Il caso di Nessy Guerra approda ufficialmente anche davanti alla Commissione Europea. Lo riporta l’ANSA, spiegando che nelle ultime ore è stata annunciata un’interrogazione parlamentare scritta indirizzata a Palazzo Berlaymont sulla vicenda della 26enne sanremese bloccata in Egitto insieme alla figlia Aisha.
L’iniziativa è stata promossa dagli eurodeputati Ilaria Salis e Benedetta Scuderi di Alleanza Verdi e Sinistra e dal collega del Partito Democratico Brando Benifei, ed è stata sottoscritta complessivamente da 25 europarlamentari appartenenti ai gruppi di Socialisti, Verdi e Sinistra Europea.
Al centro dell’interrogazione ci sarebbe la richiesta rivolta alle istituzioni europee e alle autorità italiane di “attivare ogni strumento necessario per garantire la sicurezza e la tutela dei diritti” di Nessy Guerra e della figlia Aisha, attualmente impossibilitate a lasciare il Paese a causa del divieto di espatrio imposto dalle autorità egiziane.
Nessy Guerra, come noto, è stata condannata in appello a sei mesi di detenzione e lavori forzati per un presunto adulterio che continua a negare. Una vicenda che nelle ultime settimane ha ormai assunto una dimensione nazionale e internazionale, tra conferenze stampa alla Camera dei Deputati, mobilitazioni pubbliche, interrogazioni parlamentari e prese di posizione bipartisan.
“Nessy e Aisha devono essere riportate a casa quanto prima”, ha dichiarato Ilaria Salis, come riportato dall’ANSA. “È responsabilità del Governo italiano e della Commissione Europea intervenire con urgenza, aprendo immediatamente un confronto con le autorità egiziane”.
Sulla stessa linea anche l’eurodeputato dem Brando Benifei, che ha sottolineato come il caso sollevi questioni legate ai diritti fondamentali e alla tutela delle vittime di violenza. “Questo caso pone interrogativi molto seri sul rispetto dei diritti fondamentali, della tutela delle donne vittime di violenza e del superiore interesse della minore”, ha dichiarato. “L’Unione Europea non può restare indifferente di fronte a una cittadina italiana e a una bambina impossibilitate a rientrare in Europa”.
Anche Benedetta Scuderi ha parlato apertamente di una vicenda che chiama direttamente in causa i valori fondanti dell’Europa. “Se crediamo ancora nei valori su cui si fonda l’Europa, le istituzioni europee non possono rimanere indifferenti davanti a casi gravissimi di violenza nei confronti delle donne e di violazione dei nostri principi fondamentali”, ha affermato.
L’interrogazione arriva a poche ore dalla conferenza stampa andata in scena martedì sera alla Camera dei Deputati, dove parlamentari di diversi schieramenti politici, giornalisti e rappresentanti istituzionali avevano chiesto un intervento politico e diplomatico per riportare Nessy e la piccola Aisha in Italia.
Proprio durante quell’incontro, la stessa Nessy Guerra si era collegata dall’Egitto parlando apertamente della paura in cui vive oggi insieme alla figlia. “Viviamo nascoste con la paura che possano trovarci e portarmi via mia figlia”, aveva raccontato.
Nel frattempo continua anche la pressione mediatica e sociale attorno alla vicenda. Nelle ultime settimane il caso della giovane sanremese è stato discusso in diversi consigli comunali liguri, ha generato petizioni online, manifestazioni pubbliche e la nascita di un comitato spontaneo di sostegno. E ora, per la prima volta, la vicenda arriva ufficialmente anche sui tavoli delle istituzioni europee.





