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Economia | 22 settembre 2020, 18:09

Ingressi dalla Francia solo per lavoro o necessità: ecco tutti i particolari, preoccupazione dei commercianti

Di Baldassare e Trucchi (Confcommercio): “Situazione pericolosa dopo la parentesi estiva”. L'Amministrazione chiede l'interpretazione del Dpcm del 7 agosto che consente gli spostamenti a scopo turistico o commerciale.

Andrea Di Baldassare (Confcommercio)

Andrea Di Baldassare (Confcommercio)

Al termine di una convulsa giornata, forse si riesce a fare un po’ di chiarezza sull’ordinanza firmata dal Ministro Speranza, che estende l’obbligo di test molecolare o antigenico ai cittadini provenienti da Parigi e altre aree della Francia, tra cui anche la Costa Azzurra e le Alpi Marittime.

Il provvedimento è in linea con quelli già firmati la scorsa estate per chi proviene da Spagna, Malta, Croazia e Grecia ed è entrato in vigore oggi con prosecuzione fino al 7 ottobre. In pratica per chi soggiorna o transita in questi paesi (e quindi anche in Costa Azzurra) dovrà presentare l’attestazione di essersi sottoposto, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, ad un test molecolare o antigenico (tampone) risultato negativo. Avrà l’obbligo di sottoporsi ad un test entro 48 ore dall’ingresso sul territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento e, in quel lasso di tempo dovrà rimanere a casa.

La procedura non viene applicata a chiunque (indipendentemente dalla nazionalità) fa ingresso in Italia per un periodo non superiore alle 120 ore per comprovate esigenze di lavoro, salute o assoluta urgenza, con l’obbligo, allo scadere del termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario. A chiunque (indipendentemente dalla nazionalità) transita, con mezzo privato, sul territorio italiano per un periodo non superiore a 36 ore, con l’obbligo, allo scadere del termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento (si tratta di mero transito e non di soggiorno pertanto prevede l'attraversamento del territorio italiano al fine di uscirne per raggiungere la destinazione finale). 

Tra le eccezioni anche il personale sanitario in ingresso in Italia per l'esercizio di qualifiche professionali sanitarie, i lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita dal territorio nazionale per comprovati motivi di lavoro e per il conseguente rientro nella propria residenza, al personale di imprese ed enti con sede legale o secondaria in Italia per spostamenti all'estero per comprovate esigenze lavorative di durata non superiore a 120 ore, ai funzionari e agli agenti, comunque denominati, dell'Unione europea o di organizzazioni internazionali, agli agenti diplomatici, al personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche, ai funzionari e agli impiegati consolari, al personale militare nell'esercizio delle loro funzioni. Sono esenti anche gli studenti per la frequenza di un corso di studi in uno Stato diverso da quello di residenza, nel quale ritornano ogni giorno o almeno una volta la settimana.

"Questa procedura - sottolinea l'Amministrazione - se applicata a tutti, come si sente dire dalle notizie che circolano, in un territorio di frontiera, creerebbe incredibili disagi ai lavoratori frontalieri e alle attività commerciali. Riteniamo che la Prefettura possa approfondire e avvallare, se del caso, l'interpretazione più favorevole che se asintomatici dette restrizioni non si applicano per i casi previsti e specificatamente:
- ai lavoratori transfrontalieri
- a soggetti italiani o stranieri che transitino nel territorio nazionale  per  un  periodo non superiore alle 36 ore (a scopo turistico o commerciale);
- agli studenti per la frequenza nello stato diverso da quello di abitazione o dimora con rientro ogni giorno o almeno una volta la settimana. Attendiamo rassicurazioni sull’esattezza di quanto suesposto per poter dare una corretta informazione ai cittadini e agli ospiti della città di Ventimiglia".

Il blocco agli ingressi dalla Francia se non per lavoro o motivi di necessità (leggi la notizia cliccando QUI) sta destando comprensibile preoccupazione tra gli operatori del tessuto economico ponentino. Anche Andrea Di Baldassare per Confcommercio Sanremo non nasconde l’apprensione per quello che potrebbe essere un secondo periodo nero dopo il lockdown di primavera.

È un disastro specie se calcoliamo che ci sono economie, come ambulanti o alberghi, che hanno ricadute sul commercio vivono proprio con la clientela francese - commenta ai nostri microfoni Di Baldassare - il covid sta dando un’altra prova della sua forza e sta di nuovo mettendo in ginocchio l’economia del territorio. Tranne la parentesi estiva di due mesi siamo di nuovo alle prese con un disastro annunciato, ma ora la situazione è alquanto pericolosa. Ci incontreremo al più presto per studiare un’azione, ma si può fare poco, non è una decisione che spetta a noi. Dobbiamo seguire le regole e le restrizioni - conclude Di Baldassare - l’unico aiuto può arrivare dalla politica che deve essere sensibilizzata sotto questo aspetto, questa parentesi di due mesi non ha aiutato le aziende. C’era stato il blocco dei mutui e delle tasse, ma ora le ritroveremo da pagare”.

Sul caso è intervenuto anche il presidente di Confcommercio di Ventimiglia, Dario Trucchi, che ha commentato in modo drastico una situazione che potrebbe diventare davvero difficile: “Ora mi confronterò con i vertici provinciali, ma se tutto venisse confermato sarebbe una vera e propria tragedia sul piano economico, per Ventimiglia e tutta la nostra provincia. Viene dato un colpo all’economia con il quale non si muore di Covid ma di fame. Io sono favorevole alle misure restrittive per contenere il virus, ma allora mettiamo al confine i militari con il termoscanner per misurare la febbre a chi passa. Altrimenti, anche con il tampone, non si risolve nulla. Ora attendo la conferma dagli uffici, ma dobbiamo muoverci velocemente sul piano politico, perché perdere l’indotto francese significherebbe la chiusura di un sacco di attività. Chiediamo che la Regione emani un’ordinanza specifica per evitare che si possa rischiare di tornare al lock down”.

Pietro Zampedroni - Carlo Alessi

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