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Politica | 26 aprile 2026, 10:48

Allarme CNA Imperia sul passaggio generazionale: “Rischio desertificazione economica senza ricambio nelle imprese”

Nel Ponente ligure quadro più critico della media nazionale: imprenditori sempre più anziani, pochi giovani e difficoltà nel trasferire competenze e attività

Allarme CNA Imperia sul passaggio generazionale: “Rischio desertificazione economica senza ricambio nelle imprese”

Il passaggio generazionale rappresenta una delle sfide più delicate per il sistema produttivo italiano e, in Liguria – e in particolare nella provincia di Imperia – il tema assume contorni ancora più critici. È quanto sottolinea CNA Imperia alla luce dei dati dell’indagine nazionale CNA, che evidenzia come oltre un milione di imprese nei prossimi anni dovrà affrontare il nodo della continuità aziendale.

Un fenomeno che nel Ponente ligure si intreccia con una realtà demografica particolarmente complessa: la provincia di Imperia è infatti tra le più “anziane” d’Italia, con una forte incidenza di imprenditori over 50 e una presenza ancora limitata di giovani pronti a raccogliere il testimone.

“I dati nazionali fotografano una situazione che sul nostro territorio è ancora più evidente – commenta il Segretario CNA Imperia, Luciano Vazzano –. Molti imprenditori hanno piena consapevolezza del problema, ma spesso manca un ricambio generazionale reale. Qui da noi non è solo difficile trovare acquirenti o successori, ma è sempre più complicato anche trasmettere competenze e mestieri.”

Secondo l’indagine CNA, oltre l’80% degli imprenditori ha affrontato il tema della successione, ma più della metà non ha ancora avviato azioni concrete. Un dato che trova riscontro anche a livello locale, dove la trasmissione d’impresa resta prevalentemente familiare, mentre risultano particolarmente difficili le cessioni a dipendenti o a terzi.

“In provincia di Imperia – prosegue Vazzano – il problema non è solo economico ma anche culturale. Pensiamo all’artigianato: ogni impresa racchiude un sapere unico, spesso legato alle tradizioni del territorio. Se queste attività chiudono, non perdiamo solo posti di lavoro, ma un pezzo della nostra identità.”

A pesare sul processo intervengono anche fattori strutturali ben noti: burocrazia, pressione fiscale, costo del lavoro e difficoltà nel reperire personale qualificato. A questi si aggiunge una crescente difficoltà di accesso al credito, che penalizza soprattutto chi vorrebbe rilevare un’attività già esistente.

“In Liguria fare impresa è già complesso di per sé – sottolinea Vazzano –. Se non creiamo condizioni favorevoli per chi vuole subentrare, rischiamo di assistere a una progressiva desertificazione economica, soprattutto nei piccoli centri dell’entroterra.”

Nonostante le criticità, resta alta la soddisfazione per la scelta imprenditoriale, segno della resilienza del tessuto produttivo locale. Proprio da qui CNA Imperia invita a partire per costruire politiche mirate.

“Serve un’azione concreta e coordinata – conclude Vazzano –: meno burocrazia, strumenti di accompagnamento al passaggio generazionale, incentivi per i giovani e un accesso al credito più semplice. Solo così possiamo garantire continuità alle nostre imprese e valorizzare quel patrimonio di competenze che rende unico il nostro territorio, dalla costa all’entroterra.”

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