"Stimatissimo Direttore,
- in questi giorni difficili, nuovi, e diversi che ci costringono (giustamente) a casa come difesa da questo morbo del secondo millennio;
- in questi giorni dove ci riscopriamo italiani senza la necessaria spinta calcistica;
- in questi giorni dove, forse, iniziamo a capire il vero significato di Libertà, quella Libertà per la quale i nostri padri e nonni hanno dato la vita per farcene disporre;
- in questi giorni dove la retorica si spreca e dove il realismo lascia intendere che quando tutto sarà finito (si spera presto) tutto tornerà come prima: dimentichi di ciò che abbiamo superato, dei sacrifici di tutto il Personale Sanitario, degli errori decennali di programmazione politico-sociale;
- in questi giorni la mia riflessione conduce alla domanda: perché anziché percorrere le vie cittadine con l'Inno d'Italia, non si è pensato che le istituzioni si sarebbero rese più presenti con automezzi atti alla disinfezione delle vie, lasciando all'educazione e alla cultura individuale il sentimento di patriottismo e di orgoglio nazionale?
La ringrazio per l'attenzione e mi scuso della inopportuna polemica in questo momento .
Gilberto Buonsignore".
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