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Attualità | 17 marzo 2022, 14:42

“Che colpa hanno le api? Qualcuno ce le ha avvelenate quattro volte in tre anni”

Chiedono aiuto a tutti Nertil e Idlir, due giovani apicoltori saluzzesi di origini albanesi che hanno perso oltre 250 alveari dal 2019 tra cui 68 famiglie di api a Trucco di Ventimiglia dove le portano a svernare

“Che colpa hanno le api? Qualcuno ce le ha avvelenate quattro volte in tre anni”

Hanno avvelenato di nuovo le nostre api. Milioni di impollinatori morti! È la quarta volta in tre anni. Quest'ultimo evento ci ha messo in ginocchio moralmente ed economicamente ponendo seriamente a rischio la continuità del nostro lavoro e vanificando anni di sacrifici e tutti i nostri risparmi”Nertil Mehmeti, 36 anni, e Idlir Aliaj, 35, sono due giovani apicoltori saluzzesi di origini albanesi che dal 2019 producono miele biologico a Venasca. Sono i titolari della società agricola Nectar Deluxe che si occupa di apicoltura biologica.

Giovedì 10 marzo si sono recati al lavoro presso l'apiario di Piasco, a 5 chilometri da Venasca, dov'è situata la loro azienda: “Davanti a noi il drammatico scenario, l'ennesimo colpo al cuore: 34 casette piene di api morte avvelenate! Sono in corso analisi accurate da parte dei tecnici Aspromiele e ASL da cui è emerso che l'avvelenamento è stato intenzionale, presumibilmente fatto con potenti veleni a base di solfato di zolfo. Per le api vuol dire morte immediata. Abbiamo denunciato tutto ai carabinieri forestali”.

Un atto condannato da Lidia Agnello, presidente regionale di Aspromiele: “Sono intervenuti i tecnici della nostra associazione che hanno constatato l'accaduto. Noi offriamo tutta l'assistenza necessaria. Fatti che purtroppo capitano e che sicuramente sono da condannare. Le motivazioni possono essere diverse: discordie tra apicoltori per vicinanze legate al raccolto, questioni personali o vicini che non vogliono avere le api accanto alla loro casa. Purtroppo non ci sono assicurazioni ed è molto difficile tutelarsi. Ci auspichiamo che le forze dell'ordine facciano tutti gli accertamenti necessari e che individuino il responsabile. In passato è successo”.

A fare il sopralluogo è stato Samuele Colotta, tecnico Aspromiele: “Sicuramente è stato un avvelenamento doloso. Si vede dai sintomi, le api sono completamente morte, non si è salvato niente. Qualcuno ha spruzzato il veleno davanti alla porticina da cui entrano ed escono. Si sospetta l'avvelenamento con anidride solforosa, ma siamo in attesa dei referti delle analisi fatte dai veterinari Asl. Quel che è certo è che non è successo mercoledì notte, ma anche una decina di giorni prima, per cui non è detto che le analisi rilevino poi l'eventuale anidride solforosa, in quanto molecola molto volatile. È stata fatta denuncia ai carabinieri forestali. Ci sono telecamere nelle vicinanze che potrebbero aver visto qualcosa”.

L'anno scorso gli alveari colpiti erano stati 64, sempre a Piasco. Quindi 100 alveari avvelenati in pochi mesi: di fatto un quinto della loro produzione, che si aggira sui 500 alveari in totale.

Il primo anno ne avevano persi già 130 a Manta e poi ancora 68 famiglie di api a Trucco di Ventimiglia, in Liguria, dove le portano a svernare. E sempre per avvelenamento doloso.



Dev'essere qualcuno che ce l'ha con noi - commenta Nertil Mehmeti –. Una persona che agisce presto al mattino o di notte, quando le api sono tutte dentro. Un'azione scorretta a livello morale e professionale che colpisce la nostra attività, ma di fatto va a toccare gli interessi di tutti. Le api sono le fondamenta del nostro ecosistema, fanno bene alla natura. Una sola ape impollina 2500 fiori al giorno. Se questa persona ce l'ha con noi venga a parlarci. Che colpa ne hanno le api?”

Di fatto i due giovani apicoltori hanno subìto un danno di circa 25 mila euro per questo ultimo attacco, che sale a 50 mila se si considerano tutti e quattro gli avvelenamenti. Non ci sono assicurazioni che coprano eventi di questo tipo. Un disastro per chi cerca di fare dell'apicoltura biologica la sua unica fonte di reddito: “Il meteo avverso e le annate storte le metti in conto, fanno parte del rischio per ogni agricoltore – dichiara Nertil -, ma quattro avvelenamenti dolosi in tre anni no, sono inconcepibili”.

Ecco perchè alcuni amici hanno organizzato una raccolta fondi sulla piattaforma Gofundme: “Aiutateci a continuare la nostra preziosa attività ed a risollevarci dalle perdite subite. Questa volta abbiamo bisogno di tutti voi, perché da soli non ce la facciamo!

Qui il link. https://www.gofundme.com/f/le-nostre-api-hanno-bisogno-di-voi?utm_campaign=p_lico+share-sheet&utm_medium=chat&utm_source=whatsapp-visit

Cristina Mazzariello

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