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Attualità | 16 luglio 2022, 17:09

Per le celebrazioni del 31 luglio ad Arma di Taggia, un nuovo inno per Sant'Erasmo, commissionato al compositore sanremese Davide Tepasso

Tepasso da vent'anni esatti ha avuto modo di farsi apprezzare in molte occasioni per le sue composizioni musicali liturgiche dedicate a Beati e Santi, ‘Inni’ della maggior parte dei quali è autore anche del testo.

Davide Tepasso

Davide Tepasso

Quest'anno, il 31 Luglio, per le celebrazioni solenni che si svolgeranno alla marina di Taggia in onore di Sant'Erasmo, ci sarà un canto liturgico a lui dedicato. È stato richiesto di realizzarlo al compositore e direttore d'orchestra sanremese dottor Davide Tepasso, che da vent'anni esatti ha avuto modo di farsi apprezzare in molte occasioni da importanti teologi, liturgisti ed esperti, da Vicepostulatori e Postulatori Generali, da ministri del servizio della musica e dal canto, da formazioni vocali, da Vescovi, Cardinali e dall'assemblea dei fedeli, per le sue composizioni musicali liturgiche dedicate a Beati e Santi, ‘Inni’ della maggior parte dei quali è autore anche del testo.

Ricordiamone alcuni soltanto: i canti in onore del Venerabile Padre Giuseppe Picco S.J., del Venerabile Egidio Bullesi, del Beato Piergiorgio Frassati (commissionatogli per i cent'anni della sorella del Beato, Luciana), per la canonizzazione di San Luigi Orione, gli inni ufficiali delle Beatificazioni di Monsignor Francesco Paleari e di Fratel Luigi Bordino. Ma anche quelli dedicati a Santi a noi non così ‘vicini nel tempo’: come ‘Legionario della Verità’, Inno a San Secondo Martire della Legione Tebea, primo Patrono della Chiesa di Ventimiglia - San Remo, ‘Romolo santo, fulgido Pastore’, Inno a San Romolo Vescovo di Genova, l"Inno a San Donato Vescovo di Arezzo.

Il canto scritto da Tepasso si intitola ‘Glorioso Erasmo, t'invochiamo!’. È  tato realizzato per Assemblea, Coro a 4 voci dispari, Solo ed Organo ma nei servizi liturgici può benissimo essere cantato dall'Assemblea e dalla Schola con o senza accompagnamento strumentale. Il testo delle strofe ripercorre alcuni dei gesti più significativi di Gesù sulle acque del Lago di Tiberiade o ‘Mare’ di Galilea. Nel ritornello si acclama al Santo che si invita a ‘visitare il nostro mare porgendo la lucerna della fede a noi naviganti dell'eterno’. 

L'autore del canto così commenta: "Mentre i gesti di chi prepara il momento più commovente della Processione consistono nell'accendere lumini che vengono lasciati galleggiare sul mare, come sarebbe profondamente ‘spettacolare’ se il cuore di ogni fedele che partecipa alla celebrazione accettasse di farsi porgere dal Santo - quale omaggio a lui nel giorno della sua festa - la lucerna accesa di quella luce che sola puè dissipare il buio e l'insicurezza del nostro cuore: La Fede! Se la accogliessimo davvero la fede, senza riserve, condizionamenti o condizioni, come fa un bimbo quando il papà e la mamma gli porgono la mano e lui vi si aggrappa sereno e sicuro, riusciremmo veramente anche noi a camminare sulle acque, o - riferendomi ora ad un'espressione ben più alpina che marinara... - a far spostare addirittura le montagne. Questo ci ottenga l'intercessione di Sant'Erasmo o Sant'Elmo o Sant'Erim che dir si voglia! Amen!".

Ma chi è Sant'Erasmo, il Vescovo e Martire, invocato da popolazioni marinare quanto, nelle montagne non cosi distanti dalla nostra costa, dai pastori d'alta quota? Chi è Sant'Erasmo, che in alcuni luoghi è invocato come Sant'Elmo o Sant'Erim? Per rimanere alla nostra area geografica basti pensare alle numerose cappelle edificate, lungo i secoli, o agli altari in onore di Erasmo, non lontano dalla riva del mare. Per riferirci soltanto alle più vicine a noi: Bordighera, Ospedaletti, Sanremo (era dedicata ai Santi Erasmo e Mauro e si trovava subito alle spalle di dov'è il Forte di Santa Tecla), Taggia, Cervo, Alassio, Loano, Finale, Valle di Vado, Spotorno... E che dire della tuttora particolarmente viva devozione alpestre della Terra Brigasca al Santo, che ebbe il suo fulcro devozionale, oltre che presso lo splendido altare della Parrocchiale di Briga intitolata a San Martino Vescovo di Tours, nella chiesetta dedicata a Sant'Erim, nella Valle dei Maestri sotto il Marguareis. 

Così leggiamo online su un bell'articolo dedicato alle tracce della devozione a Sant'Erasmo (sito GAETAVOLA): "Diversi sono i santi protettori a cui si rivolgeva la gente di mare. Il più affascinante è senz’altro Sant’Erasmo o Sant’Elmo. La sua luce - i fuochi di S.Elmo - ha certamente un’origine pagana: i Greci infatti credevano che fossero i Dioscuri Castore e Polluce, figli di Zeus, a soccorrere le imbarcazioni in difficoltà, splendendo come due stelle ai lati dell’albero maestro...

A Savona esiste un molo di Sant’Elmo, il ricordo di una chiesetta cinquecentesca nella darsena a lui dedicata: ma l’elenco dei suoi templi in riva al mare è infinito, e citandoli si farebbe il giro delle coste italiane. La leggenda dice che, naufrago, Sant’Elmo fu raccolto da una nave, salvato e condotto a terra. Il capitano non volle altra ricompensa che una prova della potenza che in quanto santo egli doveva possedere: Sant’Elmo gli promise così di avvertirlo con un fuoco dell’imminenza della burrasca, affinché egli potesse farvi fronte. Il santo mantenne la promessa, e cominciò a far apparire i suoi fuochi per salvare anche altre navi.

Dei prodigi di Sant’Elmo raccontano nei loro diari Fernando Colombo (nell’ottobre 1493), figlio dell’Ammiraglio, e Antonio Pigafetta (da Primo Viaggio al globo terraqueo, I) che con Magellano circumnavigò la Terra; Pigafetta vede sugli alberi della sua nave durante la tempesta ben tre santi in un colpo solo, Erasmo, Niccolò e Chiara."

Circa la Liguria, poi, così prosegue l'articolo: "Il Cambiaso ci riferisce che il culto di questo Santo, Vescovo e Martire, vissuto intorno al 300 d.C. fu portato nella nostra città (Genova), dai marinai di Gaeta, nel sec. X.bDa Gaeta la venerazione verso di Lui si diffuse in Italia durante i sec. XIII e XIV. E’ invocato come protettore dei marinai unitamente a S. Firmina. In seguito il culto del Santo acquistò popolarità e dal 1263 Egli fu festeggiato annualmente".

La Franchini-Guelfi deduce sia specifico patrono dei marinai anche dal fatto che non esistono Chiese od Oratori dell’entroterra dedicati a tale Santo mentre invece sono numerosi lungo le coste della riviera ligure".

L'area ligure della costa dell'estremo occidente con il suo entroterra fino al Piemonte ed i territori passati alla Francia di Briga e Tenda dopo la II guerra mondiale, quindi, possiamo affermare rappresenti un' "eccezione". Erasmo - Elmo - Erim lo si prega tanto a riva come sulle vette!

E così prosegue l'articolo: "Ad esempio, nella riviera di levante, oltre a quello di Quinto, ne esistono tutt’ora a Capolungo, a Sori (edificato nel 1495) ed a S. Margherita mentre nel ponente ne sono attive ancora due: l’arciconfraternita di Voltri e la compagnia di Pegli".

C.S.

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