Servirà ancora tempo prima che l'inchiesta sulla morte della piccola Beatrice possa contare su uno dei suoi tasselli più importanti. Il medico legale Francesco Ventura, incaricato dalla Procura di Imperia di eseguire gli accertamenti autoptici sul corpo della bambina di due anni, ha infatti richiesto una nuova proroga di trenta giorni per il deposito della relazione conclusiva.
Si tratta della seconda proroga dall'inizio dell'incarico. I novanta giorni inizialmente previsti per completare gli accertamenti non sono stati infatti sufficienti a definire un quadro ritenuto completo e definitivo dagli specialisti coinvolti nell'indagine.
Secondo quanto filtra dagli ambienti delle difese, alla base della richiesta vi sarebbe la necessità di attendere ancora alcuni risultati considerati fondamentali per la ricostruzione medico-legale della vicenda. In particolare mancherebbero all'appello gli esami istologici e una parte degli accertamenti affidati ai Ris, elementi ritenuti indispensabili per completare il lavoro peritale.
Una circostanza che era stata in qualche modo anticipata anche dal Procuratore Capo di Imperia Alberto Lari durante la conferenza stampa convocata in occasione dell'arresto di Emanuel Iannuzzi. In quell'occasione il magistrato aveva spiegato come l'obiettivo della Procura fosse quello di arrivare a una ricostruzione il più possibile completa e scientificamente fondata, mettendo in relazione tutti gli elementi raccolti nel corso delle indagini.
Proprio per questo motivo, una volta acquisiti i risultati ancora mancanti, il professor Ventura dovrebbe procedere a un confronto tra quanto emerso dall'esame autoptico e gli ulteriori accertamenti tecnico-scientifici effettuati dai Ris, in modo da verificare eventuali corrispondenze, conferme o ulteriori elementi utili alla definizione del quadro complessivo.
L'intenzione degli inquirenti sarebbe quella di evitare qualsiasi margine di incertezza in una vicenda particolarmente delicata e complessa, che fin dall'inizio ha richiesto approfondimenti specialistici su più fronti.
Fino a quando la relazione finale non sarà depositata e gli accertamenti non saranno formalmente conclusi, il corpo della bambina resterà a disposizione dell'autorità giudiziaria. Di conseguenza, anche la restituzione della salma ai familiari e la celebrazione dei funerali dovranno attendere ancora. Un'attesa dolorosa che si prolunga ormai da oltre quattro mesi e che accompagna una delle inchieste più seguite degli ultimi anni in Liguria.
L'obiettivo dichiarato dagli investigatori e dai consulenti coinvolti resta quello di ricostruire con la massima precisione possibile quanto accaduto a Beatrice nei giorni precedenti la morte, fornendo alla Procura un quadro completo sul quale basare le successive valutazioni giudiziarie.
Solo al termine di questo percorso tecnico e scientifico sarà possibile chiudere definitivamente la fase degli accertamenti irripetibili e consentire alla famiglia di dare l'ultimo saluto alla bambina.














