Cronaca - 26 maggio 2026, 20:13

Caso Nessy Guerra, dalla Camera dei Deputati l’appello trasversale della politica: “Il Governo la riporti a casa, non c’è più tempo” (Foto e video)

Da Montecitorio l’intervento di parlamentari, giornalisti e legali sul caso della 26enne condannata in Egitto per adulterio

“Riportate Nessy e Aisha in Italia”. È questo il messaggio emerso con forza dalla conferenza stampa andata in scena questa sera nella Sala Stampa della Camera dei Deputati, a Montecitorio, dedicata al caso di Nessy Guerra, la 26enne sanremese bloccata in Egitto insieme alla figlia Aisha e condannata a sei mesi di carcere e lavori forzati per un presunto adulterio che continua a negare. Un incontro fortemente voluto dalla deputata del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari, che ha riunito parlamentari di diversi schieramenti politici, giornalisti, rappresentanti delle istituzioni locali e l’avvocata della giovane, Agata Armanetti, nel tentativo di chiedere un intervento politico concreto del Governo italiano.

A collegarsi direttamente dall’Egitto è stata la stessa Nessy Guerra. Una testimonianza breve ma fortissima, incentrata soprattutto sulla situazione della figlia Aisha: “Io voglio parlare della mia bambina Aisha”, ha detto la giovane sanremese. “Da quando è nata si trova in una situazione complessa. Viviamo nascoste con la paura che quest’uomo possa trovarci. Questa condanna ci mette in una situazione ancora più difficile, perché se prima avevamo paura che lui potesse trovarci, adesso abbiamo paura che le autorità possano trovare me e portarmi via mia figlia. Chiedo che vengano rispettati i nostri diritti”. Parole accolte nel silenzio della sala stampa di Montecitorio, dove più volte durante gli interventi è emersa la sensazione di trovarsi davanti non soltanto a una vicenda giudiziaria, ma a un caso umano e politico ormai diventato nazionale.

Ad aprire la conferenza è stata Stefania Ascari. “Parliamo di una vicenda disumana, il tempo è finito”, ha dichiarato la deputata del M5S. Molto duro anche l’intervento del deputato Antonio Ferrara, che ha puntato il dito contro quello che considera un atteggiamento troppo prudente da parte delle istituzioni italiane: “I cittadini all’estero contano o no?”, ha chiesto. “Quando entrano in gioco diritti fondamentali con l’Egitto, improvvisamente tutto diventa silenzio, prudenza. Non possiamo avere due pesi e due misure. La tutela dei cittadini italiani non può essere subordinata. Uno Stato serio non protegge i propri cittadini quando è facile, lo fa quando è scomodo”. Sulla stessa linea anche la deputata del Partito Democratico Valentina Ghio, che ha parlato apertamente di un 'processo farsa': “Nessy Guerra è stata condannata in Egitto per adulterio in quello che appare un processo farsa”, ha dichiarato. “Oggi si trova in una situazione di grandissimo rischio. Occorre che lo Stato italiano si attivi per far rientrare Nessy e sua figlia. Avevamo depositato un’interrogazione al ministro Tajani già un anno fa, senza ricevere risposte esaurienti. Dal territorio ligure sta arrivando una mobilitazione importante, ma ora serve un’azione politica concreta che porti a un unico obiettivo: il rientro in Italia di Nessy e Aisha”.

Molto diretto anche il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Devis Dori: “Tutte queste iniziative servono a fare pressione”, ha spiegato. “Io ho depositato due interrogazioni parlamentari. Dalla Farnesina ci è stato detto che la vicenda viene seguita, ma al di là delle parole noi stiamo chiedendo una cosa molto semplice: riportare due connazionali in Italia. Dobbiamo averle qui subito. Il problema è politico e la risposta deve arrivare dal Governo. Noi continueremo a stare col fiato sul collo”. Durissimo l’intervento della deputata di Italia Viva Raffaella Paita, che ha chiamato direttamente in causa il presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Qui stiamo parlando di un reato, l’adulterio, che in Italia non esiste da decenni”, ha dichiarato. “Giorgia Meloni è una donna, dovrebbe sentire questa storia sulla propria pelle. L’ex marito di Nessy è stato condannato in via definitiva in Italia per reati gravissimi legati alla violenza e allo stalking. Non vedo parole o iniziative sufficienti nei confronti di Nessy. Le parole vuote non bastano più. Bisogna alzare il livello”.

Anche la deputata di Azione Federica Onori ha insistito sulla necessità di una svolta politica: “Bisogna innescare una dinamica politica, non giuridica”, ha spiegato. “Non esiste alcun motivo per cui qui oggi ci siano solo colleghi dell’opposizione. Serve allargare il fronte e capire se il Governo intenda davvero cambiare approccio”. Tra gli interventi più lunghi e sentiti quello dell’avvocata Agata Armanetti, che da anni segue la giovane sanremese e che ha ricostruito il quadro della vicenda parlando apertamente di una donna passata “dall’essere vittima del marito all’essere vittima delle istituzioni”. “Sta avvenendo qualcosa di emozionante oggi”, ha dichiarato. “Perché stiamo sentendo una partecipazione umana forte e chiara. Dal punto di vista giuridico abbiamo fatto tutto il possibile. Io ho ricevuto l’incarico quando Nessy era appena scappata dall’ex marito. Lei aveva capito che i maltrattamenti stavano coinvolgendo anche la bambina ed è fuggita. Da allora ho depositato quattro denunce contro quest’uomo”.

L’avvocata ha poi parlato apertamente dell’ex marito di Nessy: “Tutto questo quadro creato da un soggetto che si definisce Gesù Cristo è una vendetta contro una donna che si è ribellata alle sue manipolazioni”, ha affermato. Poi l’attacco alle istituzioni. “Nessy non è mai stata vista dalle autorità egiziane come una vittima. È passata dall’essere vittima del marito all’essere vittima delle istituzioni”. Armanetti ha quindi spiegato come, secondo la difesa, ormai la partita non possa più essere risolta solo sul piano giuridico. “Noi faremo il ricorso in Cassazione, ma non sarà quello a risolvere la situazione”, ha detto. “Il problema è politico. Bisogna alzare il telefono e trovare una soluzione diplomatica. Una donna vittima di violenza e una bambina piccola nel nostro Paese avrebbero avuto tutt’altra tutela”.

Molto duro anche il giornalista di Chi l’ha visto? Vittorio Romano, che segue la vicenda fin dall’inizio: “Sono due anni che raccontiamo questa storia”, ha dichiarato. “Parliamo di una vicenda assurda. Tamer è un matto”. Infine il lungo intervento della giornalista de Le Iene Roberta Rei, che ha raccontato il lavoro svolto negli ultimi mesi per portare il caso all’attenzione nazionale. “Quando abbiamo scoperto questa storia ci siamo chiesti subito: perché non ne parla nessuno?”, ha detto. “Non dovevamo arrivare a una condanna per capire che era una storia che chiedeva aiuto. C’è una bambina italiana con un blocco all’espatrio. Questa è una storia italiana ed è il Governo italiano che deve riportare mamma e figlia in Italia”. Poi la chiusura, forse una delle più forti dell’intera conferenza: “Il padre di Nessy ci ha detto una frase tristissima: ‘Noi non siamo nessuno’. Non è vero. Continueremo a fare rumore”.

Andrea Musacchio

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