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Attualità | 13 dicembre 2019, 11:47

Imperia: protestano i pensionati davanti alla Prefettura: "Vogliamo risposte dal governo o continueremo la mobilitazione" (foto e video)

Protestano i pensionati della provincia di Imperia che questa mattina si sono ritrovati in sit in davanti alla prefettura, prima di incontrare il prefetto Alberto Intini a cui hanno consegnato un documento con le richieste da portare al governo per la modifica della manovra che attualmente non prevede alcune tutele che i pensionati rivendicano

Imperia: protestano i pensionati davanti alla Prefettura: "Vogliamo risposte dal governo o continueremo la mobilitazione" (foto e video)

Protestano i pensionati della provincia di Imperia che questa mattina si sono ritrovati in sit in davanti alla prefettura, prima di incontrare il prefetto Alberto Intini a cui hanno consegnato un documento con le richieste da portare al governo per la modifica della manovra che attualmente non prevede alcune tutele che i pensionati rivendicano.

La manifestazione di oggi – spiega Mario Ivaldi (Fnp Cisl) si svolge, come in tutte le città d’Italia in questa settimana di mobilitazione dei pensionati perché vogliamo rendere più visibile la nostra protesta nei confronti della finanziaria dove mancano i contenuti che noi vogliamo. I nostri obiettivi sono principalmente tre, li abbiamo consegnati al parlamento e al governo tramite tre emendamenti specifici. Riguardano la richiesta di una legge quadro sulla non autosufficienza, per la quale stiamo raccogliendo le firme a sostegno, pensiamo che di fronte a questo grave problema ci debba essere una legge quadro nazionale che fissi dei criteri base validi per tutto il territorio, perché oggi non tutti i pensionati e non tutti i cittadini sono uguali di fronte a questo problema.



La seconda questione riguarda le pensioni basse, quindi la quattordicesima che per noi è lo strumento che riconosce alle pensioni da contributi un incremento annuale che oggi è dato a chi ha solo fino a mille euro lordi al mese. Pensiamo che ci si possa spingere a 1250. La terza questione è la rivalutazione, l’avevamo già ottenuta, era già stata applicata, il governo ce l’ha scippata lo scorso anno a maggio chiedendo indietro anche gli arretrati. Vogliamo recuperare quel criterio di equità per cui fino a sette volte il minimo, e non solo fino a quattro ci sia la piena rivalutazione, e che il decalage successivo non sia inferiore al 75%, perché parliamo di pensioni da contributi, quindi di salario differito che i lavoratori si sono costruiti nel tempo
”.

Incontreremo il prefetto – spiega Enrico Torelli (Spi-Cgil) per far valere le nostre ragioni. Bisogna dire che i pensionati non sono invisibili, siamo tanti, siamo forti e siamo mobilitati. Abbiamo fatto le manifestazioni a Roma e stiamo facendo quelle territoriali per dire le ragioni delle nostre proteste, e dicendo anche dove si possono prendere i soldi che si possono prendere combattendo fortemente l’evasione fiscale, che in questo Paese, come ha detto il presidente Mattarella, ammonta a oltre 100 miliardi di euro. È una cosa indegna e lo dicono i pensionati che pagano fino all’ultimo euro le tasse. O riusciamo a ritornare un Paese normale, oppure bisognerà continuare le mobilitazioni”.

La manifestazione di oggi ha un senso, sia per i pensionati sia in generale. – spiega Angelo Bellafatti (Uil pensionati) - Da anni Cgil, Cisl e Uil dicono che la previdenza deve essere separata dall’assistenza, e lasciare libero il fondo previdenziale Inps. Altra questione quella pertinente ai pensionati che sono stanchi di essere il bancomat dei vari governi: le quattordicesime non arrivano, le rivalutazioni bloccate, i costi di defiscalizzazione che sono ripartiti in maniera diversa. Siamo determinati, andiamo avanti e questa volta penso che se non ci saranno risultati continueremo a oltranza nelle iniziative”.

Francesco Li Noce

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