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Politica | 18 giugno 2024, 10:51

Sanremo: Yacht Club e Canottieri contestano il progetto di restyling al porto vecchio e scrivono al comune

Le due associazioni hanno verificato che, nel progetto da ultimo depositato dal soggetto aggiudicatario della gara d'appalto, molte delle migliorie proposte ed accolte dal Comune sono state cancellate

Sanremo: Yacht Club e Canottieri contestano il progetto di restyling al porto vecchio e scrivono al comune

Yacht Club e Canottieri Sanremo, due associazioni sportive storiche della città dei fiori, hanno inviato via Pec le proprie prime osservazioni sul progetto di restyling del porto vecchio, in modo che la futura Amministrazione abbia immediatamente uno strumento di informazione e lavoro per poter ben operare nell'interesse della città e con il soggetto Attuatore.

“Auspichiamo di collaborare con la Reuben Brothers (che si occuperà dei lavori) – dicono le due associazioni - e vogliamo che sia immediatamente portato a piena conoscenza delle criticità rilevate ed abbia l'opportunità di lavorare immediatamente sulle stesse nel superiore interesse della collettività. Noi siamo sul porto da quasi un secolo e garantiranno la loro piena collaborazione per finalizzare un progetto che sia rispettoso della storia passata, presente e futura”.

“Siamo consapevoli – proseguono - dell'indispensabilità che il Porto Vecchio di Sanremo sia oggetto di importanti lavori di manutenzione (rinforzo del Molo e dragaggio) e di ammodernamento strutturale e funzionale. In tale ottica abbiamo partecipato attivamente a numerosi incontri in Comune, con tecnici pubblici e soggetti promotori, con lo scopo di adeguare lo studio di fattibilità alle esigenze degli operatori del porto. Molte osservazioni migliorative per il pubblico interesse erano state accolte dal Comune nella progettazione messa a bando di gara, di alcune era stato garantito che se ne sarebbe riparlato in sede esecutiva”.

Le due associazioni hanno verificato che, nel progetto da ultimo depositato dal soggetto aggiudicatario della gara d'appalto, molte delle migliorie proposte ed accolte dal Comune sono state cancellate e sono state introdotte varianti progettuali che a loro avviso renderebbero quasi impossibile proseguire l'attività dei due sodalizi e garantire il pubblico interesse residuo del Porto.

Nella Pec inviata in Comune, infatti, viene evidenziato come il Progetto Definitivo aggiudicato ha comportato l'introduzione di significative varianti e modifiche progettuali, rispetto al progetto di fattibilità tecnico-economica posto a base di gara. I presidenti dei due sodalizi, Giuseppe Zaoli e Sergio Tommasini, hanno inviato in comune una serie di contestazioni.

“Le varianti e modifiche progettuali introdotte – dicono - sono fortemente lesive nei riguardi delle associazioni sportive, penalizzanti in termini sia di ubicazione e riallocazione sia di spazi alle stesse assentiti. Sempre secondo Zaoli e Tommasini le varianti si pongono in contrasto con quanto previsto dal Disciplinare di Gara, che vieta varianti migliorative che si traducano in una diversa ideazione dell'oggetto del contratto”.

Nello specifico, al punto A:
- la profonda modifica strutturale rispetto al PFTE di piazzale Vesco ed il relativo ampliamento dello stesso per 2.312 mq (68,0 m x 32,0 m) determina un canale di soli 10,0 m di larghezza ad uso delle Associazioni, inutilizzabile per le attività sportive proprie delle due Associazioni;
- la mancata previsione di uno scivolo esterno di alaggio delle imbarcazioni sportive lato levante del molo delle associazioni non consente l'ingresso in mare agevolmente e in sicurezza (si precisa che tale opera era stata inserita nel PFTE in accoglimento delle osservazioni formulate da Associazione Canottieri);
- il mancato accoglimento delle modifiche migliorative proposte, recepite dal PFTE, ma disattese dal Progetto Definitivo, relative alla mobilità davanti agli Hangar della Canottieri determina difficoltà di passaggio in sicurezza;
- il mancato intervento di dragaggio dei fondali con asportazione definitiva del materiale di fondo, sostituita da un livellamento generalizzato all'intero dello specchio acqueo, non risolve il problema dell'attuale scarso tirante idrico in quanto per effetto della circolazione interna è molto probabile che in poco tempo i fondali, solo temporaneamente approfonditi, ritornino all'attuale livello, in particolare proprio nella zona del Porto Sportivo con il rischio di limitarne l'utilizzo od imporre successivamente importanti lavori di dragaggio a tutela della sicurezza della navigazione che prevedibilmente verrebbero messi a carico dei soggetti concessionari;
- la suddivisione in due aree separate molto distanti tra loro dei posti barca di pertinenza delle due associazioni sportive rende ingestibile e non controllabile l'attività associativa non consentendo la realizzazione del ‘Porto Sportivo’ prevista dal PFTE;
- il posizionamento del distributore di carburante in testa al molo delle associazioni causa pericolosi intralci alle imbarcazioni in manovra con elevato rischio di collisione tra le imbarcazioni sportive e le imbarcazioni da diporto in manovra;
- la collocazione dell'impianto di bunkeraggio, collocato sotto le Club House di Canottieri Sanremo e di Yacht Club Sanremo, determina rilevanti controindicazioni sia dal punto di vista tecnico-funzionale, sia dal punto di vista ambientale, sia dal punto di vista della sicurezza della pubblica incolumità;
- la presenza dei magazzini per la pesca lungo l'intero piazzale Vesco determina problemi igienico-sanitari per la presumibile presenza di residui organici nelle reti da pesca ricoverate nei predetti magazzini (presenza di roditori e gabbiani);
- la realizzazione lato spiagge di un muro di coronamento di altezza +3,50 m slm per tutta la lunghezza del Molo delle Associazioni è fortemente lesiva sia per aspetti ambientali (schermo totale che impedisce una vista sull'intero porto da Levante e limita fortemente la visuale dalla banchina Canottieri) sia per ragioni di "comfort" impedendo una naturale circolazione di aria negli spazi di Canottieri Sanremo;
- l'impianto di vivificazione delle acque peggiora l'attuale qualità delle acque portuali, soprattutto in caso di forti eventi di piena del torrente e possibili disservizi dell'impianto fognario comunale;
- con la profonda modifica prevista il Piazzale Vesco, unica e storica piazza affacciata sul porto, perderà ogni significato storico e non potrà più essere utilizzata per manifestazioni sportive, turistiche e istituzionali generando un danno economico/sociale a tutta la collettività della città di Sanremo;
- la forte limitazione all'unico scivolo pubblico interno al Porto, utilizzato anche per finalità di pubblico soccorso non consente il transito delle barche da canoa, canottaggio e vela del numeroso vivaio giovanile dei due club.

Zaoli e Tommasini passano poi al punto B:
Il Disciplinare di Gara a pag. 63/64, punto 2, specifica che il progetto definitivo aggiudicato ‘potrà recare anche elementi di miglioramento del Progetto di Fattibilità posto a base di gara’. Ma precisa che ‘Sul punto, si puntualizza che le varianti progettuali migliorative riguardanti le modalità esecutive dell 'opera non possono tradursi in una diversa ideazione dell'oggetto del contratto’.

“Inoltre, in base a quanto indicato dal disciplinare di gara le varianti migliorative devono riferirsi unicamente alle modalità esecutive dell'opera. La Giurisprudenza chiarisce infatti che le soluzioni migliorative si differenziano dalle varianti perché le prime [migliorie] possono liberamente esplicarsi in tutti gli aspetti tecnici lasciati aperti a diverse soluzioni sulla base del progetto posto a base di gara ed oggetto di valutazione delle offerte dal punto di vista tecnico, rimanendo comunque preclusa la modificabilità delle caratteristiche progettuali già stabilite dall'Amministrazione, mentre le seconde [varianti] si sostanziano in modifiche del progetto dal punto di vista tipologico, strutturale e funzionale, per la cui ammissibilità è necessaria una previa manifestazione di volontà della stazione appaltante".

Il progetto definitivo aggiudicato varia e modifica in modo sostanziale sia la tipologia, sia le strutture, sia infine la funzione delle opere e pertanto richiede una preventiva manifestazione di volontà della stazione appaltante. Il disciplinare di gara infatti, confortato da uno specifico approfondimento giurisprudenziale, stabilisce espressamente che l'aggiudicazione di cui alla determinazione dirigenziale n. 1827 del 24 aprile scorso non equivale ad approvazione del progetto definitivo, così come variato dal promotore, dovendo lo stesso essere approvato successivamente, all'esito della conferenza di servizi da indirsi tra le amministrazioni interessate.

“Riteniamo che – vanno avanti Zaoli e Tommasini - nel peculiare procedimento qui in esame, l'aggiudicazione in favore del promotore non può essere intesa come approvazione, neppure ‘implicita’, del progetto definitivo, così come variato dal promotore stravolgendo l'assetto dello studio di fattibilità posto a base della gara. Sarà dunque la Conferenza di Servizi che dovrà procedere all'esame e alla approvazione del Progetto Definitivo. In tale sede dunque tutti gli Enti coinvolti e tutte le Associazioni titolate a partecipare potranno esprimere le loro osservazioni e richiedere di rivedere il progetto per riportarlo alla sua originaria conformazione per eliminare e/o riconsiderare tutte quelle illegittime varianti e modifiche progettuali introdotte fortemente lesive e penalizzanti in termini sia di ubicazione/riallocazione, sia di spazi assentiti alle scriventi Associazioni Sportive che operano nell'ambito del Porto di Sanremo. In questa sede (Conferenza di Servizi) Yacht Club e Canottierri proporranno dunque le loro osservazioni e richiederanno tutte quelle modifiche finalizzate allo svolgimento delle proprie funzioni associative nel rispetto di quanto già a suo tempo valutato e concordato”.

Ma non solo: “Al di là di quanto sopra espresso - terminano Zaoli e Tommasini - in generale che le presunta ‘soluzioni migliorative’ indicate nel Progetto Definitivo non corrispondono alle reali esigenze della collettività e soprattutto il medesimo Progetto Definitivo non può essere contestualizzato nella cultura sanremese che non si ritrova assolutamente nelle soluzioni progettuali proposte, anzi per alcuni versi ne risulta profondamente ferita e mortificata. Oltretutto le presunte migliorie giovano al solo Proponente e disattendono l'interesse pubblico per cui l'opera è stata dichiarata tale”.

Yacht Club e Canottieri contestano e censurano già fin d'ora le scelte progettuali introdotte nel progetto definitivo e si propongono parte attiva nelle prossime procedure di concertazione e valutazione con revisione dell'intero Progetto Definitivo nell'ambito della Conferenza di Servizi quando questa sarà convocata.

Carlo Alessi

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