Sta facendo molto discutere l'ipotesi di trasferimento di don Pasquale Traetta, parroco di Coldirodi, nella parrocchia di Airole. Il paese e tutta la comunità coldirodese si sta mobilitando affinché il Vescovo Antonio Suetta ritorni sulla sua decisione e lasci al paese il loro parroco, a Coldirodi ormai da 25 anni.
Alcune mamme che hanno visto i loro figli crescere con don Pasquale, hanno scritto una lettera a Mons. Suetta, per chiedere un incontro, conoscere le motivazioni della sua decisione e capire se ci sono margini per rivedere l'ipotesi di trasferimento di don Traetta.
“Egregio Sig. Vescovo,
scriviamo in merito alla sua ipotesi di traferire don Pasquale dalla sua parrocchia, vorremo soprattutto sottolineare il fatto che secondo lei “i fedeli non possono dare indicazioni utili in quanto troppo coinvolti da un punto di vista emozionale.” E' del tutto evidente che la popolazione dopo 25 anni di sacerdozio, sia coinvolta emozionalmente. Queste poche righe in rappresentanza di un gruppo di mamme cattoliche che credono nei principi della Chiesa ed hanno cresciuto i propri figli nella cristianità.
Essere obiettivi fa parte del nostro credo famigliare, così come giudicare in modo obiettivo le situazioni che si presentano quotidianamente, cercando di mantenere il giusto punto di vista emotivo. Secondo noi i genitori per i figli sono un punto d'appoggio ed un costante riferimento, il Papa sottolinea il fatto di rimanere sempre uniti soprattutto in questo momento in cui la Chiesa attraversa un periodo delicato e lei caro Vescovo che è un uomo di Chiesa sa quanto sia importante nella vita avere dei punti fermi.
Don Pasquale è il nostro punto fermo, oltre ad essere il nostro parroco, e un padre, un amico, un confidente, un compagno di giochi. Dopo 25 anni di permanenza nella nostra parrocchia conosce i pregi e i difetti del nostro paese: un pastore che ha pascolato bene il proprio gregge conservando il giusto valore e gli equilibri interni di una comunità numerosa e varia come la nostra. Noi tutti ci poniamo una domanda: come mai un gruppo molto ristretto di persone di Ospedaletti sia riuscito a far sì che don Pasquale non andasse nella loro parrocchia, mentre qua a Coldirodi, dove l'intero paese lo chiede, non si riesca a farlo restare? Chiediamo a sua Eccellenza che, come ha dato il suo contributo alla spinosa situazione dei migranti al confine, così dovrebbe rendere note le motivazioni onde per cui non ritiene opportuno incontrare la nostra comunità e renderla edotta di tale decisione.
Rammaricate, stupite e disorientate non possiamo accettare una ipotesi di trasferimento senza avere un'adeguata risposta. Riteniamo che il dialogo sia alla base di tutto. Noi cerchiamo di educare i nostri figli su questo principio insegnando loro come questo deve essere un punto fermo in una famiglia. Essendo la Chiesa una grande famiglia noi mamme chiediamo a Lei sua Eccellenza signor Vescovo, un incontro.
Le mamme di Coldirodi”
Una mobilitazione, quella dei cittadini che prosegue in paese, ma anche sui social network, su Facebook è stata creata la pagina 'Don Pasquale è della grande famiglia di Coldirodi' e questa sera alle ore 20.30 in piazza San Siro alcuni cittadini di Coldirodi manifesteranno contro il trasferimento di don Pasquale "visto il diniego del vescovo a ricevere una delegazione di parrocchiani - affermano - saremo tutti imbavagliati, chi volesse partecipare è benvenuto!"














