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Attualità | 21 aprile 2021, 12:18

Covid, il 40 per cento dei locali in Liguria non potrà riaprire dal 26 aprile, lo studio di Confcommercio, Calvi: "Ripartenza lenta"

Il decreto rischia di scontentare tantissimi titolari di bar e ristoranti. Alcuni di questi a Genova da giorni stazionano in piazza Deferrari davanti agli uffici della Regione, chiedendo un intervento del presidente Giovanni Toti per modificare la bozza ideata da Draghi

Covid, il 40 per cento dei locali in Liguria non potrà riaprire dal 26 aprile, lo studio di Confcommercio, Calvi: "Ripartenza lenta"

Secondo uno studio di Confcommercio, in Liguria il 40 per cento dei locali non potrà riaprire il 26 aprile perché privi di uno spazio esterno. Lo gridano a gran voce da giorni alcuni ristoratori, da quando il presidente del consiglio Mario Draghi e il ministro della salute Roberto Speranza hanno annunciato le zone gialle 'rinforzate', che prevedono la riapertura di bar e ristoranti dal prossimo lunedì, anche a cena, ma solo su spazi all'aperto. L'indirizzo del governo è quello invece di posticipare le riaperture al chiuso dal primo giugno, e di mantenere il coprifuoco alle 22, almeno fino all'avvio dell'estate.

Prima di tutto – commenta a Imperia News il presidente di Fipe Confcommercio Enrico Calvi bisogna dire che non c'è niente di scritto, ci basiamo sulla conferenza stampa di Draghi che ci è sembrata più una mossa da dare in pasto ai giornali per dire 'ripartiamo', quando gli unici fermi siamo noi e pochi altri, ma dobbiamo ancora capire come sarà scritto il decreto legge”.

Il decreto rischia di scontentare tantissimi titolari di bar e ristoranti. Alcuni di questi a Genova da giorni stazionano in piazza Deferrari davanti agli uffici della Regione, chiedendo un intervento del presidente Giovanni Toti per modificare la bozza ideata da Draghi.

Ci sono diversi locali che non potranno riaprire, anche in provincia di Imperia, in generale quelli che si trovano negli spazi interni delle città”, spiega ancora Calvi che insieme alla sua categoria ha lavorato con il comune di Imperia per l'allargamento degli spazi per i dehors esterni in vista dell'estate. “Sono state recepite le nostre richieste e ci auguriamo che avvenga presto anche con altri comuni. Quello che possiamo dire allo stato attuale è che sarà una ripartenza lenta e progressiva”, riflette il presidente di Fipe che sul coprifuoco ha un parere contrario rispetto a quello di Toti, il quale, insieme ad altri presidenti di regione ha chiesto al governo di prolungarlo: “Dopo sei mesi di chiusura non penso che il problema sarà andare a cena mezz'ora prima, e mi auguro che se uno verrà fermato alle 22.20 con in mano lo scontrino per dimostrare che sta tornando dal ristorante, non verrà sanzionato”.

Francesco Li Noce

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