Attualità - 22 febbraio 2026, 07:04

Caso Nessy Guerra, nuove tensioni dopo la sentenza: l’ex marito si presenta in polizia e chiede l’arresto

Pressioni e segnalazioni alle autorità locali mentre la difesa prepara l’appello contro la sentenza a sei mesi

In foto l'ex marito di Nessy Guerra

In foto l'ex marito di Nessy Guerra

La condanna a sei mesi per adulterio pronunciata da un tribunale egiziano non ha chiuso la vicenda giudiziaria di Nessy Guerra. Anzi, nelle ultime ore il clima attorno alla giovane madre si è ulteriormente irrigidito, con nuove pressioni da parte dell’ex marito che, secondo quanto emerge, si sarebbe presentato in una stazione di polizia chiedendo l’arresto della donna e sostenendo che si troverebbe nascosta.

La segnalazione avrebbe riguardato anche il legale egiziano della donna, indicato come persona che la starebbe ospitando. Circostanza che sarebbe stata smentita dallo stesso avvocato, il quale ha chiarito alle autorità che Nessy non si trova presso la sua abitazione ma in una sede diplomatica in Egitto. Da qui le forze dell’ordine avrebbero quindi chiesto informazioni sulle modalità di comunicazione con la donna.

Il quadro conferma un contesto di forte tensione, mentre sul piano legale si lavora per depositare l’atto di appello contro la sentenza di primo grado. Come già spiegato nei giorni scorsi dalla legale italiana Agata Armanetti, per evitare l’immediata esecuzione della pena è necessario il pagamento di una cauzione di mille sterline egiziane (circa 20 euro). Senza il versamento della somma, l’ingresso in carcere diventerebbe automatico.

L’avvocato egiziano starebbe valutando la presentazione dell’appello nel più breve tempo possibile, proprio alla luce delle pressioni in corso. La difesa punta a formalizzare il ricorso nei termini previsti, consapevole che l’udienza di secondo grado potrebbe arrivare tra alcune settimane. Tuttavia, l’appello non comporta una nuova istruttoria completa: si tratta di un’unica udienza al termine della quale la sentenza può essere confermata o modificata.

A rendere la situazione ancora più delicata è la causa legata all’affidamento della figlia di tre anni, con un’udienza già fissata nelle prossime settimane. Una condanna penale, anche se non definitiva, rischia di incidere sulla valutazione di idoneità della madre e quindi sull’esito della decisione relativa alla minore.

Il comportamento dell’ex marito – che avrebbe sollecitato un intervento immediato delle autorità – contribuisce a creare un clima di ulteriore pressione attorno alla vicenda. Secondo quanto si apprende, la donna avrebbe scelto di non rendere facilmente reperibili i propri contatti telefonici, limitando le comunicazioni ai canali già noti alla difesa, proprio per evitare possibili strumentalizzazioni.

La partita resta dunque aperta su più fronti: quello giudiziario, con l’appello imminente; quello familiare, legato all’affidamento della bambina; e quello istituzionale, con la richiesta – ribadita dalla difesa – di un’interlocuzione politica tra Italia ed Egitto.

Andrea Musacchio

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A FEBBRAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU