/ Sanità

Sanità | 05 gennaio 2026, 12:14

Ambito sociale unico con Sanremo, Taggia dice sì: “È un passaggio obbligato”, ma Progetto Comune frena

Alberti (Progetto Comune) esprime dubbi sull’accentramento a Sanremo, Negroni rassicura: “Garantita continuità per i cittadini”

Ambito sociale unico con Sanremo, Taggia dice sì: “È un passaggio obbligato”, ma Progetto Comune frena

Il Consiglio comunale di Taggia ha approvato la convenzione per la gestione associata del sistema integrato dei servizi sociali comunali, nell’ambito del nuovo Ambito Territoriale Sociale 2 Sanremese, che coinvolge complessivamente 14 Comuni del comprensorio. La decisione rappresenta un passaggio chiave nell’attuazione del Piano Sociale Integrato Regionale 2024–2026, che ridisegna l’organizzazione dei servizi sociali in Liguria attraverso un processo di razionalizzazione e accorpamento.

La notizia principale riguarda proprio l’adesione formale del Comune di Taggia alla nuova struttura associata, che diventerà operativa dal 1° gennaio 2026 e avrà durata triennale. L’ATS 2 Sanremese comprende, oltre a Taggia e Sanremo, anche Ospedaletti, Riva Ligure, Santo Stefano al Mare, Castellaro, Ceriana, Badalucco, Pompeiana, Molini di Triora, Montalto Carpasio, Triora, Baiardo e Terzorio, ricalcando di fatto il perimetro del distretto sanitario.

A illustrare il provvedimento in aula è stato l’assessore ai Servizi sociali Maurizio Negroni, che ha ripercorso l’iter avviato oltre un anno fa a seguito della delibera regionale del febbraio 2024. La riforma ha ridotto gli ambiti territoriali sociali liguri da circa sessanta a diciannove, con l’obiettivo di rendere più omogenea ed efficiente l’organizzazione dei servizi. Taggia, che in precedenza faceva parte dell’ATS 8, entra ora in un ambito più ampio con Sanremo come Comune capofila.

La nuova convenzione prevede una struttura di governance articolata su due livelli. Sul piano politico, l’organo principale sarà l’assemblea dei sindaci, affiancata da un esecutivo guidato dal presidente dell’assemblea, ruolo che spetterà a Sanremo in quanto Comune più popoloso. Sul piano operativo, verrà istituito un ufficio di piano, coordinato dal direttore sociale del Comune di Sanremo, con quattro coordinatori tematici dedicati alle aree anziani e disabili, adulti e povertà, minori e welfare con il terzo settore. Questo ufficio avrà il compito di programmare e gestire le attività sociali, compresa l’elaborazione del piano di zona triennale nel corso del 2026.

Uno dei temi centrali del dibattito ha riguardato l’impatto sul personale e sull’accesso ai servizi da parte dei cittadini. Negroni ha chiarito che nella fase iniziale alcune figure professionali saranno distaccate e che dal luglio 2026 si procederà alla mobilità, ma ha ribadito con forza che il front office e il contatto diretto con l’utenza resteranno invariati. Gli sportelli sul territorio continueranno a raccogliere le istanze dei cittadini, garantendo continuità, professionalità e presenza locale, senza penalizzazioni per chi usufruisce dei servizi.

Sul piano finanziario, la convenzione stabilisce che per i primi sei mesi del 2026 la gestione sarà basata su una quota pro capite di 10 euro per abitante, senza superare la spesa sostenuta nel 2025. È stato delineato anche un bilancio provvisorio per la fase iniziale, pari a circa 1,745 milioni di euro, composto da fondi regionali, risorse del Comune di Sanremo e contributi dei Comuni aderenti.

Dai banchi dell’opposizione, la consigliera Fulvia Alberti ha espresso perplessità sull’accentramento dei servizi e sui possibili disagi per i cittadini, chiedendo chiarimenti sulla futura organizzazione degli uffici e sul rischio di allontanamento dal territorio. A queste osservazioni Negroni ha risposto sottolineando che lo spirito della riforma è proprio quello di mantenere la presenza locale, migliorando al contempo l’integrazione tra sociale e sanitario, evitando duplicazioni e rafforzando i servizi già condivisi, come l’assistenza domiciliare integrata e i progetti per minori e famiglie.

L’approvazione della convenzione segna dunque un passaggio strutturale per i servizi sociali di Taggia e del comprensorio, che si preparano a entrare in una nuova fase organizzativa. Un cambiamento che, come emerso dal dibattito consiliare, sarà valutato alla prova dei fatti, con la possibilità di apportare correttivi nel corso dell’attuazione, ma che nasce con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la rete dei servizi e migliorare la risposta ai bisogni dell’utenza.

Andrea Musacchio

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GENNAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium