Nuovo affondo del Movimento 5 Stelle di Ventimiglia sulla vicenda degli autovelox cittadini, dopo che il Consiglio comunale è stato nuovamente chiamato a riconoscere debiti fuori bilancio derivanti dalle cause perse dal Comune in materia di sanzioni elevate tramite i dispositivi di rilevazione della velocità. Secondo i pentastellati, l'Amministrazione guidata dal sindaco Flavio Di Muro continua a sostenere una ricostruzione dei fatti che "non trova riscontro né nella giurisprudenza né nei fatti", scaricando sulla collettività le conseguenze di una gestione definita "fallimentare". Nel mirino anche l'interpretazione del decreto ministeriale pubblicato lo scorso 11 luglio 2026.
Secondo il Movimento 5 Stelle, il provvedimento non avrebbe affatto "sanato" gli autovelox installati a Ventimiglia. Al contrario, spiegano gli esponenti del M5S, il decreto si limiterebbe a recepire l'orientamento della giurisprudenza, ribadendo la necessità che gli apparecchi siano omologati e disciplinando le procedure per ottenere tale omologazione. "È l'ennesima conferma che gli apparecchi semplicemente approvati, come quelli installati a Ventimiglia, non rispettavano il requisito richiesto dalla legge", sostengono. Il Movimento evidenzia inoltre come il Comune abbia sostituito i dispositivi soltanto dopo anni di contenzioso, sostenendo oggi che, grazie alla norma transitoria prevista dal decreto, gli apparecchi debbano essere considerati automaticamente omologati.
L'opposizione ricorda di aver più volte contestato la gestione della vicenda, sottolineando come l'Amministrazione abbia ignorato la petizione sottoscritta da oltre 1.500 cittadini e gli avvertimenti sull'assenza dell'omologazione degli autovelox. Viene inoltre criticata la scelta di proseguire il contenzioso, appellando le sentenze del Giudice di Pace e ricorrendo anche in Cassazione. "Il risultato è sotto gli occhi di tutti: centinaia di cause perse, continue condanne alle spese e debiti fuori bilancio pagati dai ventimigliesi", affermano gli esponenti del Movimento, secondo i quali il Comune avrebbe potuto interrompere il contenzioso già dopo le prime pronunce sfavorevoli oppure annullare in autotutela le sanzioni contestate.
Nel comunicato viene richiamato anche quanto, secondo il M5S, sarebbe già stato chiarito dalla giurisprudenza successiva. I pentastellati sostengono infatti che le circolari e i decreti dirigenziali siano stati superati dagli orientamenti della Corte di Cassazione, la quale avrebbe ribadito che una fonte secondaria non può derogare alle disposizioni del Codice della Strada. Inoltre, evidenziano, il Tribunale avrebbe già stabilito che il nuovo decreto ministeriale non produce effetti retroattivi. Per questo motivo, secondo il Movimento, il contenzioso sarebbe tutt'altro che concluso e non si potrebbero escludere ulteriori debiti fuori bilancio nei prossimi mesi.
Le critiche riguardano anche la decisione dell'Amministrazione di impegnare ulteriori 12mila euro, oltre agli accessori, per affidare incarichi legali esterni. Una scelta che il Movimento giudica ingiustificata, sostenendo che la convenzione con il concessionario preveda già un servizio di difesa e che, una volta installati dispositivi effettivamente omologati, nelle future opposizioni sarebbe sufficiente produrre davanti al giudice la documentazione attestante l'omologazione degli apparecchi. "Non condividiamo affatto il modo con cui l'Amministrazione Di Muro sta amministrando il denaro dei cittadini. Una gestione che, anziché limitare i costi degli errori, continua a trasferirli sulla collettività", conclude il Movimento 5 Stelle.














