La Liguria è pronta a recepire il nuovo piano vaccini nazionale. Ne ha dato conferma il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti nel quotidiano punto di aggiornamento sull'andamento del Covid.
Le modifiche di approccio al vaccino saranno al centro della conferenza Stato-Regioni in programma giovedì. Nel corso dell'incontro il Ministro della Salute Roberto Speranza presenterà le modifiche che dovranno essere discusse e poi integrate.
"Ci stiamo lavorando. - spiega il presidente Toti riferendosi al nuovo piano - Giovedì mattina in conferenza delle regioni arriverà la proposta nuovo piano strategico vaccinale. Abbiamo già recepito le linee guida su cui sta lavorando il Ministero".
Un cambiamento dettato dalle modifiche comunicate da Aifa e Governo sul vaccino AstraZeneca. "I medici di medicina generale vaccineranno i vulnerabili e fino a 69 anni, anziché fino a 65 anni, perchè viene allargata la fascia di AstraZeneca. Alisa ha dato comunicazione a tutte le ASL per diramare la variazione a tutti i medici di medicina generale. Le novità potevano essere pensate prima e con grande sforzo ci stiamo adattando" - commenta Toti.
Quindi che cosa cambierà? L'ha anticipato il presidente Toti, introducendo le possibili modifiche nazionali: "La fascia dei 70 - 79enni che fino a ieri pomeriggio, avrebbero dovuto aspettare Pfizer e Moderna, in coda agli ultraottantenni, andrà vaccinata con AstraZeneca. Aspettiamo comunque il via libera definitivo dalla conferenza Stato Regioni di giovedì. Se tutto questo verrà confermato nel nuovo piano di vaccinazione nazionale dal 17 marzo, attraverso il sistema di vaccinazione di liguria Digitale, quindi con sportelli Cup e telematico 'Io mi vaccino', potranno prenotarsi le persone tra i 75 e i 79 anni che inizieranno le vaccinazioni a partire dal 22 marzo. Dal 23 marzo, potranno prenotarsi coloro che hanno tra i 70 e i 74 anni, con le stesse modalità già viste per gli over 80. Ovviamente non con i medici di medicina generale".
Ulteriori novità sono attese nella giornata di domani con due importanti riunioni. "Le farmacie che si sono attrezzate e sono pronte a dare il loro contributo attraverso spazi appositi, in presenza di medici, saranno in grado di intervenire dalla metà di marzo con un numero importante di vaccini. Così come stiamo lavorando all'accreditamento delle strutture private. Stiamo lavorando a un protocollo che coinvolga sanità privata e farmacie" - sottolinea Toti.
Un impegno che si riassumerà così: "...i 25- 28mila vaccini del servizio sanitario regionale, i 20mila circa vaccini dei medici di medicina generale settimanali, più un ulteriore sforzo della nostra sanità e i vaccini dei farmacisti e della sanità privata potranno mettere in campo, intorno alle 15mila dosi a settimana, attraverso questo sforzo raggiungeremo i 60mila vaccini alla settimana nel corso del mese di marzo. Uno sforzo straordinario per una regione con un 1milione e 600mila abitanti".
Intanto oggi è stato anche il primo giorno di prenotazioni con l'introduzione del canale dei medici di medicina generale. Bilancio in bianco e nero. "Ha funzionato piuttosto bene nella maggior parte dei casi. 5.200 i pazienti già presi in carico. Alcuni ultrafragili, quindi vaccinabili solo con Pfizer o Moderna. 3600, sono i prenotati negli hub dei centri dei medici di medicina generale che apriranno lunedì prossimo - ricapitola il presidente - Abbiamo avuto la rassicurazione dal Ministro Speranza che le quote di vaccini andranno ad aumentare".
"Purtroppo ci arrivano segnalazioni di medici che non dicono di non sapere nulla, o spengono i telefono, oppure dichiarano che la loro reperibilità è limitata ad alcuni orari al giorno. È un comportamento che inficia ingiustamente lo sforzo di una categoria. Un comportamento scandaloso visto che Regione ha fornito loro tutorial e tutte le indicazioni per le modalità di accesso al servizio e come trattare i pazienti, gli hub di vaccinazione e il personale dedicato. - denuncia il presidente Toti - L'ha fatto attraverso la rete più capillare possibile. Non credo non esista un medico di medicina generale se non per sua negligenza grave che non conosca i suoi compiti. Evitiamo che il comportamento scorretto di pochissime persone infici lo sforzo gigantesco di un'intera categoria".















