Fa discutere il servizio di distribuzione diretta dei farmaci al Palasalute di via San Francesco a Sanremo. A sollevare nuovamente il problema è Elisa Fileti, che denuncia i lunghi tempi di attesa che, a suo dire, continuano a caratterizzare il ritiro delle terapie anche dopo il trasferimento nella nuova struttura. Una situazione che, secondo la cittadina, coinvolgerebbe quotidianamente anziani, persone affette da patologie croniche e i loro familiari, costretti spesso a dedicare un'intera mattinata per poter accedere al servizio. Alla segnalazione ha risposto ATS Liguria – Area 1, illustrando le iniziative già avviate per cercare di migliorare l'organizzazione.
Nel suo intervento, Fileti parla di "una situazione che definire vergognosa è ormai un eufemismo" e ricorda come, con l'apertura del nuovo Palasalute, molti utenti avessero riposto grandi aspettative in un miglioramento del servizio. "Ci si aspettava che a nuovi spazi corrispondessero una migliore organizzazione, più sportelli attivi e, soprattutto, il rispetto per il tempo e la salute dei pazienti", scrive la lettrice, sottolineando però che, a suo giudizio, "la situazione è rimasta esattamente tale e quale a prima. Cambia l'edificio, ma l'efficienza resta un miraggio". Una critica rivolta soprattutto ai lunghi tempi di permanenza necessari per ritirare farmaci indispensabili per la prosecuzione delle cure. La cittadina evidenzia inoltre le difficoltà affrontate dagli utenti più fragili. "Trovo inaccettabile che persone anziane, malate o i loro familiari – spesso costretti a chiedere permessi lavorativi – debbano passare intere mattinate in attesa per un servizio che dovrebbe essere rapido e snello", afferma nella lettera, aggiungendo che "la salute è un diritto, e la dignità dei pazienti non può essere calpestata da una burocrazia immobile e da una cronica carenza di personale". In conclusione, Fileti auspica che la Direzione sanitaria possa fornire "risposte concrete e, soprattutto, soluzioni immediate", dando voce, come scrive, "ai tantissimi utenti esasperati".
Alla segnalazione ha replicato ATS Liguria – Area 1, che conferma di essere pienamente a conoscenza della situazione. Nella nota inviata alla nostra redazione, l'Azienda spiega che il servizio "registra quotidianamente un flusso molto elevato, con una media di circa 80-100 persone al giorno", alle quali si aggiungono ogni mese numerosi nuovi pazienti che iniziano il percorso terapeutico e coloro che devono ritirare periodicamente i medicinali. Per questo motivo, precisa ATS, la Struttura Farmacia Aziendale "monitora costantemente" l'andamento del servizio, con l'obiettivo di intervenire sull'organizzazione degli accessi. Tra le novità introdotte dopo il trasferimento nella sede di via San Francesco figura la nuova agenda di prenotazione degli appuntamenti, operativa dal 10 giugno. Secondo ATS, il sistema è stato pensato per "favorire un accesso più ordinato e ridurre progressivamente i tempi di attesa", consentendo ai cittadini di scegliere il giorno del ritiro e permettendo agli operatori di predisporre in anticipo parte delle procedure amministrative. L'Azienda precisa inoltre che "i benefici di questa nuova modalità organizzativa potranno essere valutati con maggiore chiarezza nelle prossime settimane, con la progressiva entrata a regime del sistema", lasciando intendere che gli effetti dell'iniziativa saranno verificabili solo dopo un periodo di piena applicazione.
ATS ricorda anche un'altra misura già adottata, laddove le caratteristiche del farmaco e il percorso clinico lo consentano, ossia la consegna di una quantità di terapia sufficiente per due mesi, così da limitare il numero degli accessi dei pazienti. Nella risposta viene inoltre sottolineato come la distribuzione diretta non possa essere considerata "un semplice servizio di sportello". Per ogni consegna, infatti, è necessario effettuare verifiche accurate sui dati anagrafici, anche per evitare possibili omonimie, oltre a fornire, in molti casi, indicazioni specifiche sull'assunzione delle terapie e sul percorso di cura. "Si tratta quindi di un'attività che richiede competenze professionali specifiche, attenzione e responsabilità", evidenzia l'Azienda sanitaria.
La vicenda riporta così l'attenzione su un servizio particolarmente delicato, destinato a pazienti che necessitano di terapie continuative e spesso salvavita. Da una parte resta la richiesta degli utenti di vedere ridotti tempi di attesa che vengono ritenuti eccessivi; dall'altra, ATS ribadisce l'impegno a migliorare progressivamente l'organizzazione, assicurando che "continuerà a seguire con attenzione l'andamento del servizio, con l'obiettivo di migliorare ulteriormente l'organizzazione degli accessi e ridurre i disagi per i cittadini".














