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Club Tenco | 29 marzo 2026, 14:34

Il Club Tenco saluta David Riondino: l’addio a un giullare colto, libero e indimenticabile

Dalla prima chiamata di Amilcare Rambaldi nel 1979 all’ultima Rassegna del 2023, Riondino è stato una presenza preziosa: ironico, raffinato, capace di trasformare la leggerezza in poesia

Il Club Tenco saluta David Riondino: l’addio a un giullare colto, libero e indimenticabile

Il Club Tenco perde una delle sue voci più riconoscibili e amate. David Riondino, artista totale e tenchiano della primissima ora, se n’è andato lasciando dietro di sé una scia di intelligenza, ironia e libertà creativa che ha attraversato quasi mezzo secolo di Rassegna. Chiamato da Amilcare Rambaldi nel 1979, Riondino non ha mai davvero lasciato quel palco: anno dopo anno, presenza ufficiale o improvvisatore generoso, ha saputo incarnare lo spirito più autentico del Tenco, quello in cui la canzone d’autore dialoga con il teatro, la satira, la poesia e la cultura tutta.

Ci ha lasciato anche David Riondino.

Tenchiano fin dalla prima ora, Amilcare Rambaldi lo aveva chiamato in Rassegna nel 1979 e da lì – anno sì anno no – non se ne è più andato fino alla Rassegna dell’anno scorso. Si era assunto, per sé, il ruolo di giullare, un giullare con una sottile vena di tristezza nel sorriso. In realtà era un intellettuale e un artista raffinato, ironico e profondamente libero, che ha attraversato con intelligenza e sensibilità il mondo della canzone d’autore, del teatro, del cinema, della televisione. Insomma, della cultura italiana. Spesso con uno sguardo critico mimetizzato nell’ironia che si faceva poiesis. Per noi del Tenco la sua è stata una presenza preziosa e familiare che ha diffuso la sua pungente leggerezza in tutte le iniziative e manifestazioni.

Indimenticabili restano non solo le sue partecipazioni ufficiali, ma anche la sua generosa disponibilità nei momenti più informali: capace di salire sul palco con naturalezza anche durante i cambi scena, accompagnando il pubblico con racconti, improvvisazioni e riflessioni. Di straordinaria abilità i suoi interventi nelle ardue sfide in ottava rima toscana con Benigni e Guccini. Il suo percorso si è intrecciato più volte con quello del nostro presidente, Sergio Staino, e del nostro direttore artistico Sergio Sacchi, con i quali ha condiviso mille avventure intellettuali, dalla nascita del periodico satirico “Tango” alla collaborazione con la filiale catalana del Tenco “Cose di Amilcare”, al festival della canzone satirica “Dallo Shamano allo Showman” in val Camonica. Là dove è andato ora si troverà in buona compagnia. E forse arriveranno anche le ballerine.

Ma a noi mancherà, tanto.

Sit illi terra levis.

Il Club Tenco

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