La cartomanzia ha salvato un equipaggio italiano superstite al naufragio della nave proveniente da Venezia, nel 1432.
Pietro Querini nobile veneziano noto nel commercio del vino e delle spezie, riuscì a tornare a casa sano e salvo assieme a 15 superstiti, riportando a casa lo stoccafisso, allora sconosciuto in Italia.
Il merluzzo essiccato nella maniera dei popoli scandinavi, non era conosciuto in Italia e al suo rientro Querini fu abile nel trarre un vantaggio economico da questo alimento.
Oggi, il risultato di questo naufragio è un classico della cucina italiana, il baccalà alla vicentina che ci ha uniti alla Norvegia attraverso due città: Rost e Sandrigo.
La storia della nave Querina
Per seguire la storia con ordine, dobbiamo dire che il nostro eroe, Pietro Querini, nel 1431 salpò con un equipaggio di 68 persone alla volta delle Fiandre, per vendere il suo carico composto da vino e spezie.
Querini, dopo aver affrontato diverse tempeste, si trovò con una nave disalberata in balia delle correnti, giunto ormai al largo dell’Irlanda, decise di dividere l’equipaggio su due scialuppe di salvataggio.
Della prima scialuppa (quella più piccola) non si ebbe alcuna notizia, mentre la lancia più grande riuscì dopo un mese ad approdare su un’isola deserta, quella di Sandøy vicina a Røst, attuale Norvegia.
Nell’approdare sull’isola, Querini arrivò stremato, con solo 15 marinai superstiti dei 67 iniziali, senza viveri, né bevande.
L’isola di Røst che fa parte dell’arcipelago delle Lofoten, è oggi un posto meraviglioso conosciuta per due cose: il sole di mezzanotte in estate e le Balene che popolano ancora questi mari e sono visibili a occhio nudo.
La cartomanzia e il salvataggio grazie alla popolazione autoctona
Se non fosse a questo punto intervenuta la cartomanzia, probabilmente non avremmo saputo più nulla di Querini, né del baccalà alla vicentina.
Infatti l’isola che era deserta, era una sorta di pascolo per le bestie della popolazione locale. I pastori norvegesi caricavano le mandrie sulle barche e le trasportavano di isola in isola per poter trovare il miglior nutrimento per le loro bestie.
In uno di questi trasferimenti alcuni capi di bestiame erano andati persi e il loro proprietario non si ricordava in quale isola li potesse aver lasciati.
Per poter rintracciare le bestie, essendo a quel tempo di grande valore, i norvegesi si rivolsero a un loro druido che praticava l’arte della chiaroveggenza e cartomanzia.
Attraverso la lettura di alcuni carte (simili agli attuali tarocchi), il cartomante indicò di cercare nell’isola di Sandøy i due capi persi; là avrebbe trovato il bestiame e ricchezza.
I norvegesi l’indomani, appena le condizioni del mare lo permisero, si recarono sull’isola di Sandøy, dove incontrarono i 16 italiani superstiti, ridotti a mangiare patelle in condizioni precarie.
Gli autoctoni sorpresi di aver trovato questi stranieri, li salvarono e li portarono nelle loro case, li vestirono e nutrirono fino a farli tornare sani; nella visita all’isola furono trovati anche i capi di bestiame indicati nella profezia del cartomante.
Da stoccafisso norvegese a Baccalà alla vicentina
Dopo 4 mesi di ospitalità gratuita e disinteressata, i norvegesi aiutarono i veneziani a tornare a casa, donandogli il pesce che loro pescavano in grandi quantità e conservavano con il sale per lunghi periodi, il merluzzo.
Questo alimento, conservato in questo modo, diventava perfetto per i lunghi viaggi e così esiccato prese il nome di stoccafisso.
Querini incredulo di essersi salvato grazie a cartomanzia e veggenti, tornò in patria passando prima per Londra e poi a cavallo, arrivando fino a Venezia, portando con sé il famoso e prelibato merluzzo essiccato.
Qua la cucina locale lo trasformò in baccalà e i Veneziani furono capaci di rendere questo alimento un prodotto essenziale per chi navigava in mare e una prelibatezza per chi lo voleva sulla terraferma.
Un isolotto, attiguo a Røst è stata rinominato “Isola di Sandrigo” in ricordo della cittadina veneta che celebra annualmente la Festa del Baccalà è in cambio, a Sandrigo, una piazza ha preso il nome di Røst.
Italia paese di santi, poeti e navigatori, che spesso hanno bisogno anche di un po’ di fortuna, o cartomanzia, come in questo caso














