“Da più di due anni che un gruppo di oltre 130 dipendenti sta vivendo una situazione discriminatoria, per non aver rinunciato al contenzioso con l'azienda sorto in seguito alla loro rivendicazione dei diritti quesiti”. E’ questa la dura accusa del sindacato di base ‘Usb’ alla Riviera Trasporti rea, secondo l’organizzazione sindacale, di aver disdettato nell'agosto del 2014 il contratto integrativo, decurtando di fatto lo stipendio, di circa 400 euro netti, ad ogni lavoratore.
“Così facendo – prosegue l’Usb - si sono venuti a trovare in una situazione tale da non poter più garantire, dall'oggi al domani, il fabbisogno economico alle rispettive famiglie. I lavoratori ricorrenti, infatti, a parità di prestazioni lavorative, subiscono da parte aziendale una decurtazione, che si fa mese per mese sempre più gravosa e che li costringe a compiere sacrifici economici sempre maggiori, con pesanti ripercussioni sugli equilibri familiari. Inaccettabile ed antisindacale è per loro anche la clausola ricattatoria dell'articolo 13 dell'accordo sindacale, siglato il 23 febbraio 2015, con il quale l'azienda pretende la rinuncia, da parte del personale, ai ricorsi pendenti presso il Tribunale di Imperia, applicando a tutti i dipendenti la parte normativa del suddetto accordo, ma non riconoscendo ai ricorrenti la parte economica, creando così una discriminazione non più tollerabile da parte dei lavoratori stessi”.
“In questo contesto aziendale – prosegue il sindacato Usb - cosa aspettano Cgil, Cisl, Uil e Ugl a svolgere il loro ruolo di rappresentanza sindacale, anche in veste di firmatari dell'accordo medesimo? I lavoratori che lottano duramente non solo per loro stessi, ma per i diritti e la giusta retribuzione di tutto il personale, sono costretti ad affrontare le prepotenze padronali non trovando alcun appoggio, neppure morale, nelle sopracitate organizzazioni sindacali, nè risposte concrete ai numerosi appelli, rivolti alle varie amministrazioni pubbliche. Come possono gli enti proprietari quali il Comune di Sanremo e la Provincia di Imperia, che paiono disinteressarsi al problema, permettere che all'interno di una loro partecipata vengano discriminati i dipendenti sotto il profilo economico? Molti lavoratori soffrono nel loro silenzio. Per la Riviera Trasporti devono essere puniti quei dipendenti che hanno agito in giudizio per far accertare l'illegittimità della disdetta degli integrativi”.
“I dipendenti della Riviera Trasporti – termina l’Usb - non sono macchine ma esseri umani, con famiglie alle spalle e figli a cui rendere conto per la mancanza di denaro che l'azienda non elargisce loro come dovuto. L'azienda potrà togliere il denaro, ma non potrà mai togliere loro la dignità, quella dignità che l'Azienda dimostra di non avere”.














