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Cronaca | 20 aprile 2021, 08:05

Sanremo: padre e figlia arrestati dalla Gdf per usura, avevano prestato soldi al tasso del 29% a due coniugi

I due avevano approfittato del bisogno dei coniugi, che avevano fatto un investimento in Costa Azzurra. Ora padre e figlia sono in stato di arresto ai domiciliari. Sequestrati oltre 200mila euro dai loro conti

Sanremo: padre e figlia arrestati dalla Gdf per usura, avevano prestato soldi al tasso del 29% a due coniugi

Gli agenti del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Imperia, coordinati dalla Procura della Repubblica di Imperia e dal Sostituto Procuratore Salvatore Salemi, hanno arrestato (ai domiciliari) due persone per usura. I due avevano messo in atto il reato nei confronti di una coppia di coniugi di Sanremo, in difficoltà economiche.

Le indagini sono partite dalla denuncia dei due coniugi, che avevano dovuto chiedere prestiti a condizioni usurarie dopo l'acquisto di un immobile in Costa Azzurra (adibito ad albergo), con l'iniziale intento di subentrare nell'attività imprenditoriale. Il tentativo di subentro è però fallito e i due coniugi hanno deciso di dare vita ad un progetto di ristrutturazione dell'immobile per la creazione di appartamenti, che avrebbe dovuto essere attuato alla naturale scadenza del contratto di affitto con la società alberghiera.

Per finanziare l’impresa i coniugi si sono rivolti ad un istituto di credito che ha finanziato circa la metà dell'importo necessario mentre, per la restante parte, è stato chiesto l'apporto di risorse proprie per circa 400.000 euro. Non disponendo della somma e dovendo far fronte anche a sopraggiunte spese giudiziarie nate dal contenzioso con la società locataria dell'immobile acquistato, la coppia è finita così nelle mani dei due usurai, padre e figlia, che si proponevano come finanziatori privati.

Come ricostruito dalle indagini, in soli tre anni gli usurai hanno prestato la somma complessiva di 595.000 euro a tassi fino al 29% su base annua e, sfruttando lo stato di bisogno in cui nel frattempo erano sprofondate le vittime, generato dalla necessità di far fronte al mutuo bancario ed alle spese giudiziarie, le hanno anche convinte a firmare una serie di negozi giuridici che servivano, da un lato, a giustificare formalmente i trasferimenti di denaro mascherando gli interessi usurari e, dall'altro, a garantirsi dai mancati pagamenti, mediante l'iscrizione di ipoteche su beni immobili delle vittime, nel tempo strumentalizzate con numerose azioni giudiziarie eseguite presso le Autorità Giudiziarie civili sia italiane che francesi.

Al termine delle indagini e su richiesta della locale Procura della Repubblica, il Gip di Imperia ha disposto la misura cautelare per padre e figlia il 13 aprile scorso. Sono anche sequestrati, sui conti correnti degli indagati, 207.000 euro quale profitto del reato, consistente negli interessi usurari pagati dalle vittime e negli ulteriori vantaggi usurari conseguibili dall'esecuzione forzata degli immobili.

L'operazione testimonia l'impegno costante della Guardia di Finanza a tutela degli imprenditori e delle persone in difficoltà economiche che, soprattutto in questo difficile momento causato dall'emergenza epidemiologica in corso, corrono il rischio di essere vittime di usura.

Redazione

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