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Cronaca | 03 giugno 2020, 09:45

Sanremo: detenuto tenta di togliersi la vita, salvato dalla Penitenziaria. Pagani "Alla fortuna occorrono uomini e mezzi"

Il Segretario Regionale della UIL PA penitenziari della Liguria, Fabio Pagani racconta quanto accaduto all’interno del carcere di Sanremo domenica scorsa.

"Solo grazie al tempestivo, immediato e coraggioso intervento degli agenti penitenziari si è impedito che si realizzasse l’insano proposito"

 

Così il Segretario Regionale della UIL PA penitenziari della Liguria, Fabio Pagani racconta quanto accaduto all’interno del carcere di Sanremo domenica scorsa. Un detenuto 35enne di origine croate con fine pena 2025 ha tentato di togliersi la vita nella propria cella ed è stato salvato da morte certa. Ora si trova ricoverato presso Ospedale Imperia, Camera di Sicurezza.

"Non possiamo affidarci solo alla Polizia Penitenziaria,  alla  fortuna, occorrono uomini e mezzi, può succedere di tutto  – informa il Segretario Regionale – incontreremo la Direzione per un confronto sull’organizzazione del lavoro breve e  ci pare necessario che occorra riflettere sull’impiego delle risorse umane. Se il DAP non implementa l’organico bisognerà, gioco forza, rivedere le assegnazioni di poliziotti penitenziari negli Uffici e nei servizi complementari. Benchè anch’essi siano essenziali alla vita dell’istituto in questo momento è preminente rinforzare le prime linee".

"Vogliamo ricordare che a Sanremo  l’organico previsto dai decreto ministeriale dovrebbe essere di 201  unità di Polizia Penitenziaria,  ne sono, invece, assegnate 170. Alla fine per garantire i servizi operativi essenziali restano poche unità. Troppo poche! Assolutamente inadeguate a garantire i livelli minimi di sicurezza, ancor più in considerazione – conclude Pagani - che attualmente sono ristretti 265 detenuti in una struttura che potrebbe al massimo contenerne 219, inoltre con estremo rammarico dobbiamo evidenziare che a Sanremo continuano ad arrivare gli arrestati ma Sanremo è una Casa di reclusione. Anche in questi numeri c’è la ragione delle violenze che registriamo quotidianamente".

Redazione

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