Abbiamo intervistato, alla conclusione della prima edizione del ciclo di incontri “Dianoir - gialli sotto l’ombrellone”, lo scritore dianese Ugo Moriano, curatore della manifestazione. Moriano è autore di una riuscita serie gialla – pubblicata da Fratelli Frilli Editori – che ha per protagonisti gli investigatori Noemi Vassallo e Angelo Ardoino, ispettori della Questura di Imperia ed ha trovato un proprio filone anche nel romanzo storico e fantasy che viene pubblicato con successo da Coedit. Abbiamo chiesto a Ugo Moriano di raccontarci le sue esperienze di scrittore.
Quando è nata la tua passione per la scrittura?
Nel 2007, all’età di 47 anni, per la prima volta ho provato a scrivere partendo da un’idea che mi si era radicata nella mente e, con mia sorpresa ne è nato un romanzo.
Quali sono state le tappe della tua carriera letteraria che ti hanno condotto a “Radici lontane”, il tuo ultimo noir?
Nel 2008 ho scritto il romanzo giallo “Il ricordo ti può uccidere” cui hanno fatto seguito “L’Alpino disperso”, “A Sanremo si gioca sporco”, “Sospetti dal passato”, “L’arte del delitto” (che ha vinto nel 2015 il premio della critica al Premio Letterario Internazionale Itinerante World Literary Prize di Parigi), “L’Inganno del tempo”, (1° classificato al Premio Internazionale Montefiore) e “Antiche amicizie” pubblicati da Fratelli Frilli Editori.
Nel 2011 è stato pubblicato "Arnisan il longobardo", nel 2012 “L’ultimo sogno longobardo” vincitore del 61° premio Selezione Bancarella 2013, nel 2013 “Il diamante di Kindanost” classificato terzo al Premio Internazionale di Cattolica. Nel 2014 ha scritto due romanzi: “Gnorff & Lenst” e “L’inganno del tempo” e nel 2015 “Sangue longobardo". Perché i Longobardi?
Perché mentre facevo una ricerca per i miei romanzi gialli, Google mi ha indicato la mancata battaglia delle Chiuse di Susa, la storia mi ha dapprima incuriosito e poi affascinato. Da qui ha preso l’avvio la saga dei Longobardi.
Lo scrittore è prima di tutto un lettore, quanto e cosa leggi?
Ho letto migliaia di libri di tutti i generi, amo in particolare la storia ed i romanzi storici, leggo con grande piacere Colleen McCullough, il cui romanzo più famoso è "Uccelli di rovo" del 1978, da cui venne tratta una serie tv con Richard Chamberlain e Rachel Ward, ma le sue opere di successo sono, per me, i racconti storici legati alla Roma tardo-repubblicana e imperiale.
Quanto conta l’ambientazione e il contesto dei personaggi?
L’ambientazione è basilare, le storie non possono prescindere dai luoghi dove si svolgono e danno l’impronta ai personaggi.
Qual è il rapporto con il territorio della Liguria?
Questa parte di ponente ligure, dove sono nato, offre una serie di sfaccettature che permettono di ambientare liberamente le storie, si può passare da paesini montani a spiagge mondane nel giro di 25 chilometri.
Quali sono i meccanismi che adotti per rendere avvincente la trama?
Lasciare in sospeso il lettore, non concludere mai anche la singola azione, interrompere anche il singolo evento per portare il lettore da un’altra parte, creare suspance!
Quali sono i rapporti con l’editore?
Ho un buon rapporto con entrambi gli editori che, essendo piccolo/medio, nonostante il loro grande impegno scontano un po’ tutte le difficoltà legate alla distribuzione.
Concludendo ci racconti i tuoi progetti per il futuro?
Sto scrivendo il quattordicesimo romanzo giallo con protagonisti gli ispettori Ardoino e Vassallo ed è mia intenzione scrivere una saga storica ambientata nell’anno 1000. Esprimo grande soddisfazione per la riuscita della rassegna Dianonoir ringraziando sentitamente F.lli Frilli Editori, la libreria Mondadori di Diano Marina, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Diano Marina e le Gestioni Municipali. Ricordo con affetto tutti gli autori intervenuti: Simone Togneri, Rocco Ballacchino, Irene Schiavetta e Fiorenza Giorgi, Alessandro Reali, Daniele Grillo e Valeria Valentini, Maria Teresa Valle e Armando D’Amaro. Se le condizioni ce lo permetteranno, lavoreremo per riproporla nel 2017 ancora più coinvolgente per tutto il pubblico dianese.
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