Ventimiglia ospita il 5° Congresso nazionale della UIL Frontalieri intitolato “Stessi doveri, diritti diversi”. Un momento di confronto sul lavoro frontaliero, spesso invisibile nonostante la sua rilevanza economico-sociale e, in molti casi, discriminato e soggetto a disparità di trattamento.
"Sicurezza sociale e vantaggi sociali, fiscalità diretta e vantaggi fiscali, legislazione sul lavoro e accesso al mercato del lavoro sono fondamentali" - dice Pancrazio Raimondo, segretario generale Uil Frontalieri - "Il nostro principale obiettivo sindacale è arrivare allo Statuto dei lavoratori frontalieri, la cui definizione è oggi al centro del Tavolo interministeriale istituito presso il Ministero del Lavoro. Bisogna portare a compimento lo 'Statuto dei Lavoratori Frontalieri', ad oggi al centro del Tavolo interministeriale istituito presso il Ministero del Lavoro con MEF, Ministero degli Esteri, sindacati e amministrazioni locali di confine. Il valore economico è rilevante: i salari versati ai frontalieri italiani ammontano a circa 5 miliardi di euro l’anno, risorse che alimentano consumi e mercato interno. Settori come edilizia, commercio, turismo, sanità, logistica e persino l’orologeria svizzera, prodotta per il 60% da lavoratori non svizzeri, dipendono in modo strutturale da questa manodopera".
"Il lavoro frontaliero è un fenomeno strutturale per l’Europa e per l’Italia - specifica il segretario generale nazionale della Uil Frontalieri - "In Europa i lavoratori frontalieri sono 1,9 milioni, quintuplicati rispetto ai 380.000 stimati nel 1997. In Italia sono circa 130.000 persone coinvolte in otto flussi transfrontalieri con Svizzera, Francia, Austria, Slovenia, Croazia, Monaco, San Marino e Città del Vaticano. Solo al confine con la Svizzera lavorano ogni giorno 92.000 italiani tra Varese, Como, Sondrio, Verbania e Milano. A Monaco e in Francia si recano 7.000 frontalieri liguri, di cui 5.500 a Monaco e 1.500 in Francia. Al confine con San Marino sono 8.200, prevalentemente da Rimini e Pesaro. A questi si aggiungono 1.200 frontalieri in Austria e 1.000 in Vaticano. In entrata, circa 15.000 croati e sloveni lavorano nel Friuli-Venezia Giulia, più 3.000 svizzeri, 1.500 sammarinesi, 1.200 francesi e 1.000 austriaci".
UIL è prima nel panorama sindacale italiano ed europeo a costituire una struttura nazionale, la UIL Frontalieri, che organizza tutti i lavoratori frontalieri, in entrata e in uscita. “La Uil Frontalieri chiede al Governo italiano di superare gli ostacoli alla mobilità che penalizzano chi lavora in un Paese e vive in un altro. Serve uno Statuto che metta al centro sicurezza sociale, fiscalità e accesso al mercato del lavoro, superando il criterio della residenza che contrasta con il diritto europeo e con la giurisprudenza della Corte di Giustizia" - sottolinea Raimondo - "Non è più tollerabile che il Tavolo interministeriale, previsto per legge, non venga convocato e reso operativo dal Ministero del Lavoro nonostante le nostre sollecitazioni. Restano aperti nodi gravi: dalla tassa sulla salute illegittima in Svizzera, alla doppia imposizione delle pensioni a San Marino, all’aggiornamento della convenzione con Monaco per l’assistenza sanitaria, fino alla mancata previsione del lavoro frontaliero nelle convenzioni con Slovenia e Croazia che alimenta lavoro sommerso e rischio di doppia tassazione. Anche l’Assegno Unico Universale, introdotto nel 2022, non è stato riconosciuto ai frontalieri residenti all’estero e impiegati in Italia e ha impedito l’integrazione da parte del Paese di lavoro ai frontalieri italiani. Bisogna dare voce ai lavoratori invisibili, contrastare il dumping e garantire tutele reali a chi ogni giorno attraversa un confine per costruirsi un futuro, creando ricchezza per i Paesi coinvolti”.
Al congresso hanno preso parte i delegati della UIL Frontalieri di Svizzera, San Marino, Croazia, Monaco, Francia, la Presidente Comites Nizza e i sindacati dei vari paesi confinanti con l’Italia, come Francia, Slovenia, San Marino e Svizzera, il sindaco di Ventimiglia Flavio Di Muro, il presidente del consiglio comunale Roberto Nazzari, il consigliere comunale Roberto Parodi, il vescovo di Ventimiglia-Sanremo Monsignor Antonio Suetta, l'assessore regionale Marco Scajola, l'assessore regionale Alessandro Piana, il consigliere regionale Armando Biasi, il viceministro Edoardo Rixi, la segretaria generale del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) Maria Chiara Prodi, il segretario generale Uil Liguria Riccardo Serri.














