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Eventi | 15 luglio 2021, 16:27

Domenica prossima su Rai 5 (Ch 23 Dtt e 13 Tivusat) un documentario sulle bellezze della nostra provincia

C'è il paese delle streghe (Triora), il principato con la sua principessa (Seborga), un ex comune autogestito da un gruppo di artisti (Bussana di Sanremo), un borgo ritratto dal pennello di Monet (Dolceacqua) e un luogo, disegnato sul crinale di una collina (Apricale)

Domenica prossima su Rai 5 (Ch 23 Dtt e 13 Tivusat) un documentario sulle bellezze della nostra provincia

Andrà in onda domenica prossima alle 22.10, in prima visione su Rai 5 per il ciclo ‘Di là dal fiume e tra gli alberi’, una puntata dedicata al Ponente ligure. La Liguria è una tavolozza di sensazioni a cui non manca una sola sfumatura. Una striscia di terra bagnata dal mare e imbiancata dalla neve. Fra questi due estremi climatici si sviluppa un territorio rigoglioso raccontato nel documentario di Paolo Severini.

Colline ripide separate da valli ventose, terrazzamenti che ne disegnano il profilo, borghi abbarbicati sulle cime e incastonati nelle pareti che ne definiscono l'orizzonte: l'entroterra del ponente ligure è un territorio ricco di storia, di tradizioni secolari e di una quotidianità sospesa nel tempo. C'è il paese delle streghe (Triora), il principato con la sua principessa (Seborga), un ex comune autogestito da un gruppo di artisti (Bussana di Sanremo), un borgo ritratto dal pennello di Monet (Dolceacqua) e un luogo, disegnato sul crinale di una collina (Apricale), che arricchisce la propria bellezza con i sapori tramandati nel tempo.

Ogni paese è raccontato dai propri abitanti. Un grande racconto corale che dà voce ai pensieri, alle esperienze e ai desideri di chi li vive. Si parte da Triora, un borgo di origine medioevale, sospeso a 750 metri d'altezza. La struttura portante del paese è immutata nel tempo e le pietre che gli antenati posero per costruire le case, le mura e i carrugi, sono ancora un elemento di fascino per i visitatori. Triora è il paese delle streghe: le leggende e i documenti storici (risalenti alla fine del 1500) raccontano un passato in cui la superstizione popolare ha segnato la vita di molte donne. Qui Giovanni, un giovanotto di 92 anni, ha fatto tutti i lavori faticosi che il contesto agreste può offrire, ma ancora oggi va per i campi, costruisce ceste con il legno che va a raccogliere nei boschi e attraversa i carrugi del paese con passo svelto e dritto. Un archivio vivente di ricordi e nostalgia, ma i suoi occhi scrutano ancora il panorama. Perché c'è ancora tanto da fare. Si arriva poi borgo di Apricale. Addentrandosi nei carrugi, si apprezza l'architettura medievale e si sale verso la piazza. Qui molti abitanti attraverso la loro arte esprimono un profondo senso di appartenenza al Borgo.

Percorrendo 15 chilometri si arriva a Dolceacqua. Il borgo è diviso da un fiume, la parte più antica del paese è appoggiata sulla collina. Si accede dal ponte di pietra che Claude Monet rese celebre in un suo dipinto. Qui un maestro intagliatore del legno ha costruito un piccolo cinema in cui proietta i film in 3D che realizza nei suoi viaggi intorno al mondo. La visione è arricchita dai profumi e dal vento: ha costruito un macchinario che diffonde le fragranze dei fiori che si vedono sullo schermo e fa sentire la potenza del vento che ha incontrato sulle cime dell'Himalaya. Il vino di Dolceacqua è il Rossese. Le vigne, sulle coline circostanti, vedono il mare e respirano con le montagne. Un microclima prodigioso che ritrovi nel palato quando ne sorseggi un buon calice.

È il momento di entrare nel principato di Seborga. Una garitta bianca e azzurra e dei segni blu sul manto stradale indicano il confine... fittizio. Il principato, in realtà, è un comune italiano a tutti gli effetti. Da qualche decennio il borgo sta cercando di portare avanti la causa di indipendenza affidando le proprie istanze a un antico “status” di principato che gli venne affidato. Come allora hanno coniato una moneta, il luigino, ed eleggono un principe. Ne parlano il Ministro degli Interni, il capitano dei gendarmi, qualche cittadino e la principessa Nina, in carica da due anni. Infine, si raggiunge il comune di Bussana Vecchia. La strada che porta a Bussana finisce all'ingresso del paese. La storia di questo borgo è segnata dal terremoto che ci fu nel 1887.

Redazione

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