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Attualità | 18 luglio 2017, 11:59

Sanremo: simboli del 'fascio' sui lampioni di via Vesco, oltre allo stadio 'Comunale' sarebbero 'unici'

È probabile che tali simboli siano stati realizzati durante il mandato del podestà Giovanni Guidi, quando, nel corso degli anni ‘30, venne effettuata un'importante serie di lavori pubblici, tra cui l'allargamento di corso Imperatrice, la costruzione del nuovo stadio comunale e l'inaugurazione della funivia Sanremo-Monte Bignone.

Sanremo: simboli del 'fascio' sui lampioni di via Vesco, oltre allo stadio 'Comunale' sarebbero 'unici'

Curiosamente a Sanremo, dopo tanti anni dalla caduta del regime fascista, sono rimasti ancora dei segni evidenti della passata dittatura, persino nel corredo urbano della città. In via Vesco, ad esempio, esistono dei lampioni con impressi dei fasci littori in bassorilievo, che, nonostante la ‘damnatio memoriae’ che ha cancellato inesorabilmente tutti i simboli dell'ex regime fascista, sono sopravvissuti fino a oggi.

Abbiamo chiesto lumi su quanto da noi fotografato ad Andrea Gandolfo, storico matuziano: “Non mi risulta che a Sanremo esistano attualmente, almeno su edifici pubblici, altri fasci littori, perché, naturalmente, quelli esistenti prima del 1943, come quelli sulla facciata delle scuole elementari di via Volta o, ad esempio, quello presente su una cabina elettrica di via Dante Alighieri, sono stati tutti ‘scalpellati’ dopo la Liberazione. È probabile che tali simboli siano stati realizzati durante il mandato del podestà Giovanni Guidi, quando, nel corso degli anni ‘30, venne effettuata un'importante serie di lavori pubblici, tra cui l'allargamento di corso Imperatrice, la costruzione del nuovo stadio comunale e l'inaugurazione della funivia Sanremo-Monte Bignone”.

“Tra l'altro – termina Gandolfo - nel novembre 1933, nel quartiere di Pian di Nave sarebbe stata inaugurata una fontana luminosa, opera delo scultore Giuseppe Prini, raffigurante una enorme ‘M’ mussoliniana. I fasci littori sui lampioni di via Vesco rimangono comunque un curioso retaggio del regime fascista, che, a oltre settant'anni dalla sua caduta, non ha ancora finito di lasciare i segni del suo passaggio”.

Carlo Alessi

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