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Cronaca | 13 ottobre 2021, 11:25

Sanremo: la Guardia di Finanza sequestra beni per 265 mila euro a un pregiudicato della zona

B.M., 64 anni, ha precedenti per reati legati al mondo della droga

Sanremo: la Guardia di Finanza sequestra beni per 265 mila euro a un pregiudicato della zona

Un pregiudicato di Sanremo, B.M. di 64 anni, si è visto sequestrare nelle ultime ore beni per un valore complessivo di 265 mila euro. La Guardia di Finanza ha messo i sigilli a due appartamenti e un box oltre al sequestro di una moto  fittiziamente intestati all'ex convivente e alla sua attuale compagna. L’uomo ha precedenti per reati legati al mondo della droga.

L’indagine coordinata dal procuratore Alberto Lari con il sostituto Lorenzo Fornace, è culminata con il decreto emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Genova.

Gli accertamenti sono iniziati nel 2020 per il 64enne che, nel 2007, fu sottoposto a sorveglianza speciale per traffico e spaccio di stupefacenti e già in quell’anno gli era stato sequestrato un immobile e circa 20 mila euro in contanti. All’uomo è stata riconosciuta la ‘pericolosità sociale’ e gli inquirenti hanno ipotizzato che vivesse di illeciti anche per via di una sproporzione tra i redditi dichiarati e i beni posseduti e intestati a due donne, ma a lui riconducibili.

Tenuto conto della molteplicità di precedenti penali in capo al pluripregiudicato matuziano, ritenuto un soggetto connotato da profili di "pericolosità sociale" e considerato che —come previsto dalla normativa antimafia — si poteva ritenere che lo stesso vivesse principalmente dei proventi di attività delittuosa, in ossequio al principio del c.d. "Doppio Binario", venivano effettuati, su delega della locale Autorità Giudiziaria, ulteriori mirati accertamenti patrimoniali di prevenzione sul suo conto e su quello delle persone a lui collegate, al fine di ricostruire le loro posizioni reddituali degli ultimi 20 anni. Il Codice Antimafia (D.Lgs. 159/2011), infatti, prevede la possibilità, in presenza di "pericolosità sociale", di procedere al sequestro dei beni dei quali la persona nei cui confronti è iniziato il procedimento di prevenzione risulti poter disporre, direttamente o indirettamente, quando il loro valore risulti sproporzionato al reddito dichiarato o all'attività economica svolta ovvero quando, sulla base di sufficienti indizi, si abbia motivo di ritenere che gli stessi siano il frutto di attività illecite o ne costituiscano il reimpiego. 

All'esito degli accertamenti patrimoniali, veniva quindi accertata un'effettiva importante sproporzione tra i redditi formalmente dichiarati dai soggetti esaminati ed il patrimonio ufficialmente posseduto dalle due donne (l'ex convivente e l'attuale compagna del pregiudicato), individuate quali intestatarie "di comodo" dell'uomo, giungendo alla dimostrazione che le risorse economiche utilizzate per l'acquisto dei beni mobili ed immobili fossero di provenienza illecita, avendo un valore del tutto sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati dai soggetti interessati, ben al di sotto della soglia di povertà assoluta. 

L'operazione odierna si inserisce nella strategia del Corpo di aggressione del patrimoni illeciti, a testimonianza dell'impegno costante della Guardia di Finanza per la tutela della legalità, con particolare riguardo ai fenomeni criminali pervasivi dell'economia legale. 

Pietro Zampedroni

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