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Cronaca | 29 luglio 2026, 15:06

Autovelox di Porra, l'avvocato Marco Mazzola: "Gli apparecchi usati a Ventimiglia restano al centro dei dubbi"

Contesta la disciplina transitoria del nuovo decreto ministeriale e solleva interrogativi sulla legittimità degli strumenti approvati ma non omologati

Autovelox di Porra, l'avvocato Marco Mazzola: "Gli apparecchi usati a Ventimiglia restano al centro dei dubbi"

Autovelox e multe a Ventimiglia, il dibattito sulla regolarità degli apparecchi utilizzati torna al centro dell'attenzione. A intervenire è l'avvocato Marco Mazzola, che da tempo segue i ricorsi presentati dagli automobilisti contro i verbali elevati dalla postazione di Porra e che analizza gli effetti del nuovo decreto ministeriale pubblicato lo scorso 11 luglio 2026. Il provvedimento, entrato in vigore il giorno successivo alla pubblicazione, ha definito la procedura necessaria per ottenere l'omologazione degli autovelox, dando attuazione a quanto previsto dall'articolo 142, comma 6, del Codice della Strada, secondo cui gli strumenti di rilevazione della velocità devono essere "debitamente omologati". Una distinzione, quella tra approvazione e omologazione, che secondo Mazzol assume un ruolo decisivo nella valutazione della legittimità delle multe.

"Gli autovelox via via impiegati a Ventimiglia erano e sono semplicemente approvati – spiega l'avvocato Mazzola –, anche se nella proposta di project financing sembrava fosse previsto che sarebbero stati forniti apparecchi omologati". Secondo il legale, quindi, il nodo riguarda proprio la differenza tra i due procedimenti, che non possono essere considerati equivalenti sotto il profilo giuridico. Con il nuovo sistema, prosegue Mazzola, non ci sarebbero particolari dubbi sulla validità dei verbali elevati con apparecchi regolarmente omologati secondo la procedura introdotta dal decreto ministeriale. "Non v'è dubbio che i verbali comminati con l'impiego di autovelox omologati secondo la nuova procedura saranno regolari, sempre che non esistano vizi di altro tipo", sottolinea.

La questione più complessa riguarda però la norma transitoria inserita nel decreto. La disposizione stabilisce che, in attesa dell'omologazione secondo la nuova procedura, possano essere considerati omologati gli apparecchi approvati dopo il decreto del 2017, contestualmente abrogato. Una previsione che, secondo l'avvocato, presenta profili problematici. "Il Tribunale locale ha confermato che la norma transitoria non è retroattiva – evidenzia Mazzola –, perciò gli strumenti impiegati sino al 12 luglio 2026 erano e rimangono illegittimi". Il riferimento è agli apparecchi utilizzati prima dell'entrata in vigore del nuovo decreto e alla possibilità che le sanzioni già contestate possano essere oggetto di impugnazione.

Resta ora da chiarire, secondo il legale, un ulteriore aspetto: se sia possibile continuare a utilizzare autovelox semplicemente approvati dopo il 2017 ma non ancora omologati secondo la nuova disciplina. Un interrogativo che apre un confronto sulla gerarchia delle fonti normative e sull'effettiva portata del provvedimento ministeriale. "Occorre innanzitutto domandarsi se una norma secondaria, come il nuovo decreto ministeriale, possa abrogare una norma primaria quale il Codice della Strada e la disciplina metrologica nazionale, oltre a una norma sovranazionale come le direttive metrologiche comunitarie", osserva Mazzol. L'avvocato, infine, precisa di non voler entrare in questa fase negli aspetti specifici legati alla postazione di Porra, sui quali da tempo sono in corso valutazioni e ricorsi. Il tema generale, però, resta quello della conformità degli strumenti di rilevazione della velocità alle norme che ne regolano utilizzo e validità.

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