L’associazione Progetto Comune Sanremo lancia un duro attacco contro la gestione della sanità ligure e provinciale, puntando il dito contro quelle che definisce “scelte politiche che stanno disgregando il Servizio Sanitario Pubblico”. Al centro della critica finiscono soprattutto le Case di Comunità, considerate dall’associazione “l’ultimo esempio di fallimento dell’amministrazione regionale”.
Secondo Progetto Comune, invece di alleggerire il carico dei Pronto Soccorso degli ospedali di Sanremo e Imperia, le nuove strutture territoriali avrebbero generato “ulteriori oneri burocratici”, senza risolvere il problema della medicina di prossimità. L’associazione sottolinea come, senza un piano straordinario per il personale sanitario, le Case di Comunità rischino di trasformarsi in “scatole vuote e monumenti allo spreco”. Il movimento politico ricorda che i finanziamenti destinati alle strutture arrivano dal PNRR, precisando che “non si tratta di fondi regalati dal Governo”. Critiche anche all’ipotesi nazionale di trasformare i medici di famiglia in dipendenti pubblici: “Una scelta pensata senza alcun confronto con la categoria”.
Tra i temi affrontati emerge anche quello dell’accessibilità delle Case di Comunità. Progetto Comune ricorda di aver proposto per Sanremo un servizio navetta elettrico in grado di collegare stazione ferroviaria, stazione RT, Palasalute e ospedale Borea, facilitando gli spostamenti soprattutto per anziani e cittadini privi di mezzi propri. Progetto Comune denuncia poi un progressivo processo di privatizzazione della sanità provinciale negli ultimi undici anni. Nel mirino finisce il servizio di elisoccorso che, secondo quanto riportato, sarebbe passato da un costo annuo di 2 milioni di euro fino al 2020 a circa 11 milioni dopo l’ingresso del privato.
Ampio spazio anche alla vicenda dell’ospedale Ospedale Saint Charles di Bordighera, ritenuto fondamentale durante l’emergenza pandemica per garantire cure ai pazienti oncologici. Progetto Comune critica la scelta regionale di privatizzare la struttura, sostenendo che il progressivo depotenziamento dell’ortopedia del Borea avrebbe rafforzato il ruolo del privato nella stessa specializzazione. Evidenziata anche la situazione del personale sanitario della ASL imperiese. Secondo l’associazione, gli infermieri sarebbero tra i meno retribuiti del Nord Italia, pur affrontando “turni massacranti”. Critiche anche alla gestione del reparto di Ginecologia, per il quale sarebbe stato predisposto un bando da 14,5 milioni di euro per integrare personale medico e infermieristico, successivamente aumentato fino a 17,5 milioni dopo l’assenza di candidature.
Infine, Progetto Comune contesta duramente la nascita della nuova ATS Ligure, definita “una beffa”. L’associazione teme che l’accentramento organizzativo e della centrale unica del 118 a Genova possa penalizzare la provincia di Imperia, senza tenere conto delle peculiarità territoriali e demografiche del Ponente ligure. “Una rivoluzione organizzativa attuata troppo rapidamente e senza ascoltare sindacati, medici e infermieri”, conclude l’associazione, che chiede un cambio di rotta nella gestione della sanità pubblica ligure.

















