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Attualità | 04 marzo 2021, 14:20

Sanremo: categorie sul piede di guerra, chiedono ristori a Regione e difendono l'operato del sindaco (foto e video)

Al centro del confronto, il passaggio da zona gialla ad arancione rinforzata, in pochi giorni, su decisione regionale, a fronte del peggioramento della diffusione del Covid.

Sanremo: categorie sul piede di guerra, chiedono ristori a Regione e difendono l'operato del sindaco (foto e video)

Questa mattina accesa discussione tra le categorie del commercio di Sanremo e Regione per la richiesta di ristori. Toni forti quelli usati nell'incontro in Comune alla presenza del sindaco Alberto Biancheri e di: Andrea Di Baldassare e Gualtiero Maragni (Confcommercio), Olmo Romeo (CNA), Domenico Alessi (Confesercenti), Marco Ventimiglia e Gianmarco Bella (Confartigianato), Roberto Berio (Sanremo On). Dai rappresentanti del mondo economico locale l'unanime giudizio positivo sull'operato del primo cittadino matuziano che '... si è battuto come un leone per la causa'. 

Al centro del confronto, il passaggio da zona gialla ad arancione rinforzata, in pochi giorni, su decisione regionale, a fronte del peggioramento della diffusione del Covid. Le nuove restrizioni entrate in vigore da oggi e comunicate con 24 ore di preavviso dal presidente di Regione Liguria, sono arrivate come una doccia fredda sui locali sanremesi che speravano di poter lavorare nella settimana del Festival di Sanremo. 

Lunedì su Sanremo, come sul resto della Liguria, ad eccezione del distretto sanitario 1 (Ventimiglia - Ospedaletti) è scattata la zona gialla. Martedì, il presidente Toti, a fronte di una maggiore circolazione del virus, ha deciso di estendere le restrizioni anche al distretto sanitario 2 della provincia di Imperia, quindi da Sanremo a Santo Stefano al Mare. 

Un problema per la città dei fiori. Gli imprenditori dei locali di Sanremo, all'indomani della comunicazione di Regione, ieri, hanno trascorso la giornata a bloccare ordini di merce e avvisare i clienti che avevano prenotato. Il risultato: da oggi bar e ristoranti sono chiusi; eccezion fatta per l'asporto o il delivery. Un durissimo colpo all'economia locale. 

In un primo momento, ieri pomeriggio, si è diffusa l'ipotesi che le attività fossero intenzionate a chiedere ristori immediati al Comune di Sanremo, sfruttando parte dei 5 milioni, della convenzione con la RAI. Durante il confronto in municipio, le associazioni hanno chiesto un ristoro rivolgendosi non a palazzo Bellevue ma a Regione Liguria, ritenendola responsabile per il danno subito.

LE REAZIONI AL TERMINE DELL'INCONTRO

Tantissime le attività su Sanremo toccate dal problema della chiusura e quindi risulta impossibile fare una stima precisa del danno patito. Così le categorie hanno chiesto un parametro di raffronto, considerando il fatturato della settimana festivaliera 2020, rapportato con quella di quest'anno. Ipotizzando quindi che l'indennizzo sia pari al 50%, sulla differenza tra gli incassi del 2021 e dell'anno passato.

A margine ma ugualmente importante, gli imprenditori hanno chiesto l'attivazione di un tavolo di crisi per fare programmazione sulla gestione delle problematiche economiche legate alle chiusure. Un tavolo presieduto da Toti e chiamato 'Tavolo di crisi turismo, commercio e artigianato' da svolgere una volta al mese che veda la partecipazione di almeno un rappresentante di ogni categoria. 

Le richieste sono state presentate direttamente al presidente di Regione Liguria, Giovanni Toti, collegatosi in videocall da Genova. A fronte delle perdite lamentate dalle categorie, Regione ha manifestato la propria disponibilità ad andare incontro alle esigenze dei ristoratori, supportando il Comune di Sanremo su specifiche misure di sostegno che intendesse adottare oppure avviando rapidamente un confronto con le associazioni di categoria a livello regionale per trovare un sistema di ristori che, applicabile in tutta la Liguria e coerente con il quadro normativo nazionale, sia maggiormente efficace in presenza di aperture e successive chiusure ravvicinate e motivate dall’andamento della curva epidemiologica di diffusione del Covid-19 su un determinato territorio. Il governatore ha sottolineato infatti che quando accaduto a Sanremo, con il passaggio, lunedì scorso, dalla zona arancione alla zona gialla decisa dal governo per tutta la Liguria e la successiva ordinanza regionale non rappresenta un’eccezionalità ma è già accaduto e potrebbe nuovamente accadere in funzione dell’andamento della pandemia da Covid-19.

Questo primo confronto potrebbe non soddisfare molti imprenditori. Questa mattina prima dell'inizio dell'incontro si era diffusa la voce di una possibile protesta contro l'arrivo del governatore ligure in città, domani. 

Carlo Alessi

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