Italia Nostra Ponente Ligure sollecita a riaprire il giardino e il parco di Villa Regina Margherita a Bordighera.
“Villa Regina Margherita ha vissuto, tra il 2011 e il 2014, una stagione di splendore e di promesse culturali e sociali come sede espositiva della collezione d’arte della famiglia Terruzzi, alla quale si deve anche l’importante restauro del complesso. Per una serie di note vicissitudini, nei dodici anni successivi la Villa non ha più potuto esprimere le proprie potenzialità. L’affidamento alla società Else S.r.l., avvenuto nel settembre 2024, non ha condotto alla sperata riapertura, e recenti notizie fanno prevedere la risoluzione consensuale anticipata del contratto di gestione" - dice Italia Nostra Ponente Ligure - "Di fronte ad una nuova fase di incertezza sul futuro della Villa, è doveroso portare l’attenzione sugli esseri viventi che abitano nel giardino e nel parco. Si scrive molto di saloni, terrazze e mostre ma raramente viene ricordato che la villa è circondata da 24.000 metri quadrati di giardino e parco, che ospitano un patrimonio botanico e un ambiente naturale di grande valore, rimasti abbandonati per più di un decennio".
La sezione del Ponente Ligure di Italia Nostra popone che "l’eventuale ritorno della struttura alla responsabilità di Comune e Provincia si traduca in un tempestivo programma di ripristino, cura, messa in sicurezza e progressiva riapertura al pubblico degli spazi verdi. Abbiamo raccolto le testimonianze di chi ha recuperato il giardino dall’abbandono all’epoca della ristrutturazione della villa, in modo da intravedere i problemi da risolvere oggi e anticipare qualche soddisfazione. Il professor Giampiero Cane guidò il lavoro degli studenti dell’Istituto Aicardi per l’Agricoltura di Sanremo quando la Fondazione Terruzzi diede incarico alla scuola di rimettere in ordine il giardino. Il docente ricorda che il giardino fu per mesi un cantiere dove si tagliava, potava e trinciava. Poi venne il momento delle piantumazioni per arricchire il patrimonio arboreo sopravvissuto nei decenni, un misto di ulivi autoctoni e di piante esotiche molto ben acclimatate, come araucarie, agavi e noline. Furono piantumati cipressi e alberi di agrumi e furono collocate fioriture di vario tipo. Fu ricostituito il 'Roseto della Regina' che l’ingegner Bessone, direttore dei lavori di restauro della villa, aveva identificato lungo la salita alla villa dalla via Romana, sulla sinistra appena dopo la prima curva". "Era terra bruciata” - ricorda il professor Cane - “ma fu ripiantumata con una combinazione di rose a cespuglio, rose paesaggistiche, e rose rampicanti, tutte scelte tra varietà antiche, e ne risultarono per anni fioriture bellissime”.
"Nel 2022 alcuni di noi del direttivo di Italia Nostra Ponente Ligure, fecero con gli amministratori di allora sopralluoghi al giardino mirati a valutare possibili esemplari monumentali (segnalammo al Comune un esemplare di Araucaria bidwillii) e ad interessare nuovamente la scuola Aicardi alla manutenzione del giardino, opzione che risultò non perseguibile da parte della scuola. Un ricordo vivissimo di quei sopralluoghi è l’ammirazione per la resilienza dei grandi alberi del giardino. Piccole palme, arbusti, e fiori non erano sopravvissuti alla mancanza di innaffiamento e di cure ma i grandi alberi erano lì, in attesa paziente di tempi migliori" - sottolinea il consiglio direttivo di Italia Nostra Ponente Ligure - "Possiamo sperare che tale resilienza abbia persistito fino ad oggi ma non è saggio continuare a sfidare il tempo solo sperando. Italia Nostra Ponente Ligure sollecita l’avvio, in tempi brevi, di un sopralluogo tecnico e di un programma di recupero e cura del giardino e del parco a nord della villa con l’obiettivo di una loro apertura al pubblico. Restituire alla popolazione spazi di verde, ombra e natura contribuirebbe anche ad accrescere l’attrattività e il valore della villa, qualunque sia la futura destinazione pubblica individuata".














