Attualità - 29 maggio 2026, 07:09

Caso Nessy Guerra, l’appello di Roberta Rei alla Camera: “C’è una bambina italiana bloccata in Egitto. Serve un aereo di Stato”

La giornalista de Le Iene interviene a Montecitorio durante la conferenza sul caso della 26enne sanremese: “Non dovevamo arrivare alla condanna per capire che questa storia chiedeva aiuto”

Caso Nessy Guerra, l’appello di Roberta Rei alla Camera: “C’è una bambina italiana bloccata in Egitto. Serve un aereo di Stato”

C’è una bambina italiana con un blocco all’espatrio. Manca soltanto un aereo di Stato che vada in Egitto e le riporti a casa”. È uno degli interventi più forti e diretti emersi durante la conferenza stampa andata in scena alla Camera dei Deputati sul caso di Nessy Guerra, la 26enne sanremese bloccata in Egitto insieme alla figlia Aisha e condannata a sei mesi di carcere e lavori forzati per un presunto adulterio che continua a negare.

A parlare è stata Roberta Rei, giornalista de Le Iene, che negli ultimi mesi ha seguito da vicino la vicenda contribuendo a portarla all’attenzione nazionale attraverso servizi televisivi, campagne social e iniziative pubbliche. 

Un intervento duro, emotivo e pieno di accuse nei confronti del silenzio che, secondo la giornalista, avrebbe circondato troppo a lungo la storia della giovane sanremese. “Quando abbiamo appreso questa storia ci siamo subito chiesti: perché non ne parla nessuno?”, ha dichiarato. “Noi non dovevamo arrivare alla condanna. Già all’inizio era una storia che gridava aiuto”.

Rei ha quindi posto l’attenzione soprattutto sulle condizioni di vita della piccola Aisha, la bambina di tre anni che oggi vive nascosta insieme alla madre. “Stare chiusa, barricata con la madre, è qualcosa che lede i diritti di una bambina”, ha affermato.

Nel suo intervento la giornalista ha poi evidenziato quello che definisce un “parallelismo tragico” all’interno della vicenda. “Abbiamo un uomo italiano condannato in via definitiva in Italia e libero in Egitto”, ha detto riferendosi all’ex marito di Nessy Guerra, Tamer Hamouda, già condannato in Italia per vari reati.

Molto pesante anche il passaggio relativo alla famiglia paterna della bambina. “La nonna paterna di Aisha ha messo una taglia sulla bambina”, ha dichiarato Rei. “Io conosco bene la realtà egiziana: lì ci si vende per poco. Questa taglia trasforma quella casa in una prigione”.

La giornalista ha poi ricostruito il lavoro svolto negli ultimi mesi da Le Iene per cercare di tenere acceso il caso, spiegando come inizialmente si fosse scelto un approccio più prudente per non compromettere eventuali canali diplomatici. “Noi abbiamo fatto domande al Ministro degli Esteri e ci sono state date delle risposte”, ha raccontato. “In quel momento non abbiamo alzato l’asticella, perché la diplomazia richiede equilibrio”. Poi però il tono cambia e arriva la domanda più politica dell’intervento. A questo punto possiamo dirlo?”, ha chiesto Rei. “Siamo troppo amici dell’Egitto per alzare la voce?”.

Nel suo discorso la giornalista ha richiamato anche il tema dei rapporti tra Italia ed Egitto, citando il caso di Giulio Regeni. “È inutile ricordare cosa sia cambiato dopo la morte di Giulio Regeni: niente”, ha affermato.

Rei ha poi insistito sul fatto che il caso di Nessy Guerra debba essere considerato una questione che riguarda direttamente lo Stato italiano. “C’è una bambina italiana con un blocco all’espatrio”, ha dichiarato. “Questa è una storia italiana ed è il Governo italiano che deve riportare la mamma e la bambina in Italia”.

Nel corso dell’intervento la giornalista ha ricordato anche la mobilitazione nata attorno alla vicenda nelle ultime settimane. “Abbiamo lanciato una petizione, contattato influencer e creato un movimento”, ha spiegato. “Con Change.org sono state raccolte oltre 52mila firme”.

Infine il riferimento alle parole pronunciate dal padre di Nessy Guerra nei giorni più difficili della vicenda. “Il papà di Nessy ci ha detto una frase molto dura: ‘Noi non siamo nessuno, non contiamo nulla e abbiamo paura’”, ha raccontato Rei. Poi la chiusura: “Noi continueremo a fare rumore”

Andrea Musacchio

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