 arrivò alla sospensione definitiva del servizio a causa degli elevati costi necessari per gli adeguamenti normativi. Da allora l'infrastruttura è rimasta dismessa e in stato di abbandono, conservando però una forte valenza storica e identitaria per Sanremo.
Secondo la Giunta, l'ipotesi di ricostruzione risulta coerente con gli strumenti di programmazione dell'Ente. Il progetto trova infatti un collegamento con gli obiettivi strategici del DUP e del Piano Urbanistico Comunale, che individuano nel riuso della funivia uno strumento per il recupero della collina boscata, la mobilità sostenibile e lo sviluppo di nuove iniziative ambientali e turistiche. Tra le prospettive indicate figurano l'escursionismo e il cicloturismo, compresa la possibile connessione con la pista ciclabile costiera. La funivia viene quindi considerata non soltanto come infrastruttura di trasporto, ma anche come possibile elemento di valorizzazione del territorio collinare.
L'Amministrazione ricorda inoltre che l'interesse per il rilancio dell'impianto non è nuovo. Già nel 1983, con una deliberazione di Giunta, il Comune aveva manifestato l'intenzione di predisporre un piano tecnico-finanziario finalizzato all'affidamento in concessione della funivia. Nel corso degli anni sono seguiti altri atti di indirizzo, senza però arrivare a un risultato operativo. La nuova manifestazione di interesse riporta quindi sul tavolo un progetto che, dopo oltre quarant'anni dalla cessazione del servizio, potrebbe essere nuovamente valutato alla luce di un modello di finanza di progetto a iniziativa privata.
Un punto centrale della delibera riguarda proprio il carattere ancora preliminare della decisione. Il Comune sottolinea che la manifestazione di interesse, così come un'eventuale successiva proposta, non determina alcun obbligo di approvazione da parte dell'Amministrazione e non vincola l'Ente alla realizzazione dell'opera. Resta inoltre piena la discrezionalità amministrativa nelle successive valutazioni, compresi gli aspetti urbanistici e il bilanciamento tra gli interessi pubblici e privati coinvolti. Il riconoscimento dell'interesse pubblico è quindi definito espressamente come "limitato e circostanziato", finalizzato esclusivamente a permettere la prosecuzione dell'iter previsto dall'articolo 193 del Codice dei contratti pubblici.
I prossimi passaggi riguarderanno anche la documentazione richiesta dai proponenti per poter elaborare la proposta formale. La Giunta ha demandato agli uffici comunali gli adempimenti conseguenti, compresa la trasmissione dei dati e degli atti disponibili e la loro pubblicazione nella sezione Amministrazione trasparente, oltre alla collaborazione per eventuali verifiche normative presso altri enti. Un'impostazione che, nelle intenzioni dell'Amministrazione, dovrebbe consentire agli interessati di sviluppare una proposta tecnica ed economico-finanziaria più articolata, sulla quale il Comune potrà successivamente esprimere le proprie valutazioni.
Resta infine un elemento particolarmente rilevante sul piano economico: la delibera non prevede alcun impegno finanziario per il Comune di Sanremo. Le risorse necessarie alla realizzazione dell'opera dovranno essere reperite autonomamente dal promotore, mentre l'atto dichiara l'assenza di riflessi diretti o indiretti sulla situazione economico-finanziaria e sul patrimonio dell'Ente. La proposta, inoltre, non risulta al momento inserita nell'attuale programmazione triennale del partenariato pubblico-privato. Il primo via libera della Giunta apre dunque una nuova fase di approfondimento, senza ancora impegnare il Comune sulla realizzazione della nuova funivia.














