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Economia | 28 luglio 2026, 07:00

Da Sanremo a Montecarlo: la Riviera senza confini che conquista i viaggiatori

C'è un tratto di costa, tra l'Italia e la Francia, dove il confine esiste solo sulle carte geografiche

Da Sanremo a Montecarlo: la Riviera senza confini che conquista i viaggiatori

C'è un tratto di costa, tra l'Italia e la Francia, dove il confine esiste solo sulle carte geografiche. Da Sanremo a Montecarlo, passando per Ventimiglia, Mentone e Nizza, corre un'unica Riviera: stesso mare, stesso clima mite dodici mesi l'anno, stessa luce che ha sedotto pittori e teste coronate. E oggi, sempre più spesso, lo stesso viaggiatore — che pianifica la vacanza pensando alla Riviera come a una destinazione unica, da vivere su due versanti.

Un'abitudine antica, un turismo nuovo

Per chi vive nel Ponente ligure, il "confine liquido" è quotidianità: si va a Nizza per un concerto o per l'aeroporto, a Montecarlo per il Gran Premio o una mostra, mentre i francesi scendono il venerdì al mercato di Ventimiglia e riempiono i ristoranti di Bordighera nel weekend. Quello che è cambiato è il turismo internazionale: i visitatori stranieri — nordeuropei, americani, asiatici — organizzano ormai itinerari che uniscono le due riviere, dormendo qualche notte sul versante italiano e qualche notte su quello francese.

I collegamenti aiutano: il treno lungo la costa unisce Sanremo a Nizza in poco più di un'ora, con fermate in tutte le località intermedie, e l'aeroporto di Nizza — terzo scalo di Francia — porta la Riviera a tre ore da qualunque capitale europea. Non serve l'auto, e per il turista moderno è un argomento decisivo.

Due versanti, due caratteri

Il bello dell'itinerario transfrontaliero è il contrasto. Sul versante italiano, chi cerca un hotel a Sanremo trova la città più completa della Riviera dei Fiori: il Casinò liberty, la Pigna con le sue botteghe ritrovate, il mercato, la pista ciclabile sul mare che arriva fino a San Lorenzo. Prezzi ancora ragionevoli, cucina di livello e quell'autenticità ligure che il versante francese, più patinato, in parte ha perso.

Dall'altra parte del confine cambia il registro: Nizza offre la Promenade des Anglais, il mercato di Cours Saleya, i musei di Matisse e Chagall e una scena gastronomica in piena esplosione; chi valuta un hotel a Nizza trova un'offerta enorme, dai palace della Belle Époque alle guesthouse del porto. E poi Montecarlo, tappa quasi obbligata anche solo per un pomeriggio: il Casinò, il cambio della guardia a Palazzo, il Giardino Esotico a picco sul mare.

Come si pianifica un viaggio su due Paesi

Organizzare un soggiorno a cavallo del confine, fino a ieri, significava confrontare portali diversi, valute di recensioni diverse, logiche diverse. Anche qui la tecnologia sta semplificando: le nuove piattaforme di viaggio basate sull'intelligenza artificiale permettono di descrivere la vacanza che si desidera — "tre notti vista mare a Sanremo e due notti a Nizza vicino alla Promenade" — e ricevere proposte coerenti su entrambi i versanti. Piattaforme italiane come Itinerai applicano questo approccio conversazionale a centinaia di città, Riviera compresa, in cinque lingue: un dettaglio non da poco per una destinazione dove italiano, francese e inglese si intrecciano a ogni tavolo.

Una Riviera, tante ragioni per restare

Per il Ponente ligure la lettura è chiara: la vicinanza alla Costa Azzurra non è concorrenza, è un moltiplicatore. Ogni viaggiatore che atterra a Nizza è un potenziale ospite di Sanremo, Bordighera o Ospedaletti — spesso a tariffe più accessibili e con un'accoglienza più familiare di quella monegasca. La Riviera senza confini è già una realtà nei fatti: raccontarla come una destinazione unica è il modo migliore per far crescere entrambi i versanti.



 

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