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Attualità | 06 aprile 2022, 10:58

Al Casinò di Sanremo studenti in prima linea contro le mafie, il prefetto Nanei: “I giovani sono sentinelle sul territorio, li stiamo vaccinando” (Foto e Video)

Presenti anche il magistrato Gian Carlo Caselli, il procuratore capo di Imperia Alberto Lari, il comandante provinciale della Guardia di Finanza Walter Mazzei, il prefetto Armando Nanei e il questore Giuseppe Felice Peritore

Le immagini dal teatro del Casinò di Sanremo

Le immagini dal teatro del Casinò di Sanremo

La Consulta degli Studenti di Imperia si conferma sempre in prima linea nella lotta alle mafie e nella diffusione della cultura della legalità. I ragazzi si sono impegnati per organizzare il convegno ‘Cosa vuol dire lottare contro le mafie’ in programma questa mattina al teatro del Casinò di Sanremo. Presenti studenti fino a capienza massima del teatro, mentre altre scuole sono intervenute in collegamento a distanza.

Importante il parterre degli ospiti: il magistrato Gian Carlo Caselli, il procuratore capo di Imperia Alberto Lari, il comandante provinciale della guardia di finanza Walter Mazzei, il prefetto di Imperia Armando Nanei, il questore di Imperia Giuseppe Felice Peritore, l'assessore del Comune di Sanremo Massimo Donzella, il dirigente dell'AT di Imperia Luca Maria Lenti, il testimone di giustizia Rocco Mangiardi, i genitori di Dodò (vittima di mafia) Francesca e Giovanni Gabriele e il comandante provinciale dei carabinieri Marco Morganti.
Oltre agli interventi di studenti e relatori, non sono mancati intermezzi musicali e multimediali per comunicare al meglio il messaggio.

Le interviste

È un’esagerazione dire che Imperia è la sesta provincia della Calabria - ha dichiarato ai nostri microfoni Alberto Lari, procuratore capo di Imperia - è pacifico che questa sia la zona del nord con il maggior radicamento mafioso, ma tutti i fatti criminosi che avvengono al sud qui non ci sono. Per parlare di mafia ai giovani bisogna raccontare le proprie esperienze raccontando fatti che non hanno seguito sui giornali, raccontando loro i pericoli delle infiltrazioni mafiose. Un messaggio per far sì che siano più attenti e vigili su un fenomeno che a volte non è tanto sentito”.

L’aspetto più bello è che l’iniziativa di parlare di mafia è venuta proprio dai ragazzi - ha aggiunto il prefetto Armando Nanei - è la risposta più bella alla domanda ‘come si fa a combattere contro la mafia?’, sono sentinelle sul territorio per captare ogni piccolo segnale. Qui non parliamo di un territorio dove la mafia è nata, ma ci sono infiltrazioni. Ragazzi sensibili. Questo tema è un gran bel segnale. La mafia è come il covid, abbiamo i vaccini e oggi i ragazzi si stanno vaccinando”.

Carlo Alessi

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