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Attualità | 14 maggio 2020, 14:11

Bordighera: festa di Sant'Ampelio in tono minore e Messa a porte chiuse, l'Omelia del Vescovo Suetta (Video)

Di fronte a pochi fedeli, al Sindaco Vittorio Ingenito ed al Comandante della Municipale Attilio Satta, il Vescovo ha parlato agli astanti ed ai bordigotti collegati via Internet

Bordighera: festa di Sant'Ampelio in tono minore e Messa a porte chiuse, l'Omelia del Vescovo Suetta (Video)

Messa a porte chiuse, questa mattina a Bordighera per la festività di Sant’Ampelio, officiata dal Vescovo della Diocesi, Mons. Antonio Suetta.

Di fronte a pochi fedeli, al Sindaco Vittorio Ingenito ed al Comandante della Municipale Attilio Satta, il Vescovo ha parlato agli astanti ed ai bordigotti collegati via Internet. “Penso alla situazione limitante e un po’ triste, in cui quest’anno celebriamo la festività di Sant’Ampelio, una cornice che ovviamente non ci piace e che avremmo voluto evitare. Ma se vogliamo accostare questo momento all’approccio dell’apprensione diffuso tra tutti, non possiamo e non vogliamo dimenticare tutti coloro che sono stati pesantemente coinvolti. Penso ai morti, a chi piange i cari, a quelli che hanno vissuto la malattia e chi è ancora malato. Ma anche alle ricadute occupazioni e sociali che la pandemia sta creando. Dobbiamo considerare anche un altro aspetto, quella spinta alla reazione che si è espressa soprattutto come fiducia, speranza e buona volontà e solidarietà verso gli altri. C’è un ulteriore approccio sul quale vorrei soffermarmi, quello sapienziale. La lettura delle cose, che deve andare oltre la materialità e la contingenza dei fatti, che ci assalgono con il carattere dell’urgenza. Dobbiamo reagire con prontezza ai pericoli che incombono e penso che tutti, con i vari aspetti di responsabilità, si stanno facendo con buona volontà. C’è anche un aspetto che chiede un po’ più di calma, raccoglimento e riflessione: questo approccio ci consente oggi di accostare la figura e la testimonianza di Sant’Ampelio, quella che è stata la sua nota caratteristica, nell’umanità e santità. Lui è stato fondamentalmente un eremita e noi, in questo periodo, abbiamo sperimentato per necessità e non per scelta, a tratti una vita simile. Il distanziamento sociale, che impedisce tanti momenti di condivisione nelle modalità a cui eravamo abituati, ci fa sperimentare quella forza interiore che la vita eremitica richiede ed esprime”.

“Dobbiamo pensare al momento che stiamo vivendo – prosegue il Vescovo - come arricchiti non solo dall’intercessione di Sant’Ampelio ma siamo attirati dalla sua figura, che ha qualcosa di speciale e che potremmo tradurre nel proverbio ‘non tutto il male vien per nuocere’. Ovvero fare in modo che, anche le situazioni critiche e negative, possano produrre nella nostra vita, frutti di bene se sappiamo cogliere il tesoro nascosto, ovvero questa dimensione sapienziale delle cose che ci ha costretto a fare un inventario della nostra vita. Una vita ingombrata da occupazioni, progetti, responsabilità ed altro ma, molto spesso anche senza colpa, tendono a debordare e diventare infestanti. Ci sono tante realtà nella nostra vita e, anche cose buone tendono a prendere il sopravvento come ci ha ricordato il Papa nell’esempio del ‘correre’ e dalla ‘frenesia’ che segnano la nostra vita”.

“Forse – prosegue il Vescovo – l’aver rallentato la nostra esistenza non deve essere considerato totalmente negativo. Può aver provocato situazioni spiacevoli ma, forse, il fare un inventario della nostra vita per capire bene cosa sia essenziale e cosa sia accessorio e rimandato, credo che sia una grazia, anche se la situazione che stiamo vivendo rimane pericolosa, perché la pandemia non è una cosa buona. Spesso pensiamo che la vita torni come prima, ma mettiamo ordine e non portiamo più con noi quello che pensiamo sia stato per noi una zavorra”.

Redazione

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