Non si placano le polemiche attorno allo Sclavi-gate a Taggia, anzi: il confronto tra il consigliere di minoranza Gabriele Cascino e il sindaco Mario Conio continua anche fuori dall’aula consiliare, accendendo ulteriormente il dibattito politico cittadino.
Il giorno dopo il Consiglio comunale infuocato, in cui Cascino ha depositato tre interrogazioni urgenti su presunti ritardi nei pagamenti da parte della società CMG e sul ruolo del primo cittadino come direttore dei lavori, lo stesso consigliere ha rincarato la dose: “Questa richiesta danni, totalmente infondata e strumentale, non fermerà la mia attività di opposizione. Non mi spavento”.
Un riferimento diretto alla causa civile intentata dal sindaco e dalla CMG per un comunicato stampa diffuso mesi fa dal gruppo di opposizione “Progettiamo il Futuro”, per il quale viene richiesto un risarcimento di 60mila euro (30mila dal sindaco Mario Conio e 30mila dalla società CMG, ndr). Cascino ha ribadito di voler difendere la propria posizione, evocando anche Rino Formica e la sua celebre frase sulla politica come “sangue e merd*”.
Parole che non sono piaciute al sindaco Mario Conio, che ha deciso di replicare quanto accaduto in maniera dura: “Le tre interrogazioni urgenti si rifanno a una discussione trita e ritrita, già affrontata e chiusa in passato. Mi spiace per questa ennesima caduta di stile. Il consigliere Cascino ha dichiarato pubblicamente di voler usare il Consiglio comunale per fini personali: per avere documentazione in tempi e modi che a un cittadino comune non sono permessi, per scopi, sia ben inteso, personali e non legati al suo ruolo di consigliere comunale. Ha confermato in aula che sapeva già che la società aveva pagato tutte le rate. All’epoca del comunicato, quindi, ha mentito sapendo di mentire”.
Parole nette, quelle del sindaco, che respinge ogni ipotesi di conflitto di interessi e torna a difendere la propria condotta, anche per quanto riguarda il suo incarico tecnico come direttore dei lavori: “Tutto fu fatto alla luce del sole e nel rispetto della normativa”.
Intanto il clima resta rovente. Le interrogazioni depositate da Cascino, e il possibile seguito in tribunale per il caso del risarcimento, rischiano di segnare un nuovo capitolo dello scontro politico tra maggioranza e minoranza. E la sensazione è che la vicenda sia tutt’altro che chiusa.














