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Cronaca | 09 giugno 2020, 12:06

Ventimiglia: più migranti in città che al Campo Roya ancora chiuso agli accessi dall'esterno, attesa per una decisione della Prefettura

Al momento sono 115 gli stranieri all'interno che hanno terminato la loro quarantena il 20 maggio. In molti bivaccano in giro in attesa di poter superare il confine. Arrivano dagli sbarchi ma anche dalla 'rotta balcanica'.

Ventimiglia: più migranti in città che al Campo Roya ancora chiuso agli accessi dall'esterno, attesa per una decisione della Prefettura

A Ventimiglia, come se non bastassero gli altri, cresce il problema dei migranti. In molti hanno notato una certa recrudescenza del problema, dettato dai primi sbarchi nel Sud Italia ma anche per molti stranieri arrivati nel nostro paese attraverso la cosiddetta ‘rotta balcanica’. Questi, infatti, hanno attraversato la frontiera con la Slovenia nella zona di Trieste, dove è stato allestito un campo per far fare loro la quarantena. Ma, una volta terminata, i migranti sono stati lasciati andare via e molti sono arrivati nel ventimigliese alla ricerca di una via di fuga verso il Nord Europa.

Molti ventimigliesi hanno lamentato la costante presenza di stranieri senza fissa dimora che vagano in città e che sono soprattutto presenti nella zona della stazione ferroviaria. Un problema che risiede nel fatto che il Campo Roya è chiuso ai nuovi arrivi, per il problema del Coronavirus. La quarantena per i 115 ospiti del campo è terminata il 20 maggio ed oggi possono entrare ed uscire senza problemi.

La questione risiede ora nel poter far entrare al campo i migranti arrivati negli ultimi tempi. La Croce Rossa, che lo gestisce, ha prospettato una serie di soluzioni alla Prefettura ed all’Asl, affinchè si possano riaprire le porte ai migranti in arrivo, in modo da alleviare la città dalla presenza degli stranieri. Una città che sta tentando di ripartire economicamente dopo il periodo di lock down.

Al momento, secondo fonti ben informate, il numero dei migranti che si muovono in città sarebbe decisamente superiore a quello degli stranieri all’interno del Campo Roya (115), che ricordiamo era arrivato ad ospitare centinaia di persone nei momenti più critici dell’emergenza. Ora spetta a Prefettura ed Asl, ovviamente, trovare un protocollo per consentire i nuovi ingressi, che consentirebbero un miglioramento delle condizioni a Ventimiglia dove, tra 6 giorni, si ricorderà (non certo in modo positivo) il quinto anniversario dalla prima emergenza, quando il tutto si scatenò tra la stazione e la famosa scogliera di Ponte San Ludovico.

Carlo Alessi

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