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Eventi | 27 febbraio 2017, 21:21

Diano San Pietro: Marino Magliani ha presentato a Diano Borganzo “Il creolo e la Costa” (Fusta editore)

La manifestazione è stata inserita all’interno della “Rassegna Pillole di Saggezza” e organizzata dal Comune di Diano San Pietro con la partecipazione di alcuni rappresentanti del Circolo Belgrano di Costa d'Oneglia.

Diano San Pietro: Marino Magliani ha presentato a Diano Borganzo “Il creolo e la Costa” (Fusta editore)

Si è svolto ieri pomeriggio, nella Chiesa parrocchiale di Diano Borganzo, l’incontro con lo scrittore Marino Magliani per la presentazione del suo ultimo libro “Il creolo e la Costa” (Fusta editore). La manifestazione è stata inserita all’interno della “Rassegna Pillole di Saggezza” e organizzata dal Comune di Diano San Pietro con la partecipazione di alcuni rappresentanti del Circolo Belgrano di Costa d'Oneglia.

Lo scrittore originario della Val Prino, profondo conoscitore della vita di Oneglia, vive sulla costa olandese; autore di romanzi, raccolte di racconti, sceneggiature, traduttore e curatore di antologie si  è rivelato la persona più adatta ad investigare fra epistolari, cronache di oscuri cronisti ottocenteschi, storia ed economia locale, usi e costumi, topografia e urbanistica legate alla vita del personaggio Manuel Belgrano, nume tutelare della Repubblica argentina. Infatti il padre del generale sudamericano era un emigrato italiano, originario di Oneglia e più  precisamente di Costa, una frazione in cui vivono ancora molti Belgrano. Magliani osserva la figura di un uomo, che oggi definiremmo un “grande politico”, il quale ha tentato di mediare per la nuova patria presso i potenti d’Europa senza dimenticare le sue origini italiane.

Cos’ha fatto, Manuel Belgrano nei mesi di agosto e settembre e ottobre del 1815, prima di tornare in Argentina? Questo è l’interrogativo che a poco a poco si fa strada nell’indagine. Una prima risposta verrà da un ignoto corrispondente, che si cela sotto lo pseudonimo di El Sapo, si dice mosso da vaghe considerazioni sentimentali, e scrive quanto segue: “…contrariamente a quanto numerosi storici lascino intendere o dichiarino senza tema di essere smentiti, Belgrano è stato a Costa d’Oneglia, paese natale del padre, nell’agosto del 1815, rimanendovi per lunghe giornate, con probabilità tra le dodici e le quindici.”

A questo punto Magliani è costretto a indagare, sotto la sua lente d’ingrandimento riprendono vita personaggi grandi e piccoli della storia come Napoleone ed altri minori nazionali e locali, ripercorre, inoltre, Oneglia nella sua configurazione di duecento anni fa e la compara con l’attuale. Gli appigli sono labili ed egli tenta di ricostruire un viaggio che Belgrano, approfittando di una inutile e sfortunata missione diplomatica in Europa, avrebbe compiuto in Liguria, terra in cui affondavano le sue radici, e che permette allo scrittore di descrivere le sue valli, il mare e gli ulivi.

Dopo accurate ricerche, l’autore può affermare che Manuel Belgrano, come tutti gli oriundi, sentiva il desiderio di tornare nelle sue terre d’origine. Nei suoi ultimi anni di vita, con il fisico minato dalla malattia e mantenendo l’anonimato, venne ad Oneglia e raggiunse Costa, il luogo da cui suo padre era partito per il nuovo mondo. Come affermato da Magliani “Quel ritorno sarebbe rimasto segreto se un fatto banale, un furto, non ne avesse conservato le vestigia e un fatto ancor più banale, un ritrovamento, non le avesse magicamente portate a chi, senza conoscerle, le cercava”, questo mistero si svelerà durante la lettura.

Il rapporto con  Elio Lanteri di Costa di Oneglia ha permesso di legare tutti questi nomi in modo inscindibile, Magliani ha cominciato ad amare Costa e questo lavoro è dedicato, con il cuore, all’amico.

Gloria Crivelli

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