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Politica | 30 ottobre 2017, 12:36

Sanremo: esposto del MoVimento 5 Stelle sul rio “Ciuvin”: “Si ipotizza discarica abusiva reiterata nata nel tempo, sotto ci potrebbero essere 545.000 metri cubi di materiali, il doppio del Lotto 6” (Foto e Video)

Il caso sarà anche presentato a Roma con un’interrogazione al Ministero della Salute.

Le immagini della conferenza stampa

Le immagini della conferenza stampa

Il MoVimento 5 Stelle sanremese torna alla carica sul caso del rio “Ciuvin” sulle alture di Bussana e del piazzale realizzato dove prima scorrevano tre torrenti e insistevano campagne, oltre a due strade di pubblico utilizzo.
Dalla richiesta del ripristino di una strada pubblica sono infatti emerse situazioni inquietanti sotto il profilo amministrativo e del rispetto della legalità.

Alla conferenza stampa convocata oggi nella sala Giunta del Comune di Sanremo hanno partecipato i Consiglieri Comunali Paola Arrigoni e Luciana Balestra, il giurista ambientale Marco Grondacci e il parlamentare del M5S Matteo Mantero.

Le interviste a Marco Grondacci, Matteo Mantero e Paola Arrigoni

 

Per noi tutto è iniziato quando siamo stati contattati dai residenti della zona Cascine Lunaire che ci hanno chiesto il ripristino della strada “Braie” e della strada “San Pietro”, strade che non esistono più e la loro assenza costringe i residenti a usarne un’altra poco sicura. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione in Consiglio Comunale”, così ha esordito Paola Arrigoni, Consigliere Comunale del MoVimento 5 Stelle Sanremo.

Nella risposta del Comune si parlava anche di un condono – aggiunge Arrigoni – a questo punto abbiamo compreso che oltre alle strade sparite c’era di più. Abbiamo indagato e abbiamo scoperto che prima c’era tre rii e le campagne. Nella ricostruzione dei fatti dobbiamo risalire a 36 anni fa quando una ditta chiese i permessi per la modifica dei terreni e per spianare”.

Una storia complessa che parte all’inizio degli anni ’80 e che si articola tra permessi, condoni, sopralluoghi, incongruità tra permessi rilasciati e aree effettivamente utilizzate e rimbalzi tra Comune, Provincia e Regione con la prima definizione di discarica “abusiva” che risale al 1990 con un documento della Commissione Edilizia del Comune.

Leggendo le varie ordinanze ho fatto un calcolo approssimativo di un totale ipotetico di 545.000 metri cubi di non si sa bene cosa – ha aggiunto Arrigoni – mi viene da pensare che se il Lotto 6 stoccherà 283.000 metri cubi, sotto quel piazzale abbiamo due Lotto 6, solo che in questo caso non hanno scavato una montagna ma hanno riempito una vallata. Inoltre, in quella strada ci sono 11 famiglie 9 delle quali hanno avuto casi di tumore dei quali 7 sono morti e 2 sono stati operati”.

Il M5S ha quindi presentato a settembre un esposto alla Procura e ai Carabinieri allegando 50 pagine di documento. L’ipotesi di reato è quella di inquinamento ambientale, mentre per il reato di disastro ambientale servirebbe una diversa diffusione dell’inquinamento nella zona e nel tempo. Reati che sarebbero stati commessi, qualora la cosa venisse verificata, da chi ha commesso lo stoccaggio abusivo.

Se ci sono stati reato lo stabilirà la Procura – ha aggiunto il parlamentare del M5S Matteo Mantero – ma è chiaro che c’è stata una chiara negligenza delle amministrazioni precedenti del Comune che ha permesso di perpetrare abusi per oltre 30 anni, si sequestrare e seppellire due strade, di “tombare” questi rii con rischi di esondazioni e una discarica abusiva che è stata lì per anni senza che il Comune ne abbia chiesto la bonifica. Quello che spicca è come la società faccia ciò che vuole e come il Comune glielo lasci fare. Siccome la situazione ci pare molto grave con rischi per la salute noi stiamo predisponendo un’interrogazione al Ministero della Salute e al Ministero dell’Ambiente per fare un’ispezione urgente sul sito”.

In buona sostanza il MoVimento 5 Stelle chiede la verifica dei materiali presenti sotto il suolo, il ripristino delle strade che un tempo passavano in zona ed eventualmente la bonifica della discarica ipotizzata come abusiva. 

Ecco il parere del Dottor Marco Grondacci, giurista ambientale: “La prima questione è quella dell'accumulo delle terre e rocce di scavo prima causa della interruzione di una strada comunale quindi pubblica. Il fatto che, come si afferma nella risposta della Amministrazione Comunale all'interrogazione del M5S Sanremo, ci siano state ordinanze che ne hanno imposto lo stoccaggio non appare sufficiente e coerente con la normativa vigente all'epoca di dette ordinanze ma soprattutto con quella attuale. All'epoca delle ordinanza era già in vigore la normativa sui rifiuti che classificava le terre e rocce di scavo come rifiuti quindi per anni si è permessa una discarica abusiva in zona pubblica. Più recentemente la normativa sulle terre e rocce di scavo è cambiato de classificandola (a certe condizioni) dalla definizione di rifiuto. Ma il fatto che non siano più rifiuti non significa che possano essere stoccati all'infinito tanto più in un area pubblica interrompendo la viabilità pubblica. Infatti lo stoccaggio è strettamente legato al Piano di Utilizzo che ovviamente nel caso in esame non è mai stato presentato. Se non c'è utilizzo e piano di utilizzo allora le terre e rocce di scavo tornano ad essere classificate come rifiuti. Quindi nel caso in esame siamo di fronte ad una discarica abusiva reiterata nel tempo. Si tratta di un reato sanzionato dall'articolo 256 del Codice dell'Ambiente, ma visto il perdurare dello stoccaggio si potrebbero ipotizzare reati ambientali anche più gravi come quello di inquinamento senza considerare il comportamento omissivo di chi avrebbe dovuto verificare quanto sopra esposto. Relativamente alla occupazione abusiva della strada pubblica occorre dire che il Sindaco con ordinanza può ordinare il ripristino dell'accesso pubblico e comunque detta occupazione è reato ai sensi dell'articolo 633 del codice penale. Senza considerare che per i depositi come quello in esame il codice della strada (articolo 21) chiede che vengano autorizzati esplicitamente dalle autorità competenti ma soprattutto che questo deposito garantisca comunque la fluidità del traffico mentre nel caso in esame per anni i cittadini interessati sono stati costretti ad usare una viabilità alternativa molto disagevole e pericolosa. Quello sopra descritto è il quadro giuridico amministrativo in cui deve essere collocato il caso in esame”.

Aggiungono i pentastellati: “A quanto sopra occorre aggiungere un ulteriore profilo penale. Il progetto di discarica come ammesso nella stessa relazione del servizio infrazioni edilizie del Comune di Sanremo non ha mai avuto una autorizzazione sotto il profilo paesaggistico. Afferma detta relazione: "non risultano essere stati portati a conclusione i procedimenti amministrativi, in particolar modo successivamente alla apposizione del vincolo panoramico (legge 431/1985) che avrebbero portato alla delegittimazione degli interventi sebbene questi fossero stati in precedenza autorizzati”. Si rileva quindi da questa condotta la possibile realizzazione della fattispecie di reato di Opere eseguite in assenza di autorizzazione (articolo 181 del DLgs 42/2004)". Inoltre dalla Relazione idraulica preliminare, redatta dall'ing. Rossi, dalla quale si estrapolano alcuni passi, si evince che: Verifica idraulica stato attuale: "La verifica preliminare delle sezioni esistenti di due hi, la cui forma e dimensioni non soddisfano la normativa vigente, conferma l'insufficienza delle due tombinature a smaltire la massima portata duecentennale (l'area di intervento risulta pertanto esondabile con tempo di ritorno duecentennale)”. Il geologo del Servizio Difesa Suolo del comune afferma che è imprenscindibile la messa in sicurezza idraulica dei tratti tombinati, sotto il piazzale, attualmente non conformi alle portate di piena previste dal piano di bacino. Il M5S Sanremo, visto la gravità delle situazioni emerse, ha presentato esposto alla Procura della Repubblica di Imperia firmato dal capogruppo del M5S in Comune Paola Arrigoni, dai deputati del M5S Matteo Mantero e Simone Valente, dai consiglieri regionali del M5S Alice Salvatore e Marco De Ferrari. L'esposto è stato presentato anche ai Carabinieri, al Commissariato di Polizia ed ai N.O.E”.

Pietro Zampedroni

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