Umidità e caldo in estate, siccità in autunno. Il clima ha giocato la sua parte in un 2016 che non lascia ben sperare i coltivatori e i produttori che lavorano nel campo dell’oliva e dell’olio. Sarà un’annata ‘no’.
Le cattive notizie hanno attraversato le stagioni. In estate il caldo e l’umido hanno favorito il proliferare della temutissima ‘mosca’ che ha attaccato le nostre coltivazioni. In autunno le scarse piogge hanno fatto sì che l’oliva diventasse subito nera costringendo a circa 10 giorni di anticipo sulla raccolta.
Il risultato non lascia tanto spazio all’ottimismo: il 2016 sarà un’annata con scarsa quantità e scarsa qualità.
“La stagione è partita male con una grande umidità quando c’era il fior aperto, non è stata una grande allegagione – commenta Franco Boeri Roi, dell’oleificio ‘Olio Roi’ di Badalucco – abbiamo avuto un’estate con troppo caldo e umido. Infine in autunno gli alberi, per via della siccità, hanno iniziato a soffrire di sete. Sarà un’annata scarsa, non come l’anno scorso”.
Il 2016 va in forte controtendenza con l’andamento dell’ultimo decennio. Fino a un paio di anni fa la produzione era senza dubbio soddisfacente. Poi, proprio due anni fa, un’annata non buona. L’anno scorso, invece, era andata molto bene, e quest’anno una nuova inversione di tendenza. Un’alternanza che non si vedeva da parecchi anni.
La scarsa produzione avrà ovviamente un riscontro sui prezzi, come conferma Roi: “Ci saranno prezzi più alti, chi coltiva le olive vorrà in qualche modo rientrare dei costi. Non sarà facile spiegare ai clienti che dovremo dare la metà del prodotto rispetto all’anno scorso”.
Esistono delle soluzioni? Come si può contrastare l’imprevedibilità della natura? “Bisognerebbe che gli operatori del settore iniziasse a coltivare come si fa per qualsiasi altro fiore, facendo impianti di irrigazione e seguendo gli alberi come altre piante – commenta Roi – adesso abbiamo una coltura che si basa sul ‘se ce n’è’, mentre sarebbe meglio adottare un metodo in modo da eliminare queste annate secche facendo, per esempio, impianti di irrigazione”.
Una sorta di mutazione da coltivazione ad azienda, un’organizzazione che possa trasformare la coltivazione in produzione. Come accade per i fiori, con una minore influenza del clima grazie a un sistema di irrigazione e di protezione delle piante.
Intanto per quest’anno si raccolgono i cocci, nella speranza che, in nome dell’alternanza tornata in voga, il 2017 possa permettere un recupero.

















