In pochi giorni il Comune di Sanremo mette a bilancio la spesa di quasi 13 mila euro per una serie di cause perse e di spese legali per procedimenti giudiziari avversi. Spesa non certo da capogiro, ma comunque importante e, soprattutto, evitabile.
La prima vicenda riguarda il contenzioso con la ‘Gepim’ SRL, società legata allo stabilimento balneare ‘Bagni Azzurri’ e che nel febbraio 2018 ha presentato in Comune la documentazione per realizzare il rifacimento di un molo e una rotonda. Il tecnico incaricato dal Comune ha evidenziato un incremento dimensionale diverso da quello originale, la società ha fatto ricorso al TAR il quale, a sua volta, ha nominato un tecnico parte per verificare l’effettivo incremento delle dimensioni. All’esito delle verifiche non vengono individuati riferimenti certi, ma il TAR ha concluso che le dimensioni non sarebbero incoerenti con i titoli acquisiti e le lievi differenze non rappresentano un impatto ambientale e paesaggistico tale da dover richiedere l’autorizzazione. Conto per il Comune: 4.230 euro.
La seconda causa, questa volta persa, riguarda il contenzioso con Maria Rita Balestra che, nell’aprile 2016, ha presentato i documenti per la ricostruzione di un porticato e, avendo realizzato delle difformità, ha presentato un’istanza di sanatoria. L’istruttore, però, ha ritenuto che l’intervento abbia realizzato una nuova costruzione e, quindi, debba rispettare la norma vigente sulle distanze. La donna ha presentato ricorso al TAR che ha ritenuto il porticato aperto senza pareti che impediscano il passaggio di luce e aria. Comune condannato: 5.027,36 euro.
L’ultima causa persa dal Comune riguarda la società ‘E.M.C.’ SRL che ha presentato un’istanza di permesso per la costruzione di un ascensore esterno in uno stabile di via Zeffiro Massa. L’ufficio del Comune lo ha considerato come nuova costruzione, sebbene questo fosse finalizzato all’abbattimento delle barriere architettoniche in favore di una coppia di anziani residenti. L’azienda ha quindi fatto ricorso al TAR che lo ha accettato condannando il Comune alle spese legali. Conto da 3.568 euro.
In totale, quindi, palazzo Bellevue mette a debito fuori bilancio una spesa complessiva di quasi 13 mila euro. Cifra che, forse, si sarebbe potuta evitare con un maggiore dialogo tra pubblico e privato in sede di presentazione dei progetti, come chiesto a gran voce dal consigliere Andrea Artioli durante le riunioni della prima commissione che spesso ha affrontato il delicato tema dei debiti fuori bilancio.














