Doppio passaggio dal grande valore politico e amministrativo questa mattina in Comune a Sanremo per il destino di Rivieracqua. L’ultima Assemblea dei Sindaci prima della presentazione del concordato in tribunale (il prossimo 10 settembre) ha votato con larga maggioranza il bilancio 2018 che attesta una perdita di circa 2 milioni e 100 mila euro con conseguente miglioramento rispetto a quella di 6 milioni dell’esercizio 2017. Al netto della nuovo segno meno il debito complessivo di Rivieracqua ammonta a circa 26 milioni, ma da settembre tutto potrebbe cambiare.
Negli indirizzi forniti dal tribunale per dare un futuro alla società e al servizio di acqua pubblica in provincia di Imperia c’è il conferimento di Amaie e Secom, pratiche che i rispettivi Comuni di Sanremo e Taggia affronteranno già nei prossimi giorni con la convocazione dei consigli comunali. L’ingresso delle de società darà linfa nuova a Rivieracqua e permetterà di costruire solide fondamenta per l’immediato futuro. Poi lo ste fondamentale della tariffa unica, l’obiettivo iniziale che sta alla base della stessa costituzione di Rivieracqua.
Per quanto riguarda il nodo dei costi indiretti (circa 2 milioni e 900 mila euro) se ne parlerà nel 2020 quando dovrà essere approvato il bilancio 2019 e saranno coperti proprio grazie alla tariffa unica.
Dopo l’Assemblea il presidente del Cda di Rivieracqua Gian Alberto Mangiante ha spiegato: “L’approvazione era un passaggio fondamentale perché consente ai Comuni di andare in consiglio comunale per portare all’udienza del 10 la documentazione che attesti l’avvio del percorso concordatario. Il nuovo piano prevede l’aggregazione da parte dei gestori cessati e questo fa traguardare il raggiungimento della tariffa unica d’ambito”
“È stata l’ultima assemblea prima del concordato dell’11 settembre, abbiamo voluto portare a termine un percorso importante con un bilancio che oggi è stato approvato con larga maggioranza in un’assemblea che finalmente aveva il quorum - ha dichiarato il sindaco di Sanremo Alberto Biancheri - un segnale positivo che dà una forza e una voglia di continuità per questa società. Il Comune di Sanremo crede e vuole continuità, nel concordato si parla di un’azienda pubblica al 100% e, per dare più forza e per rispettare l’impegno preso, andrà la prossima settimana in consiglio comunale per conferire il ramo idrico in Rivieracqua e passerà in società al momento dell’omologa. Chiederemo un incontro con il presidente Toti e con il futuro commissario, la futura assemblea dovrà delineare gli indirizzi. Noi no diciamo “no” ai privati, ma portiamo avanti gli atti che erano rimasti indietro”.
“Finalmente è emersa un’assemblea dei sindaci con un mandato chiaro al Cda, i sindaci hanno ribadito la volontà che la regia di Rivieracqua rimanga ai sindaci - ha proseguito Mario Conio, sindaco di Taggia - vogliamo portare avanti una Rivieracqua pubblica e tutte le altre sono solo ipotesi. Ora ci sono i Comuni che si mettono in gioco, Sanremo ha annunciato il conferimento di Amaie e Taggia farà altrettanto dopo un percorso con i soci Secom. Ringrazio tutti i sindaci soci di Secom, dopo una discussione anche sofferta è maturata la volontà di sostenere con forza la società. Andiamo avanti con il conferimento ma lo facciamo in una società pubblica, oggi non vogliamo nemmeno sentir parlare di Piano B. Serve un confronto chiaro e schietto sia con Toti. A queste condizioni Taggia continua il suo percorso”.
“Le linee di indirizzo del lavoro del commissario devono portare nella stessa direzione tutti coloro che sono stati commissariati, di pagare le quote e di subentrare nell’ambito” ha spiegato il sindaco di Vallecrosia Armando Biasi.
Soddisfazione anche dalle parole di Giacomo Chiappori, sindaco di Diano Marina: “Oggi c’è stata una svolta politica, una stretta di mano dei sindaci con una parte di essi che hanno più potere e con il loro conferimento danno valore a Rivieracqua. Ci vedremo con Toti per spiegare che non vogliamo soci privati, una società che ha l’acqua a 0,15 euro nei tubi non può fallire. Oggi manca ancora una parte importante che è Imperia, con Amat che non ha più i titoli per gestire l’acqua ma lo fa. Ecco cosa chiederemo al commissario. Perché, per esempio, Bordighera non entra? C’è bisogno di un commissario che dica come si deve fare. Oggi è uscito un atto politico altrimenti forse non avremmo approvato il bilancio”.















