Da quasi settant’anni ci accompagna nelle fredde serate d’inverno con il meglio del panorama musicale e canoro italiano: è il Festival della canzone italiana, più comunemente noto come Festival di Sanremo, dal nome della località ligure in cui ha luogo. Dal 1951, il Festival ha rappresentato un palcoscenico e un trampolino di lancio per i migliori artisti italiani, come Domenico Modugno, Iva Zanicchi, Toto Cutugno, Al Bano e Romina Power, Gianni Morandi, Enrico Ruggeri, Andrea Bocelli, Francesco Renga, Emma, Marco Mengoni, e tanti altri cantanti e cantautori che portano alta la bandiera della musica italiana nel mondo. La conduzione del Festival passa di mano in mano, con ogni edizione che conferma o meno il direttore artistico precedente. Quest’anno si riconferma per acclamazione popolare Claudio Baglioni, che sarà alla testa dell’edizione 2019.
Sanremo si rinnova
Baglioni l’innovatore. Così lo potremmo definire. Nell’edizione 2018 del Festival – che è stato sponsorizzato unicamente da TIM - ha voluto introdurre una serie di novità per presentare al pubblico un festival rinnovato e più equo. Nessuno dei concorrenti sarebbe stato eliminato in corso d’opera, ma avrebbe gareggiato fino all’ultima serata; la durata delle canzoni sarebbe stata estesa ai quattro minuti; i concorrenti non avrebbero più cantato delle cover, ma avrebbero duettato con altri artisti. Quest’aria di cambiamento sembra soffiare ancora, poiché per l’edizione 2019 Claudio Baglioni, riconfermato nel suo ruolo, ha già lanciato la sua proposta: eliminare le categorie Big e Giovani, o in altre parole, cantanti affermati e stelle nascenti.
Largo ai giovani
La direzione artistica di Baglioni non esaurisce il suo potenziale creativo. Forse proprio per questa ragione, e alla luce del successo registrato a Sanremo 2018, la RAI l’ha rivoluto a tirare le fila del festival della musica italiana di maggiore prominenza e prestigio. Anzitutto, per volere del direttore Baglioni, l’edizione 2019 potrebbe svolgersi una settimana più tardi del consueto, per mettere a punto la macchina organizzativa. Tuttavia, la maggiore novità della prossima edizione è la separazione tra Sanremo Big e Sanremo Giovani. Baglioni vuole così dare più spazio ai giovani e investire di più sulle nuove proposte, che non gareggeranno nel festival come categoria a parte, ma avranno un Sanremo dedicato esclusivamente a loro.
Un appuntamento da non perdere
Con questo nuovo formato, le nuove proposte potranno far ascoltare al grande pubblico i propri pezzi durante una settimana apposita nel periodo prenatalizio. Per ora, sono stati pensati sei appuntamenti: quattro di questi saranno preserali e due in prima serata (il 20 e 21 dicembre). Sanremo Giovani sarà trasmesso sempre su RaiUno, ma anche, in contemporanea, su Radio 2. Saranno 24 i talenti con meno di 36 anni che potranno esibirsi e far valere le proprie doti canore. Purtroppo, però, solo due di questi saranno decretati vincitori e meritevoli di gareggiare al pari degli Artisti - o Big – all’interno del tradizione Festival di Sanremo a metà febbraio. Questa scelta mira a offrire agli astri nascenti della musica italiana lo spazio di qualità che si meritano, e al pubblico un’altra avvincente gara in cui tifare per il proprio preferito.
Sanremo e la ricerca dei talenti
La vocazione di talent scout è sempre stata parte integrante del Festival, che ha lanciato sul panorama internazionale molti talenti italiani. Ricorderemo Andrea Bocelli, cantante lirico che vinse il Festival nel 1994 a 35 anni con Il mare calmo della sera, scritta da Zucchero e Gloria Nuti, e che si è imposto sulla scena internazionale cantando con artisti del calibro di Luciano Pavarotti, Christina Aguilera, Stevie Wonder e Céline Dion. O come lui, Eros Ramazzotti, Laura Pausini, Arisa o Raphael Gualazzi. Cos’hanno in comune questi campioni? Secondo l’analisi svolta da Betway Casinò su 236 vincitori di vari ambiti – musica, cinema e sport –, la determinazione e il duro lavoro sono gli ingredienti base, ma il talento svolge un ruolo importante, come rivela anche Focus. Tuttavia, sembrano esserci altri fattori ricorrenti, come la giovane età – una media di 32 anni, che si abbassa nel caso dello sport –, l’essere nati di martedì e sotto il segno del cancro, e avere famiglia con un figlio.
Vero o no, rimane che il solo talento non basta; va accompagnato da dedizione, impegno e ambizione per poter sfondare in qualsiasi settore. Altrettanto vero, però, è che il talento ha bisogno di essere scoperto. E il Festival di Sanremo è qui per questo.














