La possibilità di rivedere la destinazione di Villa Mercede apre una riflessione sul futuro di uno degli edifici storici recentemente recuperati dalla città. A intervenire sul tema è Luca A., che invita a considerare con attenzione l’ipotesi di destinare la struttura a una funzione diversa da quella inizialmente prevista, ovvero la sede del triennio dell’indirizzo musicale del liceo Cassini. Un progetto che, secondo quanto sottolineato nella lettera, si inserisce in un percorso più ampio dedicato agli spazi scolastici e agli investimenti sull’edilizia destinata ai giovani. "Credo sia importante riflettere bene prima di modificare una destinazione pensata e programmata da tempo", osserva.
Negli ultimi anni, ricorda Luca A., Sanremo ha portato avanti un significativo programma di interventi sulle strutture scolastiche, con risorse complessive nell’ordine di 26 milioni di euro, tra opere realizzate, finanziate e programmate. Un percorso che ha riguardato gli edifici esistenti, la realizzazione di nuovi spazi in Valle Armea, i nidi e le scuole dell’infanzia, oltre al recupero di Villa Mercede. Proprio quest’ultimo intervento rappresenta oggi un elemento centrale della riflessione: l’edificio, dopo anni di sostanziale inutilizzo, è tornato a disposizione della città e si presenta ora in una veste completamente rinnovata. "È un risultato importante e sarebbe bello poterlo mettere pienamente a servizio dei ragazzi", sottolinea.
L’idea di ospitare a Villa Mercede il triennio musicale del Cassini, prosegue la lettera, non sarebbe nata soltanto come ipotesi, ma avrebbe accompagnato anche le scelte progettuali relative agli spazi. Da qui l’auspicio che la destinazione scolastica possa essere confermata. In particolare, viene evidenziato come una scuola possa trovare una collocazione prestigiosa senza che questo rappresenti un problema, soprattutto quando l’edificio può diventare parte integrante dell’offerta formativa. "Sanremo è una città profondamente legata alla musica – osserva Luca A. –, e vedere studenti impegnati ogni giorno nello studio e nella pratica musicale in una villa storica potrebbe rappresentare un motivo di orgoglio per tutta la comunità".
Nella riflessione non manca un riconoscimento per il ruolo dell’Istituto internazionale di Diritto umanitario, realtà considerata un’eccellenza per Sanremo e già legata a una sede di grande prestigio come Villa Ormond. Allo stesso tempo viene citata l’eventuale necessità di una sede di rappresentanza collegata ai rapporti con il Principato di Monaco. Su questo punto, l’auspicio espresso è che possano essere valutate anche soluzioni alternative, così da consentire a Villa Mercede di mantenere la funzione scolastica inizialmente immaginata. Tra le possibilità viene indicata, a titolo di esempio, anche Villa Zirio, considerata uno spazio che potrebbe prestarsi a una funzione istituzionale e di rappresentanza.
Il tema, però, non riguarda soltanto la destinazione dell’edificio. Villa Mercede si trova infatti in un contesto di quartiere nel quale assumono un ruolo significativo anche il sagrato della parrocchia della Mercede e gli spazi verdi circostanti. Da qui una seconda questione, che secondo Luca A. meriterebbe di essere chiarita nel momento in cui si dovessero assumere decisioni definitive: quale sarà il futuro di queste aree? "Sarebbe utile sapere come verranno organizzati gli spazi esterni e quale rapporto continueranno ad avere con la parrocchia, con i ragazzi e con il quartiere", viene evidenziato nella lettera.
La riflessione si conclude quindi con un invito a mantenere aperto il confronto e ad ascoltare scuola, studenti e famiglie prima di assumere decisioni definitive. L’obiettivo, sottolinea Luca A., dovrebbe essere quello di individuare la soluzione capace di valorizzare al meglio un edificio che oggi torna a rappresentare un patrimonio per Sanremo. "Villa Mercede è un edificio bello e prestigioso – è la considerazione finale –, e proprio per questo potrebbe diventare ancora più significativo se venisse vissuto ogni giorno da giovani, studenti, insegnanti e musicisti. Un modo, dunque, per restituire pienamente alla città uno spazio storico attraverso cultura, formazione e musica".














