Meno di ventiquattro ore dopo la presentazione pubblica di Alleanza Progressista 2027, il nuovo gruppo civico che guarda alle elezioni comunali di Taggia ha già acceso il dibattito politico. Dietro al progetto c'è un nucleo composto da ambientalisti, professionisti e cittadini impegnati da anni nell'associazionismo, che punta a costruire un'alternativa fondata su sostenibilità, qualità della vita e partecipazione. A spiegare la filosofia del movimento è Daniela Lantrua, portavoce del comitato, che in questa intervista racconta le ragioni della nascita di Alleanza Progressista 2027, il rapporto con gli altri soggetti politici e le prospettive in vista delle amministrative del 2027.
Come nasce Alleanza Progressista 2027? "L'idea nasce da una riflessione molto semplice. Per oltre venticinque anni ho guidato il circolo della Val Argentina di Legambiente e oggi continuo il mio impegno con Italia Nostra. L'associazionismo può dare consigli, indicare le strade giuste, avanzare proposte e fare un enorme lavoro sul territorio. Ma se poi manca una rappresentanza nelle istituzioni, quella battaglia rischia di essere molto più lunga e difficile. Il gruppo nasce dall'incontro tra persone che da trent'anni o quarant'anni si occupano di ambiente e altre che hanno dedicato lo stesso impegno ai temi sociali. Alcuni fanno parte di Alleanza Verdi e Sinistra, altri dei Verdi o di Sinistra Italiana, altri ancora non sono iscritti a nessun partito ma condividono gli stessi valori. Essendo un Comune sotto i 15 mila abitanti abbiamo scelto di presentarci come realtà civica, più aperta e inclusiva. Abbiamo la fortuna di avere costruito negli anni una rete di relazioni con professionisti, tecnici e docenti universitari. Per questo vogliamo lavorare su progetti concreti e di lungo periodo, non su soluzioni improvvisate che risolvono solo il problema del momento".
Quali sono le priorità del vostro progetto? "Pensiamo che oggi ogni scelta amministrativa debba essere letta dentro il cambiamento climatico. Un albero non è semplicemente un elemento decorativo: dietro c'è un progetto ambientale e sociale molto più ampio. Se manca l'acqua non possiamo limitarci a discutere di piccoli interventi. Bisogna affrontare il tema dell'acquedotto, delle perdite, della captazione delle risorse idriche e delle infrastrutture. Esistono tanti comuni virtuosi che hanno già intrapreso questa strada. Lo stesso vale per i rifiuti. A Taggia la situazione, secondo noi, è peggiorata. Il porta a porta era lo strumento che consentiva di raggiungere percentuali elevate di raccolta differenziata e crediamo che serva una volontà politica diversa per affrontare il problema. Tutto è collegato: ambiente, urbanistica, servizi e qualità della vita fanno parte dello stesso progetto".
Pensate già a una coalizione oppure correrete da soli? "È ancora presto. Valuteremo i programmi che verranno presentati dalle altre realtà politiche. Oggi non ci interessa discutere di candidature. Nessuno di noi punta a fare il sindaco. La nostra priorità è sostenere un progetto amministrativo che condivida i nostri valori e le nostre proposte. Se troveremo una lista che si muoverà nella nostra stessa direzione saremo pronti a confrontarci. In caso contrario continueremo il nostro percorso con autonomia".
Come pensate di coinvolgere le nuove generazioni? "Abbiamo già alcuni ragazzi che ci stanno seguendo. Sono ancora pochi, ma comunicano in modo diverso rispetto alle generazioni precedenti. Noi possiamo mettere a disposizione esperienza e contenuti, ma crediamo sia giusto lasciare ai giovani il loro modo di esprimersi. Ci è già successo con i Fridays for Future: furono loro a cercarci chiedendoci una mano perché vedevano in noi degli adulti capaci di ascoltarli. Oggi nel gruppo ci sono anche giovani universitari che arrivano da quell'esperienza. Quando un ragazzo viene a cercarti significa che qualcosa sei riuscito a trasmettere".
Vi aspettavate tutto questo fermento in vista delle elezioni comunali? "Sotto certi aspetti sì, sotto altri meno. Fa piacere vedere tante persone interessarsi alla vita pubblica, ma crediamo anche che amministrare un Comune richieda competenze. Non è necessario avere alle spalle una carriera politica, ma serve esperienza maturata nell'associazionismo, nel volontariato o in altri percorsi di impegno civico. Bisogna conoscere i bilanci, la macchina amministrativa e il funzionamento di un ente locale. La politica non si improvvisa. Noi immaginiamo un lavoro di squadra, senza personalismi. Nessuno è indispensabile e nessuno possiede la verità. Si cresce studiando insieme, confrontandosi e costruendo un progetto comune. È questo il metodo che abbiamo sempre seguito nell'associazionismo e che vogliamo portare anche in questa nuova esperienza".














