L'immagine del mercato coperto di Ventimiglia è l'emblema di una situazione ormai sempre più alla deriva. Il clima di frustrazione e sconforto accompagna i commercianti continuamente più del sole o della pioggia di oggi.
Molti banchi assenti, circa un centinaio e dunque almeno un terzo in meno. Clienti nemmeno a parlarne. I francesi che tentano di entrare in Italia e respinti alla frontiera dalle forze dell'ordine non sono altro che l'esempio di una risorsa commerciale che da mesi non arriva. Se nelle settimane scorse sì è tanto discusso della libertà di spostamento per i francesi attraverso il confine, oggi più che mai si confermano i veri assenti del giorno.
In molti quindi non partecipano al mercato del venerdì per non andare in perdita, come afferma il portavoce degli operatori, Fabrizio Sorgi: “È frustrante non poter raggiungere il posto di lavoro per non andare in perdita. Cerchiamo di limitare i danni. I francesi che tentano di raggiungerci vengono respinti alla frontiera. È giusto che ci siano i controlli in questo periodo specialmente in cui sono state individuate anche delle varianti del virus, la sanità pubblica prima di tutto, ma lo Stato deve sostenerci con sgravi fiscali e parleremo anche con l'amministrazione della situazione che viviamo. Anche le attività connesse al mercato, come bar e punti ristoro, offrono un servizio soltanto a noi ambulanti. A fine mercato non lavorano più. C'è bisogno di un programma a lungo termine per la nostra categoria. In queste condizioni non siamo in grado di sostenerci e le spese ci sono”.
La situazione degli esercenti resta la medesima delle settimane scorse, dunque immutata e drammatica. Si confida nella campagna vaccini affinché possa alleggerire la pesante condizione economica di questi lavoratori che continuano a non vedere spiragli di luce nel loro futuro.














