Cambiare vita, lasciare i ritmi frenetici della finanza milanese e coronare il sogno di aprire un hotel in una delle località più affascinanti della Riviera dei Fiori. Sembra la trama di un film a lieto fine, ma la realtà quotidiana dell’accoglienza turistica nasconde sfaccettature ben più complesse. A raccontarle con schiettezza e un pizzico di ironia è Marie-Line Bisagni, per quindici anni – dal 2008 al 2024 – titolare insieme al marito dell’Hotel Belle Epoque di Via Roma 8, a Sanremo.
Dal suo percorso umano e professionale è nato il libro autobiografico “Albergatore? No grazie!”, un’opera di circa cento pagine che ripercorre un’avventura intensa, fatta di grandissime soddisfazioni ma anche di inevitabili bocconi amari. Un testo intimo e trasparente, pensato per “sfatare un mito” e mostrare cosa si cela davvero dietro la reception di un piccolo albergo a conduzione familiare.
Poco più di un centinaio di pagine per raccontare un'avventura che ha visto la famiglia Bisagni Valdrighi rilevare una struttura originariamente fatiscente, ristrutturarla da cima a fondo con il lavoro quotidiano di tutta la famiglia (figli compresi) e trasformarla in un hotel apprezzatissimo e pluripremiato sui portali di recensioni. Eppure, dietro il successo, c'è un "lato oscuro" che la scrittrice ha voluto portare alla luce.
«Io con il mondo degli alberghi non c'entravo nulla, venivo dai mercati finanziari a Milano» – spiega l'autrice Marie-Line Bisagni – . Poi abbiamo deciso di inseguire questo sogno e abbiamo preso l'albergo a Sanremo. Ho scritto questo libro per togliermi qualche sassolino dalla scarpa, ma soprattutto per rendere gloria a chi si fa in quattro tutti i giorni in questo settore. Tante persone sognano di lasciare l'ufficio o l'azienda per aprire un piccolo hotel, pensando sia tutto rosa e fiori: accogliere gli ospiti, farli sentire a casa... Ma l'esperienza non fila sempre liscia come si crede. Spesso si ha a che fare con clienti poco corretti e pretese ingiustificate».
Il libro non nasce come un reclamo, ma come una vera e propria opera di sensibilizzazione al viaggio consapevole. L'obiettivo dell'autrice è quello di creare un ponte di comprensione reciproca tra chi viaggia e chi accoglie.
«Mi piacerebbe che lo leggessero soprattutto i turisti» – conclude Marie-Line – . Spesso ci si lamenta se si trova un albergatore trattato male o nervoso, ma bisogna capire cosa c'è dall'altra parte e con quali situazioni quotidiane deve confrontarsi chi gestisce una struttura. Se chi va in albergo leggesse queste pagine, il rapporto tra ospite e albergatore migliorerebbe sicuramente, perché ci sarebbe più empatia. Alla fine per noi è stata un'esperienza assolutamente positiva, ma era giusto mostrare anche l'altra faccia della medaglia».
Un racconto autentico e senza filtri che offre uno spaccato inedito sulla vita reale della Sanremo dell'accoglienza, consigliato a chiunque sogni di "cambiare vita" aprendo un'attività ricettiva e a tutti i viaggiatori che vogliono guardare oltre la chiave della stanza.
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