ELEZIONI COMUNE DI TAGGIA
 / Cronaca

Cronaca | 19 gennaio 2022, 15:31

Peste suina, la Regione rivede i confini dell'ordinanza e 'ammorbidisce' il lockdown dei boschi (video)

"Sempre tenendo alto il livello di guardia , ha detto Piana, saranno consentite le attività all’aperto svolte su strade provinciale e comunali e anche le strade private"

Peste suina, la Regione rivede i confini dell'ordinanza e 'ammorbidisce' il lockdown dei boschi (video)

La Regione rivede i confini dell’ordinanza ministeriale e ammorbidisce quello che è stato ribattezzato come il lockdown dei boschi, consentendo le attività all’aperto su strade provinciali e comunali asfaltate.

I dettagli sono stati spiegati nel corso di una conferenza stampa.

“Abbiamo predisposto questa ordinanza – spiega il vice presidente della Regione e assessore all’agricoltura Alessandro Piana - che è frutto di un lavoro di concerto con Anci e Camera di Commercio, tenendo in considerazione quelle che sono le richieste dell’associazionismo. Per questo motivo, sempre tenendo alto il livello di guardia e di sicurezza, saranno consentite le attività all’aperto svolte su strade provinciale e comunali asfaltate e anche le strade private necessarie per poter raggiungere le proprie abitazioni, il luogo di lavoro e i fondi agricoli di proprietà, oltre alle strutture ricettive all’aperto. Sarà consentito l’accesso nelle aree verdi, nei centri urbani e nei relativi parchi, ovviamente sarà consentita la pesca su spiagge, coste e moli e su lungomare, nonché le aree ricreative recintate di pertinenza dei centri abitati.




Sarà fatto divieto in diverse altre aree di lasciare in libertà i cani o altri animali domestici. Saranno consentite le attività di manutenzione, monitoraggio e sorveglianza ambientale per tutta una serie di utenze, come le linee elettriche e idrauliche, per poter consentire ai gestori di fare manutenzione o ripristino. Queste sono precauzioni che abbiamo preso tenendo in considerazione le richieste di sindaci, Anci e sistemi camerali”.

Per quanto riguarda gli allevamenti sul territorio, “Come dice l’ordinanza ministeriale – spiega  Roberto Moschi, responsabile della struttura complessa sicurezza alimentare e sanità animale di Alisa -è obbligatorio l’abbattimento di tutti gli allevamenti a carattere brado e semibrado. Questo vuol dire che non sono garantite le misure di sicurezza atte a impedire il contatto tra l’animale domestico e il mondo dei selvatici, quindi i cinghiali. Se gli animali si riesce a metterli in sicurezza, che vuol dire chiuderli in un capannone, teoricamente stanno lì, ma per quanto riguarda la tipologia dei nostri allevamenti, che sono piccoli, di carattere semibrado, a questo punto, sentendo il ministero e il centro referenza, oltre all’osservatorio epidemiologico dell’istituto zoo profilattico di Torino,  l’unica strada percorribile è quella dell’abbattimento che ci consente di fare una zona di rispetto di parecchi chilometri all’interno del quale il domestico non c’è e da questo punto di vista siamo sicuri, anche perché, ripeto, il pericolo è altissimo.

Noi parliamo di tre cinghiali nostri, in totale sono quindici, ma se noi trovassimo un suino domestico, il sistema di allerta si alzerebbe a livelli massimi. A quel punto il sistema agro zootecnico chiuderebbe, basta un maiale. A questo punto il rischio è troppo alto, e l’unica cosa da fare è questa. Ovviamente dispiace per gli allevatori che però non si devono preoccupare perché in qualche modo ci saranno ristori. Su questo posso sbilanciarmi dicendo che non ci saranno problemi”.

In allegato all'articolo l'ordinanza emanata dalla Regione

Files:
 ordinanza peste suina liguria 19gen2022 (3.1 MB)

Francesco Li Noce e Christian Torri

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium